Gentile direttore,
il confronto sullo schema di DPR relativo alla professione di biologo – Atto del Governo n. 440 – non riguarda soltanto gli Ordini e le Federazioni professionali. Le eventuali incertezze nella definizione delle competenze ricadono direttamente sui professionisti, sui dirigenti e sull’organizzazione delle aziende sanitarie.
Il confronto istituzionale in corso, anche alla luce del parere favorevole espresso dalle Commissioni parlamentari competenti della Camera e delle successive prese di posizione delle Federazioni interessate, impone quindi una riflessione anche dal punto di vista sindacale.
*SIAPS non intende alimentare contrapposizioni tra professioni né stabilire quale debba prevalere sulle altre.* È invece compito del sindacato evidenziare ciò che può accadere concretamente nei luoghi di lavoro quando una norma non definisce con sufficiente chiarezza attività, competenze e responsabilità, perché una competenza professionale non è una questione astratta.
Significa stabilire, nella pratica quotidiana, *chi può svolgere una determinata attività, sulla base di quale formazione, secondo quali procedure e assumendone quale responsabilità professionale.*
Se questi elementi non sono sufficientemente chiari, il problema si trasferisce inevitabilmente nelle aziende sanitarie: disposizioni di servizio differenti, attribuzioni controverse, sovrapposizioni di attività, difficoltà nell’organizzazione delle équipe multi-professionali e, soprattutto, incertezza nell’individuazione delle responsabilità.
È questo il punto sul quale SIAPS richiama l’attenzione e considera pienamente legittima l’evoluzione scientifica e professionale di tutte le professioni sanitarie, compresa quella dei biologi, ma ogni evoluzione delle competenze deve essere accompagnata da **norme chiare e coerenti**, capaci di mantenere un rapporto preciso tra formazione, attività professionale e responsabilità.
Non si tratta di difendere confini corporativi, ma al contrario, *la vera multi-professionalità richiede confini professionali chiari*: competenze riconoscibili, responsabilità definite e collaborazione tra professionisti, ciascuno nell’ambito della propria formazione e delle attribuzioni previste dall’ordinamento.
Il confronto istituzionale sull’AG 440 deve quindi proseguire sul merito delle norme, evitando che le diverse posizioni espresse dalle rappresentanze professionali si trasformino in contrapposizioni personali o corporative.
Le differenti valutazioni emerse durante l’iter confermano, semmai, la necessità che il testo definitivo sia sufficientemente preciso da non lasciare spazio a interpretazioni che possano generare successive controversie applicative.
Per il SIAPS, infatti, il problema non nasce quando le Federazioni discutono sull’interpretazione di una norma e nasce quando quella stessa incertezza arriva sul posto di lavoro, arriva in un laboratorio, in un servizio, in un dipartimento, in un’azienda sanitaria.
E a quel punto qualcuno deve decidere chi può fare cosa, chi deve impartire una disposizione, chi può eseguire un’attività e chi ne assume la responsabilità, è lì che una *norma poco chiara* può trasformarsi in un problema concreto per il lavoratore, per il dirigente chiamato a organizzare il servizio e per l’intera struttura sanitaria.
Per questo SIAPS auspica che, nel prosieguo dell’iter dell’AG 440, Governo e Parlamento garantiscano un quadro normativo capace di individuare con sufficiente chiarezza *ambiti di attività, percorsi formativi e responsabilità professionali*, evitando alla fonte possibili conflitti applicativi, e non interessa stabilire chi abbia “vinto” il confronto tra professioni, ma interessa evitare che eventuali incertezze normative vengano trasferite domani sui professionisti e sulle aziende del Servizio sanitario nazionale.
La tutela delle competenze non è una difesa corporativa di spazi professionali, è una condizione necessaria perché ogni professionista sappia con chiarezza cosa è chiamato a fare, sulla base di quale formazione e assumendone la responsabilità.
Chiediamo chiarezza delle competenze, certezza delle responsabilità e corretta organizzazione del lavoro non sono questioni formali: sono condizioni essenziali per tutelare i professionisti e garantire qualità, appropriatezza e sicurezza dei servizi ai cittadini.
Michele Placentino
Segretario Generale del SIAPS
Sindacato Italiano Autonomo Professioni Sanitarie