Gentile direttore,
anche quest’anno la rivista Newsweek ha pubblicato la nuova edizione dei “Migliori Ospedali Specialistici nel Mondo”, esaminando 13 specialità con l’aggiunta quindi quest’anno anche della nefrologia. Naturalmente le grandi istituzioni sanitarie della sanità americana sono ai primissimi posti di molte delle graduatorie e quattro dei nostri ospedali (Policlinico Gemelli di Roma, Ospedale Pediatrico Bambin Gesù, l’Istituto Neurologico Besta di Milano e l’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna) entrano nella top 10 mondiale nelle rispettive specialità. Dieci sono inoltre le strutture di eccellenza italiane che trovano un piazzamento entro la trentesima posizione e 42 sono complessivamente gli ospedali italiani che trovano spazio nelle graduatorie delle varie specialità. Le classifiche tengono conto dei seguenti rigorosissimi parametri: la valutazione di professionisti e manager della sanità estremamente qualificati (83,5% del punteggio), accreditamento e certificazioni (10%), patient-reported outcome (6,5%).
Esaminiamo ora i dati relativi agli Ospedali italiani con particolare riguardo anche alla loro distribuzione nelle Regioni del nostro Paese. La Regione italiana i cui Ospedali compaiono più spesso in queste classifiche (56 volte) è certamente la Lombardia, del resto anche in ragione del fatto di essere la prima per popolazione (10 milioni di abitanti) ma anche per la sua grande e pluridecennale organizzazione ed eccellenza delle proprie strutture ospedaliere ed in alcuni casi la loro presenza è anche in posizioni di particolare preminenza. La seconda Regione per popolazione è senz’altro il Lazio con 5,71milioni di abitanti; le strutture Ospedaliere del Lazio compaiono in queste graduatorie 28 volte. Per quel che riguarda le strutture pubbliche della Lombardia compaiono 32 volte (57%) verso quelle private 24 volte (43%). Per quel che riguarda il Lazio le strutture sanitarie pubbliche compaiono 11 volte nelle liste (39%) e le private ben 17 volte (61%); tra queste ultime in tutte le 13 specialità c’è sempre il Policlinico Gemelli spesso da solo ed in posizioni di grande preminenza o accompagnato tuttalpiù nel caso della Pediatria dall’Ospedale Bambin Gesù anch’esso nei primissimi posti o dal Campus Biomedico ma in posizione molto più defilata in altre tre specialità. Per quanto riguarda gli Ospedali pubblici compaiono in queste graduatorie: S. Camillo-Forlanini in 5 specialità (posti dal 49 al 122), il S. Andrea in 3 (dal 95 al 230), il Policlinico Umberto I in 2 (102-248) ed il S. Filippo Neri in una (195), quindi anche questi ospedali in posizioni più defilate o di estrema retroguardia.
Sorprende e dispiace molto inoltre l’assenza dell’Istituto Nazionale per i Tumori Regina Elena di Roma nella classifica delle strutture di oncologia, ove sono presenti dalla posizione n. 14 a quella n. 230 addirittura ben 16 altre strutture oncologiche italiane.
Per quel che riguarda le altre Regioni in ordine di popolazione la situazione è la seguente:
Campania (5) tutte pubbliche, Veneto (8) tutte pubbliche, Emilia Romagna (10) tutte pubbliche, Piemonte 8 di cui 7 pubbliche e una privata, Toscana 5 tutte pubbliche, Liguria 3 tutte pubbliche, Marche 1 pubblica, Friuli Venezia Giulia 1 pubblica. Le altre Regioni non hanno nessuna istituzione ospedaliera inserita in queste classifiche; quindi dei 125 Ospedali italiani ricompresi in queste classifiche specialistiche, 83 (66%) sono pubblici e 42 (34%) privati. Soprattutto colpisce in questa analisi la mancanza di strutture di tutte le Regioni del Sud tranne la Campania.
In conclusione il quadro che emerge da questa prestigiosa classifica configura una presenza importante della Sanità italiana al livello internazionale, con un numero cospicuo di Istituzioni del nostro Paese considerate e ricomprese nelle graduatorie anche in posizioni di estrema eccellenza. Inoltre le condizioni della Sanità pubblica si confermano di buon livello in quasi tutte le Regioni del Nord, mentre al Sud la situazione configura con la carenza di eccellenze considerate, una condizione di grande disagio evidentemente caratterizzato dalla difficoltà nell’erogazione di servizi moderni e di eccellenza, del resto confermata dai dati della mobilità Regionale che risultano per questi cittadini estremamente sconfortanti e dolorosi.
Una menzione a parte merita la Regione Lazio. Il quadro che ne viene fuori in questa regione è di una Sanità pubblica debole ed una privata rappresentata in particolare da solo due strutture che tuttavia trovano spazio tra le massime eccellenze della Sanità mondiale. Il dato che più colpisce quindi è quello relativo al rapporto nella Regione Lazio tra la rappresentanza delle strutture private rispetto alle pubbliche in questa analisi (61% vs 39%), dato inverso sia rispetto a quello nazionale (33% vs 66%) sia rispetto a quello della Lombardia (43% vs 57%), regione da sempre considerata come la massima espressione di una Sanità privata di eccellenza e certamente lo è ma, evidentemente, non a scapito della Sanità pubblica che evidentemente mantiene la sua qualità, la sua consistenza ed il massimo sostegno dell’Amministrazione Regionale. Da aggiungere per quanto riguarda sempre la Regione Lazio la presenza di una Sanità privata rilevante rappresentata da altre numerose strutture accreditate con il sistema pubblico ed anche per attività assistenziali nell’ambito delle Specialità prescelte dall’analisi, che tuttavia non trovano posto nella classifica di Newsweek evidentemente per la minore qualità dei servizi resi.
Francesco Cognetti
Coordinatore del Forum delle Società Scientifiche dei Clinici Ospedalieri ed Universitari Italiani