Manovra. Sanità priorità per un italiano su due; l’84% preoccupato per la carenza di infermieri. I dati dell’indagine Nursind-Swg

Manovra. Sanità priorità per un italiano su due; l’84% preoccupato per la carenza di infermieri. I dati dell’indagine Nursind-Swg

Manovra. Sanità priorità per un italiano su due; l’84% preoccupato per la carenza di infermieri. I dati dell’indagine Nursind-Swg

In vista della legge di Bilancio, il sindacato indaga timori e aspettative degli italiani. La sanità tema centrale, prima di fisco (40%) e carovita (35%). Agli infermieri riconosciuta competenza, ma apprezzati anche per il rispetto e l’attenzione verso i pazienti. