Gentile Direttore,
dal 1° ottobre parte «Parliamone insieme», intervento sperimentale di psicologia sociosanitaria territoriale finanziato dal PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027. Psicologi nelle Case della Comunità, accesso diretto senza impegnativa. E, per la prima volta in un servizio sanitario regionale, un presidio psicologico continuo notte e giorno, con refertazione in telemedicina e alimentazione del Fascicolo sanitario elettronico.
Il progetto, promosso dal Dipartimento per l’Inclusione sociale, la Sussidiarietà e il Welfare di Comunità della Regione Calabria nell’ambito dell’Azione 4.k.2 del PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027, ha una dotazione di 1,6 milioni di euro e una durata di 63 settimane, dal 1° ottobre 2026 al 16 dicembre 2027. Sono stati contrattualizzati 48 psicologi.
La linea in presenza presidia tutte le 75 Case della Comunità della regione con sei ore settimanali per sede, per un monte complessivo di 450 ore alla settimana: 34 professionisti, corrispondenti a 25 psicologi equivalenti da 18 ore, ciascuno con uno, due o tre slot secondo prossimità e disponibilità territoriale. È una scelta che ha un significato più ampio di quello organizzativo: mette per la prima volta lo psicologo dentro la Casa della Comunità come funzione ordinaria e visibile, accanto all’infermiere di famiglia e al medico, e non come consulenza da attivare su richiesta.
La linea digitale è attiva 24 ore su 24, sette giorni su sette, con due psicologi contemporaneamente presenti in ogni fascia — mattina, pomeriggio e notte 20:00-08:00 —, per 336 ore-psicologo alla settimana coperte da 14 professionisti. Non è una segreteria né un servizio di reperibilità: è un presidio continuo, dimensionato sulla doppia presenza, che risponde proprio nelle ore in cui la domanda oggi si rivolge altrove.
L’accesso diretto come scelta di sistema
Nessuna impegnativa, nessuna prenotazione CUP, ma il punto più rilevante è che l’accesso diretto non riguarda soltanto il progetto. Con la nota prot. n. 725436 del 4 settembre 2026, il Dipartimento Salute e Servizi Sanitari ha uniformato l’applicazione dell’accesso diretto ai Centri di salute mentale e alle altre strutture territoriali dei Dipartimenti di Salute Mentale, ai servizi di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, ai servizi per le dipendenze e ai consultori familiari. Significa che quando lo psicologo di progetto individua un bisogno che richiede valutazione specialistica, l’invio non genera una nuova attesa: la persona trova una porta già aperta.
È qui che si misura la natura sociosanitaria dell’intervento. «Parliamone insieme» non costituisce una rete parallela e non sostituisce i Livelli Essenziali di Assistenza: agli psicologi competono ascolto, primo supporto, filtro, orientamento, mentre CSM, NPIA, servizi per le dipendenze e consultori restano titolari della presa in carico. La regola di instradamento è scritta e vincolante, e va nella direzione opposta a quella di tanti servizi a bassa soglia che finiscono per trattenere l’utenza.
Telemedicina e Fascicolo sanitario elettronico
L’elemento che distingue questo servizio da una linea di ascolto è la sua collocazione dentro il sistema informativo sanitario. Gli interventi erogati a distanza sono configurati come prestazioni di teleassistenza sulla piattaforma regionale di telemedicina, e l’attività viene refertata: la relazione psicologica di teleassistenza confluisce nel Fascicolo sanitario elettronico dell’assistito. Non è un dettaglio tecnico. Vuol dire che il contatto con lo psicologo diventa un atto sanitario tracciabile, disponibile al medico di medicina generale e ai servizi che prenderanno eventualmente in carico la persona, e non un colloquio che si esaurisce nel momento in cui l’assistenza si conclude. Vuol dire anche che l’attività è misurabile, rendicontabile e valutabile: condizione indispensabile perché una sperimentazione produca conoscenza e non soltanto prestazioni.
Perché 18-30 anni, e perché sperimentale
Nella fase iniziale il servizio è riservato ai residenti in Calabria tra i 18 e i 30 anni, una platea di circa 250.000 persone. È una scelta di metodo: permette di tarare in condizioni controllate la domanda, i tempi di risposta, i carichi professionali e i flussi di invio, prima di estendere ad altre fasce di popolazione. Lo scenario programmatorio stima un incremento di emersione nell’ordine di 5.000-10.000 utenti unici l’anno nell’intera rete, con valore centrale di 7.500: un dato dichiaratamente da verificare sui flussi reali, non una previsione di carico.
Nei primi 60-90 giorni il monitoraggio verificherà la distribuzione effettiva degli accessi. L’eventuale adeguamento dei turni sarà disposto su indicatori osservati — saturazione della linea, tempi di attesa, chiamate abbandonate, picchi per fascia oraria, quota di invii appropriati — e non sul bisogno potenziale stimato.
C’è infine un beneficio atteso che merita attenzione. Nel 2024 in Calabria si sono registrati 22.714 accessi in Pronto Soccorso per patologie psichiatriche, il 38,2% dei quali riconducibile a sindromi nevrotiche e somatoformi — ansia, attacchi di panico, reazioni acute allo stress — contro una media nazionale del 36,2%. Sul piano nazionale, tre accessi psichiatrici su quattro si concludono con il rientro a domicilio e soltanto il 12,1% esita in un ricovero. Sono, in larga misura, persone che avevano bisogno di essere ascoltate e orientate, non ricoverate. Un ascolto qualificato disponibile prima — in una Casa della Comunità o al telefono alle tre di notte — è la sola cosa che può intercettare quella domanda a monte. Il piano di monitoraggio lo misurerà con un indicatore dedicato agli accessi impropri potenzialmente evitati.
Resta il carattere sperimentale, che va rivendicato e non attenuato: 63 settimane per capire se un presidio psicologico pubblico continuo, prossimo e integrato nella rete funzioni davvero. Se funziona, la Calabria avrà prodotto un modello replicabile. Se non funziona, avrà prodotto dati che oggi non esistono. In entrambi i casi è un investimento che vale.
Iole Fantozzi, Dirigente Generale Dipartimento per l’inclusione sociale, la sussidiarietà e il welfare di comunità della Regione Calabria
Marco Pingitore, Dirigente Psicologo ASP Cosenza
Francesco Pappaterra, Psicologo