Lesioni midollari, in Umbria 450 pazienti e 30 nuovi casi l’anno. Associazioni: “Rete assistenziale incompleta”

Lesioni midollari, in Umbria 450 pazienti e 30 nuovi casi l’anno. Associazioni: “Rete assistenziale incompleta”

Lesioni midollari, in Umbria 450 pazienti e 30 nuovi casi l’anno. Associazioni: “Rete assistenziale incompleta”

Le associazioni hanno voluto sollecitare l’attenzione della politica su questo tema, “perché è necessario che tutto il percorso che viene dopo l’acuzie venga messo all’interno di una rete riabilitativa, per porre in essere una sinergia con i servizi territoriali. Cosa che viene prevista dalla legge, ma che non è stata fatta. Inoltre la norma prevedeva l’istituzione di una consulta e di un registro regionali, che non sono stati ancora realizzati”.

Audizione in Terza commissione. L’Unità spinale dell’ospedale di Perugia ha 13 posti letto, di cui 12 attivati. Secondo i rappresentanti delle associazioni questo non basta, chiedono una rete riabilitativa territoriale e l’istituzione di consulta e registro regionali.

La struttura ospedaliera ha un ruolo fondamentale, ma va collegata a tutte le realtà sociali e riabilitative del territorio. È il messaggio lanciato ieri dalle associazioni Fondazione Serena-Olivi ETS, AVI Umbria e FAIP ETS in occasione dell’audizione in Terza Commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria sulla legge regionale ‘7/2024’ dal titolo “Progetto globale delle persone con lesione midollare e funzionamento dell’Unità spinale unipolare nel servizio sociosanitario umbro”. Presenti all’audizione anche Sauro Biscotto, direttore dell’Unità spinale unipolare dell’Azienda ospedaliera di Perugia, e il garante regionale dei diritti delle persone con disabilità dell’Umbria, Renato Tomei.

Dagli interventi è emersa la necessità di dare attuazione alla legge ‘7/2014’, in larga parte ancora disattesa. In Umbria, riferisce una nota di fine seduta della Commissione, risiedono circa 450 persone con lesione midollare e ogni anno si registrano circa 30 nuovi casi.

L’Unità spinale dell’ospedale di Perugia ha 13 posti letto, di cui 12 attivati. Secondo i rappresentanti delle associazioni questo non basta. “La struttura ospedaliera ha un ruolo fondamentale perché salva la vita a molte persone, ma va collegata a tutte le realtà sociali e riabilitative del territorio, creando una rete che consenta lo svolgimento di una vita il più possibile serena e autonoma alle persone con una lesione del midollo spinale”, spiega la nota riassumendo quanto emerso nel corso dell’audizione.

Le associazioni hanno voluto sollecitare l’attenzione della politica su questo tema, “perché è necessario che tutto il percorso che viene dopo l’acuzie venga messo all’interno di una rete riabilitativa, per porre in essere una sinergia con i servizi territoriali. Cosa che viene prevista dalla legge, ma che non è stata fatta. Inoltre la norma prevedeva l’istituzione di una consulta e di un registro regionali, che non sono stati ancora realizzati”.

Infine sono stati evidenziati i problemi dell’Unità spinale dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, dove c’è carenza di personale e carenza di sistemi di riabilitazione robotica all’avanguardia.

08 Ottobre 2026

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