Rianimazione cardiopolmonare. Nel Lazio 2.734 defibrillatori censiti, il 76% su Roma

Rianimazione cardiopolmonare. Nel Lazio 2.734 defibrillatori censiti, il 76% su Roma

Rianimazione cardiopolmonare. Nel Lazio 2.734 defibrillatori censiti, il 76% su Roma

Secondo i dati aggiornati di Ares 118, 2.094 DAE (defibrillatori automatici e semiautomatici esterni) si trovano sulla provincia di Roma, 200 su Latina, 181 su Frosinone, 162 su Viterbo e 97 su Rieti. In occasione della Giornata della rianimazione cardiopolmonare, Ares richiama all’importanza del censimento aggiornato e della formazione.

Sono 2.734 i defibrillatori automatici e semiautomatici diffusi sul territorio del Lazio, pronti per essere usati dai cittadini in caso di soccorso di emergenza a persone in arresto cardiaco. Ma oltre tre su quattro si trovano nella provincia di Roma. E anche sulla formazione delle persone c’è ancora molto da lavorare. È la fotografia della rete regionale della cardioprotezione scattata da ARES 118 in occasione della Giornata internazionale della rianimazione cardiopolmonare, che si celebra oggi, 16 ottobre. I dati aggiornati a metà mese indicano una distribuzione ancora fortemente concentrata nell’area della Capitale: 2.094 dispositivi a Roma, contro i 200 di Latina, i 181 di Frosinone, i 162 di Viterbo e i 97 di Rieti.

Il 16 ottobre “è l’occasione per riflettere su quanto ogni minuto possa fare la differenza per salvare una vita. In caso di arresto cardiaco, intervenire subito con la rianimazione cardiopolmonare (RCP) e utilizzare un defibrillatore (DAE) può aumentare concretamente le possibilità di sopravvivenza”, spiega Ares 118.

La presenza dei DAE sul territorio è fondamentale. Grazie al registro, la Centrale Operativa 118 può individuare i dispositivi operativi più vicini e guidare chi chiama verso il loro utilizzo. A Roma, il progetto di cardioprotezione prevede inoltre DAE sulle postazioni mobili delle Forze dell’Ordine, dispositivi nei commissariati e la formazione di 2.000 First Responder.

Ma avere un defibrillatore non basta: bisogna saper intervenire. “Lo dimostrano due recenti episodi a Roma. Nella stazione metro San Giovanni, cittadini, personale ATAC e Centrale Operativa 118 hanno collaborato, con il supporto della tecnologia FlagMii e di un DAE. In un altro caso, i Carabinieri hanno soccorso un uomo colto da arresto cardiaco alla guida, utilizzando il defibrillatore messo a disposizione da un commerciante”, riferisce Ares.

Dispositivi accessibili, formazione e tempestività: è questa la catena della sopravvivenza
Ogni cittadino formato e ogni defibrillatore disponibile possono fare la differenza nei primi minuti decisivi. Come ARES 118, investiamo nella diffusione della cultura del primo soccorso, nella formazione e nella cardioprotezione del territorio. Registrare un defibrillatore, mantenerne aggiornate le informazioni e sapere come individuarne uno in caso di emergenza. Salvare una vita è una responsabilità condivisa e ha bisogno di azioni concrete.
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Dal settembre 2024, la CORES Roma Area Metropolitana di ARES 118 gestisce il registro regionale dei DAE, in attuazione della Legge 116/2021.
Il censimento consente alle Centrali Operative 118 di individuare i defibrillatori registrati e di fornire, in caso di emergenza, indicazioni sulla presenza di dispositivi nelle vicinanze del luogo in cui è necessario intervenire. La disponibilità di informazioni aggiornate permette di orientare più efficacemente i soccorritori verso i DAE effettivamente operativi e accessibili.

Registrazione e aggiornamento dei DAE: il contributo dei cittadini è fondamentale
Perché un defibrillatore possa essere individuato e utilizzato in caso di necessità, è importante che i dati inseriti nel censimento siano corretti e aggiornati.
Chi ha registrato un DAE è invitato a comunicare tempestivamente ogni variazione o informazione relativa al dispositivo, compresi gli aspetti legati alla manutenzione e alla sua effettiva disponibilità. Per segnalazioni e aggiornamenti è possibile scrivere all’indirizzo e-mail [email protected].
Comunicare tempestivamente eventuali modifiche alle informazioni registrate, così come le situazioni che possono incidere sull’operatività o sull’accessibilità del dispositivo, contribuisce a garantire l’affidabilità del censimento e a consentire alle Centrali Operative 118 di disporre di informazioni utili durante la gestione dell’emergenza.

La corretta registrazione e l’aggiornamento dei dati sono quindi responsabilità importanti per chiunque metta a disposizione un defibrillatore: un dispositivo presente sul territorio può diventare una risorsa decisiva solo se la sua posizione è nota e la sua disponibilità è verificabile.

In caso di emergenza, chiamare il 112
Sapere che esistono defibrillatori sul territorio è importante, ma è altrettanto fondamentale sapere come individuarli quando serve intervenire.


Se ci si trova in una situazione di emergenza nella quale potrebbe essere utile un defibrillatore è necessario chiamare il 112. La chiamata al Numero Unico di Emergenza 112 consente di entrare in contatto con il sistema di emergenza sanitaria 118 territorialmente competente.

Sulla base delle informazioni disponibili e aggiornate nel registro, la Centrale Operativa ARES 118 può fornire indicazioni sui DAE presenti nelle vicinanze del luogo dell’emergenza, orientando verso i dispositivi operativi e accessibili.

