Proteggere il cervello dei neonati più fragili fin dai primi giorni di vita, prevenire i danni neurologici e ridurre il rischio di disabilità permanenti. È questa la sfida della NeuroNicu (Neuro Neonatal Intensive Care Unit), un modello di assistenza specializzata all’interno delle Terapie intensive neonatali (TIN) che mette al centro la neuroprotezione attraverso tecnologie avanzate, competenze multidisciplinari e coinvolgimento attivo dei genitori.
A richiamare l’attenzione sull’importanza di questo approccio è la Società Italiana di Neonatologia (Sin), che sottolinea la necessità di affiancare ai progressi della medicina perinatale strategie sempre più mirate alla tutela dello sviluppo neurologico dei neonati a rischio.
Negli ultimi decenni, infatti, i progressi dell’assistenza perinatale hanno contribuito a migliorare gli esiti neonatali, riducendo la mortalità e aumentando la sopravvivenza anche dei bambini più fragili. Una conquista che pone però una nuova sfida: non soltanto garantire la sopravvivenza, ma anche prevenire le possibili conseguenze neurologiche a lungo termine.
Che cos’è la NeuroNicu e a chi si rivolge. La NeuroNicu è un’area specializzata della Terapia intensiva neonatale dedicata alla diagnosi precoce del danno neurologico, al monitoraggio delle funzioni cerebrali e all’attuazione di strategie neuroprotettive. Si rivolge in particolare ai neonati prematuri e a quelli che, per patologie presenti alla nascita, presentano un rischio di compromissione dello sviluppo neurologico.
L’obiettivo è individuare tempestivamente i bambini più vulnerabili, prevenire eventuali danni secondari e ottimizzare l’assistenza fin dai primi giorni di vita, con interventi personalizzati che puntano a migliorare gli esiti neurologici, cognitivi e motori nel lungo periodo.
Tecnologie avanzate, ma anche attenzione a luci, rumori e dolore. Per garantire un’assistenza realmente orientata alla neuroprotezione, questa unità richiede spazi dedicati, capaci di conciliare il monitoraggio altamente specializzato con un ambiente favorevole allo sviluppo neurologico e alla presenza dei genitori.
Particolare attenzione deve essere riservata alla riduzione degli stimoli ambientali. Luci soffuse, che simulano le condizioni dell’utero materno, e contenimento dei rumori contribuiscono a limitare lo stress e a favorire lo sviluppo del sistema nervoso. Altrettanto importante è la prevenzione del dolore. Il personale sanitario deve essere formato per riconoscere e valutare costantemente il disagio del neonato attraverso scale validate, limitando le procedure dolorose e ricorrendo, quando necessario, a interventi farmacologici e non farmacologici.
Accanto a queste misure, è fondamentale la disponibilità di sistemi di neuromonitoraggio al letto del neonato, attivi 24 ore su 24, di tecnologie per l’ipotermia terapeutica e di strumenti avanzati per la valutazione emodinamica e il monitoraggio dell’emoglobina circolante.
Un ruolo importante è svolto anche dalla risonanza magnetica, che permette di individuare lesioni cerebrali non riconoscibili attraverso la sola ecografia e di valutare il circolo cerebrale, la crescita e il grado di mielinizzazione dell’encefalo.
Un’équipe multidisciplinare per cure personalizzate. La NeuroNicu si basa sulla collaborazione tra diverse figure professionali con competenze specifiche nel neurosviluppo e nelle patologie neurologiche neonatali. Neonatologi, neurologi neonatali e pediatrici, neuroradiologi e neurochirurghi lavorano insieme a infermieri con formazione avanzata, fisioterapisti e neuropsicomotricisti. A questi si aggiungono, quando necessario, specialisti di altre discipline, in relazione alle condizioni cliniche del singolo bambino.
Questo approccio consente di avviare già durante il ricovero in Terapia intensiva neonatale percorsi riabilitativi personalizzati, integrando le attività diagnostiche e terapeutiche con interventi mirati allo sviluppo neurologico.
I genitori parte integrante del percorso di cura. Uno degli elementi centrali del modello NeuroNicu è il coinvolgimento attivo della famiglia. La presenza dei genitori non viene considerata soltanto un sostegno affettivo, ma una componente importante dell’assistenza al neonato.
L’obiettivo è costruire una stretta alleanza tra professionisti sanitari e famiglia, accompagnando madri e padri nell’interazione con il proprio bambino anche in un contesto complesso come quello della Terapia intensiva neonatale, dove incubatrici e dispositivi di monitoraggio possono rendere più difficile il contatto.
“La NeuroNICU rappresenta una delle evoluzioni più moderne della TIN: un luogo dove l’innovazione tecnologica più sofisticata e le competenze cliniche e scientifiche si alleano con la potenza terapeutica della presenza dei genitori per diventare strumenti altamente efficaci per proteggere e difendere i neonati più fragili ed il loro futuro benessere relazionale, cognitivo e motorio”, afferma Massimo Agosti, presidente della Società Italiana di Neonatologia.