Manovra. La Salute prepara il conto per il Mef: sul tavolo 6,5 miliardi in più per il 2027. Assunzioni, Lea, farmaci e prevenzione tra le priorità

Manovra. La Salute prepara il conto per il Mef: sul tavolo 6,5 miliardi in più per il 2027. Assunzioni, Lea, farmaci e prevenzione tra le priorità

Manovra. La Salute prepara il conto per il Mef: sul tavolo 6,5 miliardi in più per il 2027. Assunzioni, Lea, farmaci e prevenzione tra le priorità

Le richieste sono ancora in fase di definizione e dovranno essere sottoposte al ministero dell’Economia. Oltre al miliardo già previsto, il dicastero della Salute starebbe lavorando a un pacchetto da circa 5,5 miliardi. Circa 2,5 miliardi andrebbero ad alimentare il Fondo sanitario indistinto, mentre circa un miliardo sarebbe destinato a un piano per le assunzioni e alle indennità del personale. Sul tavolo anche nuovi Lea, vaccini, tetti di spesa per farmaci e dispositivi, Piano sanitario nazionale, Irccs, dipendenze, salute mentale e fine vita.

Una richiesta aggiuntiva nell’ordine di 5,5 miliardi di euro, ai quali si sommerebbe circa 1 miliardo già previsto, per rafforzare il Servizio sanitario nazionale con la prossima legge di Bilancio, in tutto 6,5 mld in più per il 2027. È questa, secondo quanto si apprende, la cornice sulla quale starebbe lavorando il ministero della Salute (un numero in linea con le richieste delle Regioni tra l’altro) in vista del confronto con il ministero dell’Economia sulla manovra.

Si tratta, va precisato, di ipotesi ancora in fase di definizione: le cifre e le singole misure dovranno essere vagliate dal Mef e trovare successivamente una compatibilità all’interno del quadro complessivo della manovra. Ma dal lavoro in corso cominciano ad emergere le priorità che il dicastero della Salute intende mettere sul tavolo.

La voce più consistente riguarderebbe innanzitutto il finanziamento ordinario del Servizio sanitario nazionale. L’ipotesi allo studio prevede infatti di destinare 2,5-2,8 miliardi di euro al Fondo sanitario indistinto, rafforzando così le risorse a disposizione delle Regioni per sostenere l’erogazione dei servizi e far fronte all’aumento dei costi.

Un altro capitolo centrale è quello del personale sanitario. Circa 1 miliardo di euro sarebbe destinato a un nuovo piano per le assunzioni e il rafforzamento delle indennità, con l’obiettivo di intervenire su uno dei nodi più critici del Ssn: la carenza di professionisti e la necessità di rendere maggiormente attrattivo il lavoro nel servizio pubblico.

Nella piattaforma del ministero dovrebbe trovare spazio anche il finanziamento dell’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza e delle tariffe , dopo il lavoro svolto negli ultimi mesi sull’ampliamento delle prestazioni garantite dal Ssn. Una partita che richiederà risorse aggiuntive per circa 1 mld affinché l’inserimento di nuove prestazioni nei Lea non resti soltanto sulla carta ma possa tradursi concretamente nell’offerta sanitaria delle Regioni.

Tra le priorità anche un potenziamento della prevenzione, con particolare attenzione alle vaccinazioni. L’obiettivo sarebbe rafforzare le campagne e aumentare le coperture, intervenendo su un settore considerato strategico anche per ridurre nel medio-lungo periodo l’impatto delle malattie e i relativi costi per il sistema sanitario.

Sul fronte della farmaceutica, il ministero punta inoltre a un incremento dei tetti di spesa (+0,25%), tema ormai stabilmente al centro del confronto tra Governo, Regioni e industria dopo i ripetuti sforamenti della spesa per acquisti diretti. E poi sempre sul pharma sono anche allo studio delle contromisure al MFN americano. Un intervento analogo sarebbe allo studio anche per i dispositivi medici, con l’obiettivo di rendere i limiti di spesa maggiormente coerenti con i fabbisogni effettivi del Ssn.

Nel pacchetto dovrebbe entrare anche il Piano sanitario nazionale, tornato negli ultimi mesi al centro dell’agenda del ministero come strumento di programmazione delle politiche sanitarie e delle priorità del Servizio sanitario nazionale.

Tra i dossier per i quali si starebbero cercando risorse figurano inoltre gli Irccs, insieme ad alcuni grandi capitoli rimasti per anni ai margini dei finanziamenti strutturali: le dipendenze e la salute mentale, due settori sui quali il ministero punta a rafforzare la capacità di risposta dei servizi territoriali. Circa 200 mln dovrebbero essere investiti per l’assistenza di chi è affetto da Alzheimer

Infine, nel quadro delle richieste dovrebbe essere affrontato anche il tema del fine vita, anche se contenuti e strumenti dell’intervento risultano ancora da definire.

La partita, in ogni caso, è soltanto all’inizio. Quella elaborata dal ministero della Salute rappresenta infatti una piattaforma di richieste da portare al Mef, sulla quale dovrà aprirsi nelle prossime settimane il vero confronto politico e finanziario.

L’obiettivo della Salute sarebbe quello di ottenere con la prossima manovra un rafforzamento significativo delle risorse per il Ssn, provando a concentrare gli investimenti sui capitoli ritenuti più urgenti: personale, finanziamento corrente, nuovi Lea, prevenzione, farmaci e dispositivi, programmazione sanitaria, salute mentale e dipendenze.

La cifra di 6,5 miliardi aggiuntivi, dunque, rappresenta per ora il punto di partenza della richiesta. Sarà il negoziato con l’Economia a stabilire quanto di questo pacchetto potrà effettivamente entrare nella legge di Bilancio. Ma il timore è che dal Mef possano arrivare poco più della metà delle risorse richieste.

Luciano Fassari

06 Ottobre 2026

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