Il Policlinico Abano potenzia la lotta alle neoplasie del seno con l’introduzione della crioablazione. Nella struttura sanitaria di Abano Terme (PD), presidio della Regione Veneto e clinica capofila di GOL – Gruppo Ospedaliero Leonardo, la Senologia diretta da Luca Caruso ha eseguito le prime procedure con una nuova apparecchiatura che consente, senza incisioni chirurgiche e grazie all’introduzione di una sonda attraverso un piccolo foro, di raggiungere il nodulo, congelarlo ed eliminarlo in anestesia locale.
L’impiego di questa nuova tecnica mininvasiva, che prevede la collaborazione con la Radiologia Senologica diretta da Xenia Raspanti, non richiede ricovero né lascia cicatrici evidenti. Viene effettuata in anestesia locale con la paziente che rimane sempre sveglia e cosciente e può tornare al domicilio autonomamente al termine della procedura.
I vantaggi della mininvasività
“Questa metodica – spiega Caruso, responsabile della Senologia del Policlinico Abano – viene utilizzata per il trattamento di lesioni benigne e, in casi altamente selezionati, di alcuni tumori maligni della mammella altrimenti inoperabili. La crioablazione permette di distruggere il tessuto da trattare attraverso temperature molto basse, con un approccio percutaneo, cioè mediante l’introduzione di un ago attraverso la pelle. La procedura dura circa quindici minuti e viene eseguita in anestesia locale, senza incisioni chirurgiche evidenti né cicatrici visibili, e consente alla paziente di tornare a casa nella stessa giornata. Si tratta di un’opzione particolarmente importante per le pazienti fragili, molto anziane o con importanti patologie concomitanti, per le quali l’anestesia generale o un intervento chirurgico possono comportare maggiori rischi, così come per le pazienti che, dopo un adeguato percorso di valutazione personale, non desiderino sottoporsi alla chirurgia tradizionale”.
L’impiego della crioablazione ha tra i suoi punti di forza anche la rapidità del recupero. Nella maggior parte dei casi, le pazienti riprendono le normali attività già dal giorno successivo, senza convalescenza prolungata né dolori post-operatori.
I criteri di eleggibilità
“Questa nuova metodica – prosegue Caruso – ridefinisce i confini dei trattamenti mininvasivi in oncologia senologica, ma richiede precisi parametri di eleggibilità clinica che vengono vagliati caso per caso dal Gruppo Oncologico Multidisciplinare: in linea di massima risultano eleggibili per intervento le donne con tumore benigno della mammella accertato con agobiopsia oppure le donne con tumore maligno che abbiano più di 65 anni e una diagnosi di carcinoma mammario unifocale di dimensioni inferiori a 1,5 cm, di basso grado di aggressività istologica (G1 o G2), con espressione dei recettori ormonali positivi (ER+/PR+) e status HER2-negativo. In caso di trattamento per neoplasia maligna, la crioablazione deve sempre essere seguita dalla radioterapia e dalla terapia endocrina post-chirurgica. La corretta stratificazione biologica del tumore consente di standardizzare la procedura e garantisce la radicalità terapeutica senza l’impatto traumatico del bisturi”.
La tecnologia del freddo
La crioterapia per il trattamento del tumore al seno prevede l’erogazione di azoto liquido direttamente nel nucleo della lesione attraverso aghi-criosonde micrometrici che generano un freddo estremo, inferiore a 170 °C. Questo repentino shock termico innesca una necrosi coagulativa che distrugge la massa neoplastica dall’interno, preservando l’integrità strutturale del tessuto sano circostante.
La personalizzazione del percorso
Al Policlinico Abano ogni caso viene vagliato dal Tumor Board, che riunisce, con un approccio multidisciplinare, specialisti in oncologia, senologia, radiologia senologica, genetica, anatomia patologica e radioterapia. “Grazie alle nuove tecnologie e alla nostra expertise clinica e chirurgica, il percorso è sempre più personalizzato e cucito su misura sulla singola paziente: in base alle sue caratteristiche e alle caratteristiche del tumore si individua la terapia più adeguata che comprende anche questa nuova possibilità”, continua Caruso.
“L’introduzione della crioablazione – conclude Antonio Petruzzi, amministratore delegato del Policlinico Abano – rappresenta un ulteriore passo nel percorso di innovazione che il Gruppo Ospedaliero Leonardo porta avanti ogni giorno con particolare attenzione alla salute della donna. L’obiettivo è mettere a disposizione delle pazienti tecnologie sempre più avanzate, ma soprattutto costruire percorsi di cura personalizzati, capaci di tenere conto delle caratteristiche cliniche, delle esigenze e delle condizioni individuali di ogni persona. L’innovazione, infatti, acquista valore quando si traduce in possibilità terapeutiche mirate, meno invasive e in grado di rispondere in modo concreto ai bisogni delle nostre pazienti”.