Niguarda condannato per le condizioni di lavoro degli infermieri, Fials Milano: “Da tempo denunciamo”

Niguarda condannato per le condizioni di lavoro degli infermieri, Fials Milano: “Da tempo denunciamo”

Niguarda condannato per le condizioni di lavoro degli infermieri, Fials Milano: “Da tempo denunciamo”

Il segretario Mauro Nobile riferisce e commenta la sentenza del Tribunale di Milano: “Organici insufficienti, riposi saltati e pressione continua compromettono il benessere degli operatori e la sicurezza dell’assistenza. Già nel 2024 avevamo richiamato l’attenzione sul rischio suicidi tra i sanitari”.

“Quattro infermieri nei turni pomeridiani e notturni per un reparto di 36 posti letto, di cui 12 ad alta intensità assistenziale, assenza di operatori sociosanitari durante la notte, riposi ripetutamente sacrificati e turni modificati anche il giorno precedente. È il quadro accertato dal Tribunale di Milano nella sentenza n. 4493 del 30 settembre 2026, relativa alla Cardiologia 1-2 dell’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda”. A riferirlo, in una nota, è la Fials di Milano.

“Il giudice del lavoro Luigi Pazienza – spiega il sindacato – pronunciandosi sul ricorso di nove infermieri, ha riconosciuto l’esistenza di un ambiente lavorativo stressogeno e ha ordinato all’Azienda di adottare le misure organizzative necessarie per adeguare il numero di infermieri impiegati nei turni e garantire il rispetto dei riposi. Ha inoltre disposto risarcimenti calcolati su 500 euro netti mensili per il primo anno e 800 per il periodo successivo, secondo le decorrenze individuate per ciascun ricorrente, fino al 31 marzo 2025, oltre alle spese legali”.

“Questa sentenza mette nero su bianco ciò che Fials Milano denuncia da tempi non sospetti: la carenza di personale non può essere affrontata consumando le energie, la salute e la vita privata di chi lavora – commenta Mauro Nobile, segretario generale di Fials Milano –. Il senso di responsabilità degli infermieri tiene in piedi ogni giorno i servizi, ma non può diventare l’alibi per rendere permanenti condizioni di lavoro insostenibili. Il diritto al riposo è una tutela essenziale per il lavoratore e per il paziente affidato alle sue cure”.

Fials Milano fa notare come la stessa pronuncia evidenzi che “le criticità erano conosciute dall’Azienda e si erano protratte senza interventi adeguati. Accanto alla carenza di organico, il Tribunale ha accertato la sistematica assegnazione agli infermieri di attività proprie del personale di supporto e una gestione della turnistica che comprometteva il recupero psicofisico e la possibilità di organizzare la propria vita personale. Nelle motivazioni viene sottolineato anche il legame tra condizioni di lavoro, lucidità degli operatori e qualità dell’assistenza”.

“Non stiamo parlando soltanto di stanchezza a fine turno – prosegue Nobile –. Parliamo della pressione di dover garantire cure complesse sapendo di essere in pochi, di rinunciare ai riposi e di non poter abbassare mai l’attenzione. Chi assiste persone fragili deve poter lavorare con personale sufficiente, competenze adeguate e tempi di recupero effettivi. Proteggere chi cura significa proteggere anche chi viene curato”.

Fials Milano ricorda di avere già sollevato nell’ottobre 2024, con un comunicato dedicato alla crisi della professione infermieristica e al rischio suicidi tra i sanitari, il tema delle conseguenze del disagio lavorativo e della necessità di interventi preventivi. “Avevamo già richiamato l’attenzione su una sofferenza che può assumere forme gravissime e concorrere, insieme ad altri fattori, a esiti tragici – aggiunge Nobile –. Il suicidio è un fenomeno complesso, ma questa complessità non deve diventare una scusa per ignorare il disagio professionale. Occorre riconoscere tempestivamente i segnali di sofferenza, offrire sostegno psicologico accessibile e riservato e, soprattutto, intervenire sulle condizioni organizzative che alimentano lo stress. Non basta chiedere ai lavoratori di resistere”.

Per Fials Milano la sentenza deve tradursi in un impegno concreto delle direzioni sanitarie e di Regione Lombardia: rafforzamento degli organici infermieristici e di supporto, rispetto dei riposi, programmazione attendibile dei turni, formazione adeguata negli inserimenti e verifica effettiva dei rischi da stress lavoro-correlato, attraverso il confronto con le rappresentanze dei lavoratori. “Il risarcimento riconosce un danno, ma la priorità è impedire che quel danno continui a prodursi – conclude Nobile –. Chiediamo risposte verificabili e tempi certi. Non si può aspettare una sentenza per garantire condizioni di lavoro dignitose, né una tragedia per accorgersi della sofferenza di chi assiste gli altri”.

22 Ottobre 2026

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