Oncologia in Abruzzo. Cannita (AIOM): “Migliorare gli esiti clinici e ridurre le diseguaglianze”. La sfida della nuova rete oncologica
Attivata nel 2023, la rete oncologica abruzzese sta consolidando modelli condivisi tra le quattro aziende sanitarie regionali. Digitalizzazione, PDTA comuni e integrazione ospedale-territorio sono gli strumenti individuati per contrastare la mobilità passiva e garantire un accesso più equo alle cure
L’oncologia abruzzese sta vivendo una fase di profonda trasformazione organizzativa. L’attivazione della Rete oncologica regionale nell’aprile 2023 ha segnato l’avvio di un percorso che punta a superare la frammentazione dell’assistenza, mettendo in connessione le quattro aziende sanitarie della regione attraverso criteri organizzativi condivisi. Un cambiamento che, come spiega Katia Cannita, Coordinatrice regionale AIOM Abruzzo e direttore della UOC di Oncologia medica dell’Ospedale Mazzini di Teramo, ha l’obiettivo di rendere l’assistenza più omogenea, moderna e vicina ai cittadini.
In questi mesi sono entrati nel vivo i gruppi interdisciplinari interaziendali per area di patologia, chiamati ad aggiornare i Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali regionali e a svilupparne di nuovi nelle aree in cui ancora non esistono strumenti condivisi. Parallelamente, la Regione sta investendo nella digitalizzazione della rete, nell’interoperabilità dei sistemi informativi, nella raccolta dei dati e nella misurazione degli esiti, anche attraverso una collaborazione con la Rete oncologica della Campania.
“La riorganizzazione della nostra rete e della nostra assistenza oncologica ha due obiettivi: migliorare gli esiti clinici e ridurre le diseguaglianze. La Regione Abruzzo è una regione con una forte mobilità passiva sanitaria e, in un territorio fortemente montuoso e altamente sismico, il nostro obiettivo è riuscire a dare servizi efficienti ed efficaci senza la necessità che i nostri cittadini debbano spostarsi in altre regioni”.
Secondo Cannita, la digitalizzazione rappresenta uno degli strumenti fondamentali per sostenere questa evoluzione organizzativa. “Si sta lavorando moltissimo investendo anche sulla digitalizzazione della rete in collaborazione con la ROC campana. Crediamo che questo possa far crescere l’interdisciplinarietà, l’integrazione con la medicina territoriale e stiamo lavorando sull’interoperabilità dei sistemi informativi, sulla raccolta dei dati e sulla misurazione degli esiti, perché noi crediamo che quello che viene misurato poi possa essere realmente migliorato”.
Tra i principali punti di forza della regione, la Coordinatrice regionale AIOM individua soprattutto la capacità dei professionisti di collaborare oltre i confini delle singole aziende sanitarie. “Negli ultimi anni si è consolidata tra i giovani professionisti una cultura della multidisciplinarietà e soprattutto dell’integrazione che costituisce il pilastro dell’assistenza oncologica”.
Tra le esperienze più significative già presenti sul territorio, Cannita cita i modelli di integrazione tra ospedale e territorio, con la delocalizzazione di alcune prestazioni, come le terapie orarie e le terapie sottocutanee, e lo sviluppo della medicina integrata. Esperienze che dimostrano come una stretta collaborazione tra specialisti ospedalieri, medicina territoriale, cure palliative e servizi di supporto possa garantire una presa in carico più vicina ai bisogni del paziente e rappresentare una base su cui costruire un’applicazione uniforme della rete oncologica regionale. Sul fronte della prevenzione, inoltre, è in corso il progetto “Abruzzo in Salute”, che porta gratuitamente gli screening nei comuni più disagiati attraverso unità mobili, affiancato da programmi di promozione dei corretti stili di vita nelle scuole e nei luoghi di lavoro.
Restano tuttavia alcune criticità. La principale riguarda la carenza di personale sanitario e di figure come i Case Manager, cui si aggiungono la necessità di ridurre i tempi di accesso alla diagnostica radiologica, di garantire una distribuzione più uniforme della diagnostica molecolare e di rafforzare la ricerca clinica. La regione, inoltre, essendo ancora in piano di rientro, non dispone dell’esenzione D99, ma ha avviato un tavolo tecnico dedicato alla presa in carico dei portatori sani di mutazioni BRCA per assicurare percorsi assistenziali omogenei.
Anche AIOM è impegnata nel sostenere questa evoluzione organizzativa. “L’associazione nella nostra regione sta lavorando non solo alla formazione degli oncologi, ma anche di tutti i professionisti coinvolti nei percorsi assistenziali. Si sta promuovendo un confronto multidisciplinare con altre figure professionali e si lavora sulla promozione della ricerca clinica e sull’implementazione di percorsi che realizzino la medicina di precisione e un’equità di accesso alle cure. Il supporto di AIOM non è solo scientifico, ma anche organizzativo”.
L’Abruzzo affronta quindi la sfida di costruire una rete oncologica ancora giovane, ma già orientata a modelli condivisi, alla collaborazione tra professionisti e all’innovazione organizzativa. L’obiettivo è trasformare la riorganizzazione della rete in un’opportunità concreta per ridurre le disuguaglianze territoriali e offrire ai cittadini un’assistenza sempre più omogenea e vicina ai bisogni di cura.
Le ultime settimane hanno portato concretamente AIOM al di fuori dei confini italiani. Prima con le Giornate dell’Etica, svoltesi a Erice il 18 e 19 settembre e dedicate a “Guerra,...
Con quasi cinque milioni di abitanti, circa 34mila nuove diagnosi oncologiche ogni anno e oltre 300mila persone che vivono dopo una diagnosi di tumore, il Veneto è chiamato a rispondere...
Rendere la genomica del cancro e l’oncologia di precisione più accessibili, sostenibili ed eque. È l’obiettivo della nuova Commissione internazionale di The Lancet Oncology, presentata oggi al World Cancer Congress...
In Calabria la rete oncologica è organizzata secondo un modello Hub&Spoke che mette in relazione i tre principali centri di Catanzaro, Cosenza e Reggio Calabria con le strutture territoriali distribuite...