Questo collegamento tra censimento, Centrale Operativa ARES 118 e cittadini, spiega l’Azienda regionale emergenza sanitaria, permette di trasformare un registro in uno strumento concreto di supporto durante le emergenze, favorendo l’individuazione delle risorse disponibili proprio quando il tempo è un fattore decisivo.

In presenza di una persona che potrebbe essere in arresto cardiaco, è importante non ritardare la richiesta di soccorso per cercare autonomamente un defibrillatore. Occorre contattare tramite il Numero Unico delle Emergenze 112 la Centrale Operativa ARES 118 e seguire le indicazioni fornite dagli operatori, che possono guidare il soccorritore nelle manovre da effettuare e nell’eventuale reperimento di un DAE.

Più dispositivi, più possibilità di intervenire
Nell’ambito del progetto Roma Cardioprotetta, sono stati consegnati 200 DAE alle postazioni mobili delle Forze dell’Ordine e sono stati installati 20 dispositivi presso commissariati situati in prossimità di luoghi ad alto afflusso.

Sono inoltre operativi 8 DAE collocati in spazi pubblici, all’interno di teche accessibili 24 ore su 24, in punti di interesse turistico della Capitale, da piazza di Spagna a piazza della Città Leonina.

Queste iniziative, sottolinea Ares, contribuiscono ad ampliare la disponibilità di dispositivi sul territorio. Perché tale investimento possa tradursi in un beneficio concreto per la popolazione, è però necessario che i DAE siano correttamente censiti, sottoposti a manutenzione e realmente accessibili.

La diffusione dei dispositivi deve, quindi, procedere insieme all’aggiornamento del registro, alla sensibilizzazione dei proprietari e alla capacità del sistema di emergenza 118 di fornire informazioni tempestive sulla loro localizzazione e disponibilità.

La formazione dei cittadini, un anello fondamentale della catena della sopravvivenza
La presenza di un defibrillatore, da sola, non è sufficiente: la tempestività dell’intervento e la capacità di agire correttamente sono altrettanto determinanti.

Il progetto di cardioprotezione romano ha previsto, inoltre, la formazione di 2.000 First Responder attraverso corsi BLSD, rivolti al personale delle Forze dell’Ordine e ad altri soggetti individuati dalla Protezione Civile Regionale.

Il valore della preparazione e della collaborazione tra cittadini, operatori e istituzioni emerge anche da recenti episodi di cronaca. Nella stazione della metropolitana San Giovanni, a Roma, alcuni cittadini hanno avviato il massaggio cardiaco, mentre la Centrale Operativa ARES 118 ha fornito supporto realizzando una videochiamata, attraverso la piattaforma FlagMii, e individuando un DAE disponibile in stazione.

In un altro intervento, i Carabinieri hanno iniziato le manovre di rianimazione cardiopolmonare e utilizzato il defibrillatore messo a disposizione da un commerciante per soccorrere un uomo colto da arresto cardiaco mentre era alla guida. Il successivo intervento sanitario ha consentito la ripresa dell’attività cardiaca spontanea.

Le Centrali Operative ARES 118 del Lazio forniscono inoltre istruzioni telefoniche pre-arrivo per guidare i soccorritori occasionali nelle manovre di rianimazione cardiopolmonare, anche in ambito pediatrico, e nell’utilizzo del DAE. Quando le condizioni tecniche lo consentono, il supporto può essere integrato attraverso una videochiamata.

Queste esperienze dimostrano come la cardioprotezione sia il risultato di una rete nella quale ogni elemento ha un ruolo: il cittadino che allerta tempestivamente i soccorsi, chi avvia le manovre di rianimazione, chi mette a disposizione un defibrillatore e gli operatori sanitari che coordinano l’intervento.

L’impegno di ARES 118 per la cardioprotezione del territorio
“Ogni arresto cardiaco è una corsa contro il tempo. La presenza di un defibrillatore accessibile, la formazione e la capacità di attivare tempestivamente i soccorsi possono cambiare l’esito di un’emergenza. Gli episodi di Roma dimostrano che la catena della sopravvivenza si costruisce attraverso la collaborazione tra cittadini, enti, Forze dell’Ordine, attività commerciali e operatori sanitari. Come ARES 118, continuiamo a investire nella formazione e nella cardioprotezione del territorio, perché ciascuno possa diventare un anello fondamentale di questa catena”, dichiara Narciso Mostarda, Direttore generale di ARES 118.

Il censimento regionale dei defibrillatori rappresenta un tassello concreto di questo impegno e uno strumento che può essere valorizzato attraverso la partecipazione attiva della comunità.
Per questo ARES 118 invita i cittadini a contribuire alla rete della cardioprotezione attraverso tre azioni fondamentali:
• Registrare il proprio defibrillatore nella sezione dedicata al censimento sul sito www.ares118.it/dae.html.
• Mantenere aggiornate le informazioni sul dispositivo, segnalando variazioni, situazioni relative alla manutenzione e informazioni che possano incidere sulla sua operatività o accessibilità all’indirizzo [email protected].
• Chiamare il 112 in caso di emergenza, seguendo le indicazioni della Centrale Operativa ARES 118 per individuare, quando necessario, un defibrillatore nelle vicinanze che sia operativo e accessibile.
Un defibrillatore registrato e accessibile, informazioni aggiornate e una Centrale Operativa 118 in grado di orientare tempestivamente i soccorritori sono elementi essenziali di una rete efficace.

“La cardioprotezione è una responsabilità condivisa: ogni dispositivo correttamente censito e ogni informazione aggiornata possono contribuire a rendere il territorio più pronto a salvare vite”, è il messaggio dell’Ares 118.

16 Ottobre 2026

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