Giornata Mondiale Salute Mentale. Unicef Italia, 1 genitore su 2 ha pensato di chiedere aiuto

Giornata Mondiale Salute Mentale. Unicef Italia, 1 genitore su 2 ha pensato di chiedere aiuto

Giornata Mondiale Salute Mentale. Unicef Italia, 1 genitore su 2 ha pensato di chiedere aiuto

Secondo un sondaggio Unicef-Youtrend, il 47% dei genitori ha pensato di rivolgersi a un professionista per affrontare le difficoltà emotive legate alla genitorialità, senza però farlo. Il 72% ha trovato l’esperienza più difficile del previsto e il 64% ha vissuto sentimenti di solitudine o isolamento. Più elevato il disagio tra le madri

Quasi un genitore su due (47%) ha pensato di rivolgersi a uno psicologo, psicoterapeuta o consultorio per affrontare le emozioni legate alla genitorialità, pur senza farlo. Tra coloro che hanno ricevuto un sostegno professionale, il 57% dichiara che questo sia stato molto o abbastanza utile. A ciò si aggiunge il peso delle pressioni sociali: l’85% dei genitori si è sentito giudicato almeno qualche volta.

È quanto emerso da recente sondaggio Unicef realizzato da Youtrend in occasione della Giornata della salute mentale con l’obiettivo di porre l’attenzione sul tema della solitudine genitoriale. Il campione comprende 8.983 interviste realizzate fra il 14 e 23 aprile 2026 su popolazione maggiorenne residente in Italia con almeno una delle seguenti caratteristiche: figli fra gli 0 e i 6 anni; una gravidanza in corso oltre la 20° settimana; procedura di adozione in corso in fase avanzata.

“Crescere una bambina o un bambino è una responsabilità collettiva che richiede sostegno, relazioni e politiche adeguate – ha dichiarato Nicola Graziano, Presidente dell’Unicef Italia – la  salute mentale dei genitori è una precondizione necessaria per lo sviluppo e il benessere psicosociale nell’infanzia. Solo rendendo questi temi parte del dibattito pubblico è possibile creare le condizioni affinché ogni famiglia possa garantire ai propri figli e figlie un ambiente di crescita sicuro, affettuoso e responsivo, in cui sviluppare pienamente il proprio potenziale. Come Unicef Italia promuoviamo un approccio che mette al centro il sostegno alla genitorialità come investimento nei diritti delle bambine e dei bambini”.

I dati del sondaggio evidenziano un chiaro divario di genere nell’esperienza della genitorialità. Le madri riportano livelli significativamente più elevati di disagio emotivo e pressione sociale rispetto ai padri. Le donne risultano oltre due volte più preoccupate per l’impatto della genitorialità sulla carriera lavorativa (33% contro 16%). Le aspettative sociali sembrano incidere in profondità. Quattro madri su dieci (40%) dichiarano di sentirsi spesso giudicate nel proprio ruolo genitoriale, rispetto al 17% dei padri.

La genitorialità viene spesso vissuta in condizioni di vulnerabilità emotiva che faticano a trovare riconoscimento nello spazio pubblico. Sebbene oltre il 60% dei genitori si sente abbastanza o molto preparato prima della nascita o dell’adozione, il 72% dichiara che diventare genitore sia stato più difficile di quanto immaginasse.

Le difficoltà non si esauriscono nella fase iniziale della genitorialità. Tre genitori su quattro (75%) riferiscono di aver sperimentato periodi prolungati di stanchezza continua, il 64% sentimenti di solitudine o isolamento, il 60% irritabilità o rabbia insolite. Le donne risultano particolarmente esposte sotto diversi profili: il senso di solitudine riguarda il 65% delle madri contro il 40% dei padri, mentre la tristezza persistente interessa il 57% delle madri rispetto al 20% dei padri.

Le attivazioni dell’Unicef Italia con Guida Psicologi e il Content Creator Nik Contucci: l’Unicef Italia ha realizzato via Instagram in collaborazione con Guida Psicologi un contenuto sul tema “La Salute Mentale attraverso le generazioni: Come la vivono giovani e adolescenti oggi?” dal 1977 ad oggi; Il 10 ottobre ci sarà l’attivazione con il creator con Nik Contucci su quanto sia difficile parlare di salute mentale e del proprio disagio in famiglia.

09 Ottobre 2026

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