“Intendiamo continuare ad impegnarci per restituire dignità e migliorare le condizioni di vita e di lavoro, comprensive dell’aspetto retributivo, di tutti i professionisti sanitari. Consideriamo centrali la valorizzazione professionale ed economica delle donne nel lavoro medico e nella dirigenza sanitaria del Ssn e la battaglia per la medicina di genere”.
Sono queste le priorità indicate da Francesco Palmeggiani, nuovo segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, che succede ad Andrea Filippi. La nomina è avvenuta nel corso dell’assemblea nazionale della Fp Cgil Medici, tenutasi a Roma alla presenza del segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.
Medico radiologo con trent’anni di esperienza professionale nel Servizio sanitario nazionale, Palmeggiani è da sempre iscritto alla Cgil e ha già ricoperto l’incarico di segretario regionale della Fp Cgil Medici, Veterinari e Dirigenti Ssn di Roma e Lazio. Nel suo percorso anche l’impegno nei movimenti per la difesa del diritto alla salute.
Un passaggio di testimone nel segno della continuità, come ha sottolineato il segretario uscente Andrea Filippi, che lascia l’incarico dopo otto anni: “Lascio il testimone, un pochino pesante, a Francesco Palmeggiani. Lascio dei cantieri aperti che sono sicuro proseguirà”. Nel tracciare un bilancio del suo mandato, Filippi ha rivendicato il lavoro svolto per rafforzare la rappresentanza sindacale e migliorare le condizioni di lavoro dei professionisti, richiamando al tempo stesso la necessità di ripensare le trasformazioni che hanno interessato il Ssn, dall’aziendalizzazione alla crescente apertura alla sanità privata. “Oggi noi possiamo e dobbiamo pretendere di ripensare questa direzione anche quando sembra utopico il solo pensarlo”, ha affermato.
Una sfida che si ritrova anche nelle priorità del nuovo segretario. Palmeggiani ha infatti ribadito il riferimento ai valori della solidarietà, dell’uguaglianza e della laicità, sottolineando l’importanza di un approccio multiprofessionale e confederale, in contrapposizione a una visione sempre più corporativa del mondo del lavoro e della società.
La difesa del Ssn pubblico e la critica all’aziendalizzazione
Ampio spazio nella relazione è stato dedicato alla progressiva trasformazione del Servizio sanitario nazionale e al rischio, secondo Palmeggiani, che le logiche economiche prevalgano sulla tutela della salute.
Il nuovo segretario ha richiamato i principi della legge 833 del 1978, che ha istituito un servizio sanitario universalistico, finanziato dalla fiscalità generale e fondato sulla centralità della prevenzione, della riabilitazione e della partecipazione dei cittadini.
Un modello che, a suo giudizio, è stato progressivamente indebolito dai processi di aziendalizzazione e dall’espansione del settore privato. “La salute è stata gradualmente separata dall’eguaglianza, la cura dal conflitto sociale, la prevenzione dai determinanti sociali della salute”, ha osservato, denunciando anche il crescente ruolo dei grandi gruppi finanziari e assicurativi nel settore sanitario.
Da qui la necessità di rilanciare un Ssn capace di garantire un accesso equo alle cure, superando una visione della sanità centrata prevalentemente sulle prestazioni e sul contenimento della spesa.
La proposta di legge e il futuro della medicina territoriale
Tra le iniziative richiamate da Palmeggiani anche la proposta di legge di iniziativa popolare promossa dalla Cgil insieme ad associazioni e movimenti per il diritto alla salute, che punta a rilanciare il Ssn attraverso maggiori finanziamenti, il superamento dei tetti di spesa per il personale, il rafforzamento dell’assistenza territoriale e la riduzione delle liste d’attesa. Tra i punti qualificanti, richiamati dal nuovo segretario, il passaggio alla dipendenza dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e degli specialisti ambulatoriali convenzionati Una proposta che sarà presentata in Senato e sarà al centro anche della mobilitazione annunciata per il 17 ottobre.
Per Palmeggiani, la difesa del Ssn richiede infatti non soltanto iniziative sindacali, ma anche una partecipazione più ampia dei professionisti e dei cittadini, per contrastare l’aumento delle disuguaglianze nell’accesso alle cure.
Il nuovo segretario ha inoltre espresso il sostegno al diritto al dissenso del personale sanitario rispetto alle politiche migratorie e alla detenzione dei migranti nei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr), in Italia e all’estero.
“Contrasteremo ogni forma di privatizzazione del Ssn e ogni misura che renda ineguale l’accesso alle cure, perché senza la salute non c’è democrazia”, ha concluso.
La relazione