Disturbi alimentari. In Liguria fino a 40 giorni per la prima visita, nello Spezzino ne bastano 7-15

Disturbi alimentari. In Liguria fino a 40 giorni per la prima visita, nello Spezzino ne bastano 7-15

Disturbi alimentari. In Liguria fino a 40 giorni per la prima visita, nello Spezzino ne bastano 7-15

Il tema al centro delle interrogazioni all’assessore alla Sanità Massimo Nicolò, che ha risposto, tra le altre cose, anche su riorganizzazione dei servizi territoriali, bilancio di ATS Liguria, reclutamento di anestesisti, accoglienza delle famiglie dei pazienti del Gaslini e Centrali operative territoriali.

Fino a 40 giorni di attesa, in Liguria, per accedere alla prima visita nei servizi dedicati ai disturbi del comportamento alimentare, ma con differenze tra territori sono significative. È il dato che emerge dal monitoraggio illustrato dall’assessore alla Sanità della Liguria, Massimo Nicolò, rispondendo in Consiglio regionale a un’interrogazione del consigliere del Partito democratico Enrico Ioculano.

Nell’Area 1 Imperiese il tempo medio di attesa è di circa 40 giorni. Nell’Area 2 Savonese scende a 15 giorni, mentre nell’Area 3 Genovese si attesta a 25 giorni.
Nell’Area 4 Chiavarese i tempi variano tra 20 e 30 giorni, mentre nell’Area 5 Spezzina si collocano tra 7 e 15 giorni.

Nicolò ha precisato che nei servizi liguri la prima visita coincide, quando clinicamente necessario, con l’avvio della presa in carico.
L’eventuale secondo appuntamento, necessario per completare la valutazione psicologica, psichiatrica, nutrizionale o internistica, viene organizzato direttamente dal servizio, senza interrompere il percorso assistenziale.
Per i casi di maggiore gravità sono previsti accessi più rapidi.

La Regione, spiega la nota di sintesi del Consiglio regionale, che riprende quando detto dall’assessore, riconosce la variabilità territoriale e indica nella nuova ATS Liguria lo strumento per costruire un modello di accesso più omogeneo. Quanto alle risorse, Nicolò ha ribadito la necessità di finanziamenti nazionali strutturali per i servizi dedicati ai disturbi alimentari, tema sollevato anche dal consigliere Ioculano.

Bando regionale per l’accoglienza delle famiglie dei bambini in cura al Gaslini
Rispondendo a una interrogazione di Selena Candia (Avs) sulla possibilità, della Giunta, di rivedere il requisito della disponibilità di camera, bagno e cucina ad uso esclusivo della famiglia, per consentire la partecipazione anche degli enti e delle associazioni che offrono servizi in uso comune, ampliando così il numero di posti letto e di strutture disponibili all’accoglienza, l’assessore alla sanità Massimo Nicolò ha risposto che essendo l’istituto responsabile di tutto il percorso pediatrico, la Regione delega selezione e verifica di idoneità degli enti del terzo settore con cui interfacciarsi: il Gaslini decide “chi può accogliere” stabilendo standard operativi, di sicurezza e logistici che le associazioni devono rispettare per ottenere e mantenere l’accreditamento. Secondo Nicolò solo l’istituto possiede infatti le competenze medico-specialistiche e le informazioni cliniche per stabilire se il minore necessita di ospitalità protetta in regime post-ricovero, day-hospital o terapia ambulatoriale complessa e se il quadro clinico del bambino è compatibile con una specifica struttura di accoglienza residenziale (es. presenza di requisiti di igiene, isolamento, vicinanza all’ospedale). L’erogazione dei contributi regionali alle associazioni è subordinata al visto di conformità dell’Istituto: è il Gaslini che certifica l’effettiva presenza del piccolo paziente e del genitore presso la struttura residenziale, attestando il nesso di causalità tra la prestazione sanitaria erogata dall’ospedale e l’esigenza abitativa del nucleo familiare. L’assessore ha aggiunto che il criterio dell’esercizio di bilancio positivo è un requisito fondamentale per enti, associazioni e soggetti del terzo settore che partecipano a bandi pubblici, finalizzato a dimostrare la capacità di gestire finanziamenti e la sostenibilità economico-finanziaria dei progetti.

Ipotesi di razionalizzazione delle strutture territoriali e ambulatoriali
L’assessore alla sanità Massimo Nicolò, rispondendo all’interrogazione di Katia Piccardo (Pd), ha fatto sapere che l’Azienda Tutela della Salute Liguria lavora al miglioramento del sistema sanitario pubblico e alla realizzazione di prestazioni che possano rispondere efficacemente ai bisogni. Nicolò ha rimarcato che è obbligo di ATSL monitorare con scrupolo la spesa sociosanitaria per assicurare che ogni euro dei contribuenti sia utilizzato per garantire un’assistenza di qualità, per cui la ricognizione non è finalizzata a tagli o chiusure ma a un corretto impiego delle risorse. L’assessore ha detto che l’assistenza sanitaria non verrà toccata, a salvaguardia della cittadinanza e per non disperdere la rete esistente, che è ciò che si vuole tutelare e ha aggiunto che le 32 Case della Comunità hanno lo scopo unitario di garantire un’offerta di qualità crescente insieme a efficienza organizzativa.

Ritardo nella pubblicazione del bilancio preventivo 2026 di ATS Liguria
All’interno di una risposta lunga e articolata all’interrogazione di Selena Candia (Avs) , come riferisce la nota di sintesi del consiglio regionale, l’assessore alla sanità Massimo Nicolò ha detto che il ritardo nell’adozione del bilancio di previsione di ATS si colloca all’interno di un percorso di transizione la cui tempistica e la cui complessità sono state “messe in conto” proprio per la portata straordinaria della riforma in atto. La rimodulazione, a seguito dell’attribuzione all’ATS Liguria dei compiti e delle funzioni in materia di emergenza-urgenza precedentemente in capo all’Azienda Ospedaliera Metropolitana (AOM) ha comportato un ulteriore slittamento della definizione di un quadro finanziario stabile e consolidato su cui fondare le previsioni di bilancio.
Nicolò ha detto che si è ritenuto necessario attendere il consolidamento del quadro di riferimento regionale per garantire un bilancio maggiormente rappresentativo delle risorse disponibili e delle effettive esigenze assistenziali del territorio servito.
L’assessore ha inoltre sottolineato come le risorse umane siano state in larga parte impegnate, nel periodo di riferimento, nelle attività straordinarie di natura organizzativa e amministrativa connesse all’unificazione, “di portata storica e di eccezionale complessità”.

Concorso regionale per dirigenti medici in anestesia e rianimazione
Andrea Orlando (Pd) ha chiesto alla Giunta di completare le procedure del concorso indetto a giugno da ATS Liguria per 16 posti di dirigente medico in Anestesia e Rianimazione da ripartire in tutte le Asl. Secondo Orlando l’ottima risposta ottenuta (119 candidature, di cui la maggioranza su Asl5) è da ricondurre a strumenti messi in campo negli ultimi anni, in particolare alla convenzione stipulata nel marzo 2025 tra Asl5 e Università di Pisa, che ha inserito la Struttura Complessa di Anestesia e Rianimazione del Sant’Andrea tra le sedi collegate della locale Scuola di specializzazione, rafforzando l’attrattività del levante ligure per questa disciplina. Per questo il consigliere ha chiesto ulteriori iniziative per consolidare il modello formativo Asl5-Università di Pisa, anche per pianificare i fabbisogni regionali, per consolidarne gli effetti sia sulla formazione che sul reclutamento del personale.
L’assessore alla sanità Massimo Nicolò ha risposto ripercorrendo il cronoprogramma del concorso, in fase di espletamento: 12 giugno 2026 pubblicazione del bando sulla Gazzetta Ufficiale, il 13 luglio scadenza per la presentazione domande (120 domande pervenute); 5 agosto pubblicazione dell’elenco dei candidati ammessi; 3 settembre nomina della commissione esaminatrice; nei giorni successivi, per poter procedere alla prova scritta e pratica nella prima metà di ottobre, sono state intraprese le attività finalizzate alla individuazione degli spazi idonei che garantiscano la necessaria capienza e sicurezza per lo svolgimento delle prove concorsuali. Nicolò ha concluso dicendo che la data delle prove verrà stabilita compatibilmente con la disponibilità dei componenti della commissione.

Centrali Operative Territoriali (COT) e comunicazione con i servizi territoriali
Giovanni Battista Pastorino (Andrea Orlando Presidente) ha chiesto alla Giunta se sia a conoscenza che il personale delle Centrali Operative Territoriali non garantisce una copertura h24 e che non tutte le strutture ospedaliere aderiscono al sistema COT, con conseguenti ripercussioni sulle comunicazioni e sull’operatività dei servizi territoriali.
L’assessore alla sanità Massimo Nicolò ha risposto che le Centrali Operative Territoriali (COT) costituiscono uno dei perni della riorganizzazione dell’assistenza territoriale, con funzione di coordinamento della presa in carico della persona e di raccordo tra servizi sanitari, sociosanitari e sociali. Lo standard normativo nazionale prevede una COT ogni 100.000 abitanti e una copertura operativa minima di 12 ore al giorno, 7 giorni su 7, garantita da personale sanitario (infermieri e coordinatore infermieristico) con il supporto di personale amministrativo. Le aziende, secondo Nicolò, hanno impiegato i profili professionali previsti dalla normativa, inclusa la figura del coordinatore della COT; l’operatività di 7 giorni su 7, dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 17 e dal sabato alla domenica, dalle 8 alle 14. L’assessore ha aggiunto che l’integrazione tra le strutture ospedaliere liguri e il sistema COT è realizzata secondo un modello di interoperabilità automatica che consente un aggiornamento informativo in tempo reale e non dipendente dalla presenza fisica di operatori amministrativi in COT.
Nicolò ha affermato che la copertura rispetto alla rete ospedaliera pubblica è prossima al completamento e che la Regione mantiene un monitoraggio costante dell’operatività del sistema e prosegue nel percorso di rafforzamento dell’integrazione ospedale-territorio, in coerenza con la programmazione regionale e con i target PNRR.

14 Ottobre 2026

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