Specializzazioni mediche, copertura al 90%. Ma quasi la metà dei primi 1.000 candidati sceglie solo tre discipline. Ecco le più e le meno richieste

Specializzazioni mediche, copertura al 90%. Ma quasi la metà dei primi 1.000 candidati sceglie solo tre discipline. Ecco le più e le meno richieste

Specializzazioni mediche, copertura al 90%. Ma quasi la metà dei primi 1.000 candidati sceglie solo tre discipline. Ecco le più e le meno richieste

Aumentano candidati e contratti assegnati alle specializzazioni mediche, con una copertura salita dall'84% al 90%. Ma la distribuzione resta squilibrata: alcune scuole continuano a non riempire i posti, mentre le preferenze dei candidati si concentrano su poche discipline.

Il 21 luglio si è svolto il concorso nazionale per l’accesso alle scuole di specializzazione medica.

I candidati sono stati 17.652, con un aumento dell’11,1% rispetto ai 15.884 del 2025. I contratti statali, invece, sono passati da 14.483 a 14.631 (vedi qui): appena 148 in più, pari a circa l’1%. Il MUR ha inoltre previsto complessivamente 15.221 posti, considerando anche i contratti finanziati dalle Regioni e da altri enti.

Un aumento così marcato dei candidati, a fronte di una crescita assai più contenuta dei contratti, rendeva facilmente prevedibile un aumento delle assegnazioni. In altre parole, un rapporto più equilibrato tra candidati e posti disponibili ha determinato, come era logico attendersi, una migliore copertura delle scuole.

Le assegnazioni dei contratti statali sono infatti passate da 12.238 nel 2025 a 13.104 nel 2026, facendo salire il tasso complessivo di copertura dall’84% al 90%.

L’aumento, tuttavia, non si è distribuito uniformemente tra le diverse specializzazioni. Le scuole che già occupavano tutti i posti disponibili hanno, nella grande maggioranza dei casi, continuato a farlo. Nelle 25 tipologie nelle quali nel 2025 erano rimasti contratti non assegnati, il numero complessivo delle assegnazioni è aumentato sensibilmente.

Solo cinque di queste hanno però raggiunto nel 2026 la completa copertura dei posti disponibili: Audiologia e foniatria, Igiene e medicina preventiva, Oncologia medica, Scienza dell’alimentazione e Urologia. Per Audiologia le assegnazioni sono passate da 30 su 34 a 36 su 36, mentre Igiene è passata dall’83% al 100%.

Particolarmente significativo è il caso della Radioterapia, nella quale i posti assegnati sono passati da 49 a 86, con un incremento di circa il 75%. La copertura è così salita dal 35% al 58%.

Un’attenzione particolare merita Medicina d’emergenza-urgenza. Le assegnazioni sono aumentate da 537 a 649, pari a circa il 21% in più, mentre le sedi che hanno coperto tutti i posti disponibili sono passate da 5 a 9. È un segnale positivo per una disciplina che negli ultimi anni ha mostrato notevoli difficoltà di attrazione. La copertura complessiva, tuttavia, rimane al 66%: 649 assegnati a fronte di 985 posti banditi.

Restano inoltre alcune specializzazioni con tassi di occupazione persistentemente molto bassi. Nel 2026 Microbiologia e virologia ha assegnato appena 19 posti su 111, il 17%; Farmacologia e tossicologia clinica 39 su 116, il 34%; Patologia clinica e biochimica clinica 96 su 268, il 36%; Statistica sanitaria e biometria 23 su 51, il 45%.

Di fronte a percentuali che si ripetono negli anni, sarebbe opportuno interrogarsi non soltanto sulle ragioni della scarsa attrattività di alcune discipline, ma anche sull’adeguatezza della programmazione dei posti. Continuare a mettere a concorso un numero molto elevato di contratti in scuole che sistematicamente non riescono a coprirli rischia di trasformare la programmazione in un esercizio puramente teorico.

L’attrattività delle scuole

Un altro modo per valutare l’attrattività delle diverse specializzazioni è osservare le scelte dei candidati collocati nelle prime posizioni della graduatoria. Considerare i primi 1.000 (vedi qui) è particolarmente utile perché, disponendo di punteggi molto elevati, questi candidati hanno una possibilità di scelta assai più ampia rispetto a chi si trova nelle posizioni successive.

La concentrazione è impressionante. Malattie dell’apparato cardiovascolare raccoglie 247 dei primi 1.000 candidati, Dermatologia 131 e Oftalmologia 109. Le sole prime tre specializzazioni assorbono quindi il 48,7% delle scelte. Le prime dieci arrivano all’82,4%.

Le preferenze dei candidati risultano dunque fortemente polarizzate.

Dal prossimo anno accademico entra inoltre in vigore un aumento del trattamento economico degli specializzandi. La parte fissa viene incrementata del 5% per tutte le specializzazioni, mentre per venti tipologie considerate meritevoli di un incentivo ulteriore la parte variabile aumenta del 50%. Tra queste figurano, fra le altre, Medicina d’emergenza-urgenza, Chirurgia generale, Medicina interna, Nefrologia, Radioterapia, Igiene e medicina preventiva e Anestesia, rianimazione, terapia intensiva e del dolore.

È interessante confrontare questa scelta con le preferenze espresse dai candidati. Anestesia, per esempio, è già al decimo posto tra le scelte dei primi 1.000, con 23 candidati, mentre Urologia non compare tra le specializzazioni scelte dai primi 1.000 pur avendo assegnato nel 2026 tutti i 275 posti disponibili.

Il confronto tra numero di posti messi a concorso, percentuali di copertura e preferenze dei candidati può quindi fornire indicazioni utili per una programmazione più aderente alla realtà. I numeri, più che la semplice disponibilità di finanziamenti, dovrebbero contribuire a stabilire quanti posti finanziare e in quali specializzazioni.

Massimo Minerva
Presidente di ALS (Associazione Liberi Specializzandi – Fattore 2a)

Massimo Minerva

30 Settembre 2026

© Riproduzione riservata

Alcol. Nel 2025 il 5% degli europei lo ha consumato quotidianamente. I dati Eurostat
Alcol. Nel 2025 il 5% degli europei lo ha consumato quotidianamente. I dati Eurostat

Nel 2025, nell’Unione Europea, il 4,8% delle persone di età pari o superiore a 16 anni ha consumato alcol ogni giorno. La quota di persone che ha consumato alcol ogni...

Sanità, i 18 miliardi delle Regioni e il federalismo fiscale dimenticato
Sanità, i 18 miliardi delle Regioni e il federalismo fiscale dimenticato

Chiedere altre risorse può essere necessario. Ma prima occorre sapere quanto costa davvero garantire i LEA, chi spende, come spende e chi risponde dei risultati. Dopo quindici anni, il federalismo...

Farmaci accessibili. In 10 anni 8,2 mld di risparmi. Imprese in crescita, ma la redditività scende al 2,8%. Egualia: “Ora deve evolvere la governance”
Farmaci accessibili. In 10 anni 8,2 mld di risparmi. Imprese in crescita, ma la redditività scende al 2,8%. Egualia: “Ora deve evolvere la governance”

Un comparto che continua a crescere e creare occupazione, ma che dopo anni di rincorsa all’aumento dei costi comincia a mostrare i primi segnali di affaticamento. La redditività delle imprese...

Non basta spendere bene: la sanità ha bisogno di una contabilità dei diritti
Non basta spendere bene: la sanità ha bisogno di una contabilità dei diritti

La terza Quick Survey di Quotidiano Sanità dedicata alla prossima Legge di Bilancio consegna un risultato che merita di essere preso sul serio. Negli acquisti sanitari non basta più il...