Trapianti. Dal Cnt due nuovi documenti per aumentare le opportunità e rafforzare la sicurezza

Trapianti. Dal Cnt due nuovi documenti per aumentare le opportunità e rafforzare la sicurezza

Trapianti. Dal Cnt due nuovi documenti per aumentare le opportunità e rafforzare la sicurezza

Raccomandazioni per la gestione del potenziale donatore di polmone e nuove indicazioni per la donazione di rene da vivente. Approvate 66 raccomandazioni clinico-operative per il polmone e 16 proposte sulla sicurezza del donatore renale. I documenti presentati al 49° Congresso nazionale Sito di Bari

Rendere più omogenea la gestione del potenziale donatore di polmone per aumentare il numero di organi utilizzabili e, allo stesso tempo, rafforzare la tutela della persona sana che sceglie di donare un rene. Sono questi gli obiettivi di due nuovi documenti elaborati e approvati dal Centro nazionale trapianti (Cnt), presentati al 49° Congresso nazionale della Società italiana dei trapianti d’organo e di tessuti (Sito), in corso a Bari.

Due percorsi differenti, ma accomunati dalla necessità di tradurre le evidenze scientifiche e l’esperienza maturata dalla Rete trapiantologica in criteri condivisi e applicabili su tutto il territorio nazionale.

Polmone, 66 raccomandazioni per preservare l’organo

Il documento “Gestione intensiva del potenziale candidato alla donazione di polmoni” contiene 66 raccomandazioni cliniche e operative rivolte agli anestesisti-rianimatori, ai coordinamenti regionali e ai professionisti dei centri trapianto.

Le indicazioni riguardano diversi aspetti della gestione del potenziale donatore deceduto: dalla ventilazione meccanica al reclutamento alveolare, dalla gestione emodinamica agli aspetti infettivologici, fino agli accertamenti necessari per valutare l’idoneità dell’organo.

Il documento affronta inoltre la donazione a cuore fermo controllato e le modalità di coordinamento delle équipe durante i prelievi combinati.

Il tema è particolarmente rilevante perché il polmone è l’organo con il più basso tasso di utilizzo tra quelli potenzialmente prelevabili. La funzionalità dell’organo può essere compromessa durante la permanenza del potenziale donatore in terapia intensiva da alterazioni emodinamiche, processi infiammatori, infezioni, edema o modalità di ventilazione non appropriate.

Una parte di questi fattori, tuttavia, può essere prevenuta o trattata attraverso una gestione intensiva adeguata. L’obiettivo delle nuove raccomandazioni è quindi anche quello di recuperare organi potenzialmente idonei al trapianto che, in assenza di interventi appropriati, potrebbero essere esclusi.

I numeri confermano la rilevanza della sfida. Nel 2025 in Italia sono stati effettuati 144 trapianti di polmone. Il tempo medio per arrivare al trapianto è stato di 8,7 mesi, mentre il tempo medio di attesa in lista, considerando tutti i pazienti, compresi quelli che non sono stati trapiantati, è stato di circa due anni e mezzo.

Rene da vivente, la priorità è la sicurezza del donatore

Il secondo documento, “Valutazione e gestione della sicurezza nella donazione di rene da vivente”, si concentra invece sulla protezione della persona che decide volontariamente di donare un organo.

Il lavoro ha affrontato 12 quesiti prioritari, arrivando a 16 proposte di raccomandazione relative alla valutazione e alla gestione del percorso del donatore.

Le indicazioni riguardano la valutazione dei rischi prima della donazione, l’informazione e il consenso, l’esperienza delle équipe chirurgiche, le caratteristiche anatomiche del rene da prelevare e la scelta della tecnica operatoria.

Tra gli altri aspetti presi in considerazione figurano la disponibilità di sangue, la gestione delle emergenze, la prevenzione delle trombosi, la sorveglianza postoperatoria e il controllo del dolore.

Tutte le proposte hanno raggiunto la soglia di consenso prevista attraverso una valutazione multidisciplinare indipendente. In particolare, 14 delle 16 raccomandazioni hanno ottenuto l’unanimità.

Anche in questo caso i numeri mostrano il peso crescente della donazione da vivente. Nel 2025 sono stati effettuati in Italia 2.367 trapianti di rene, dei quali 364 da donatore vivente, pari a poco più del 15% dell’attività complessiva di trapianto renale.

Feltrin: “Più possibilità per i pazienti, massima tutela per i donatori”

“Sono due documenti diversi per contenuti e destinatari, ma nascono dalla stessa esigenza: tradurre le evidenze scientifiche e l’esperienza maturata dalla Rete in criteri condivisi e concretamente applicabili”, sottolinea il direttore del Centro nazionale trapianti, Giuseppe Feltrin.

Nel caso del polmone, aggiunge Feltrin, “una gestione appropriata del donatore deceduto può migliorare la qualità di organi che altrimenti rischierebbero di non essere impiegabili per il trapianto”.

Per la donazione di rene da vivente, invece, “ogni passaggio deve partire dalla massima tutela della persona sana che sceglie di donare”.

“Rendere questi percorsi più uniformi – conclude – significa offrire maggiori possibilità ai pazienti e, nello stesso tempo, rafforzare la qualità e la sicurezza dell’intero sistema”.

Il coinvolgimento delle società scientifiche

Il documento dedicato al polmone è stato elaborato da un gruppo multidisciplinare costituito dal Cnt con il coinvolgimento della Sito e della Siaarti.

Più ampia la partecipazione alla definizione delle indicazioni sulla donazione renale da vivente. Il documento è stato approvato dal Cnt e condiviso da Sito, Siaarti, Società italiana di chirurgia (Sic), Società italiana di nefrologia (Sin) e Società italiana di urologia (Siu), con il coinvolgimento anche di esperti di etica e delle diverse specializzazioni interessate.

Per entrambi i documenti le indicazioni sono state formulate sulla base delle evidenze scientifiche disponibili. Nei settori nei quali la letteratura risulta ancora limitata, le raccomandazioni sono state integrate attraverso un percorso strutturato di consenso tra gli esperti.

Ora la fase di applicazione

Per il documento sul polmone è già partita la fase di diffusione presso i coordinamenti regionali, i centri trapianto e le unità di terapia intensiva. Il Cnt prevede inoltre un ciclo di webinar rivolti ai professionisti coinvolti nel percorso di donazione.

Il documento sulla sicurezza nella donazione di rene da vivente sarà invece sottoposto all’Istituto superiore di sanità, nell’ambito dell’iter previsto per l’elaborazione delle Raccomandazioni di buona pratica clinico-assistenziale.

L’obiettivo comune è dunque trasformare le nuove indicazioni in pratica clinica omogenea, intervenendo da un lato sulla possibilità di aumentare il numero e la qualità degli organi disponibili e dall’altro sulla sicurezza di chi, da vivente, decide di donare.

29 Settembre 2026

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