Superare i lunghi ricoveri negli ospedali psichiatrici e accelerare il passaggio verso un’assistenza alla salute mentale basata sulla comunità, centrata sulla persona e rispettosa dei suoi diritti e delle sue scelte.
È l’obiettivo della nuova guida pubblicata dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) in vista della Giornata mondiale della salute mentale, che si celebra il 10 ottobre. Un documento che si inserisce nel tema scelto per la Giornata mondiale della salute mentale di quest’anno, “Esperienze vissute ascoltate: voci reali, cambiamento reale”, e richiama la necessità di riconoscere a queste persone un ruolo attivo nella definizione delle politiche, nell’organizzazione dei servizi e nelle decisioni che riguardano la loro vita.
Il cambiamento è ancora lontano dall’essere realizzato nella maggior parte dei Paesi. Secondo l’Atlante della salute mentale 2025 dell’Oms, soltanto il 9% dei Paesi che hanno fornito dati ha completato la transizione verso un modello di assistenza territoriale, mentre oltre la metà (53%) si trova ancora nelle fasi iniziali della riforma. Inoltre, più di una persona su quattro (28%) tra quelle ricoverate negli ospedali psichiatrici vi rimane per oltre sei mesi.
Molte persone con disturbi mentali vivono quindi ancora in grandi ospedali psichiatrici e istituti di assistenza sociale. Quasi la metà viene trattenuta involontariamente per mesi, anni o addirittura decenni, in condizioni di isolamento dal mondo esterno. È proprio per affrontare questa situazione che l’Oms ha elaborato nuove indicazioni operative sulla deistituzionalizzazione, il processo che mira a consentire alle persone ricoverate per lunghi periodi, pari ad almeno sei mesi, di tornare a vivere nelle proprie comunità, disponendo delle cure, del sostegno e delle opportunità necessarie per condurre una vita soddisfacente.
“Le persone non dovrebbero dover rinunciare alla loro libertà, dignità o al proprio posto nella comunità per ricevere un sostegno continuativo alla salute mentale”, ha dichiarato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms. “I Paesi devono ridurre la dipendenza dall’assistenza istituzionale a lungo termine e accelerare il trasferimento degli investimenti dalle istituzioni verso cure e servizi di sostegno per la salute mentale basati sui diritti e radicati nelle comunità”.
Dagli ospedali al territorio: le indicazioni dell’Oms
La nuova guida propone azioni concrete rivolte ai responsabili degli ospedali psichiatrici per accompagnare il processo di deistituzionalizzazione. Le priorità riguardano la riduzione dei nuovi ricoveri e delle permanenze prolungate in ospedali psichiatrici, la modifica delle pratiche istituzionali per garantire una maggiore tutela dei diritti e il sostegno alle persone nel percorso di ritorno alla vita comunitaria con il supporto di cui hanno bisogno.
L’Oms sottolinea tuttavia che questo cambiamento non può essere realizzato esclusivamente dagli ospedali. Per consentire alle persone di vivere autonomamente e partecipare alla vita della comunità sono indispensabili anche l’accesso a un alloggio, all’assistenza sanitaria, ai servizi sociali, all’istruzione e alle opportunità di lavoro, insieme a un adeguato sostegno alle famiglie.
Anche perché, sebbene numerosi Paesi stiano rafforzando i servizi territoriali di salute mentale, i progressi rimangono disomogenei e la transizione dai modelli istituzionali richiede interventi coordinati che vadano oltre la sola organizzazione dell’assistenza sanitaria.
Le persone con esperienza diretta al centro delle riforme
Un altro elemento centrale della guida riguarda il coinvolgimento delle persone che hanno vissuto direttamente l’esperienza dell’assistenza psichiatrica istituzionale, in linea con il tema della giornata.
Troppo spesso, osserva l’Oms, chi ha sperimentato l’assistenza istituzionale viene escluso dai processi decisionali che determinano le modalità di cura e sostegno. Eppure, le conoscenze maturate attraverso l’esperienza diretta sono fondamentali per comprendere quali interventi favoriscano il recupero, la partecipazione alla vita comunitaria e l’accesso ai servizi.
“Il passaggio a un’assistenza alla salute mentale basata sulla comunità deve essere realizzato insieme alle persone che conoscono cosa significhi vivere l’esperienza dell’assistenza istituzionale, non semplicemente per loro”, ha sottolineato Grace Gatera, consulente indipendente ed esperta per esperienza vissuta. “Le loro competenze, insieme a quelle degli altri, sono essenziali per costruire servizi che sostengano la libertà di scelta, il recupero e la partecipazione alla vita comunitaria”.
In occasione della Giornata mondiale della salute mentale, l’Oms rinnova quindi l’invito ai governi e ai servizi sanitari ad accelerare il superamento dei modelli istituzionali e a costruire sistemi di assistenza territoriale che riconoscano le persone con esperienza vissuta come protagoniste delle decisioni, non soltanto come destinatarie delle cure.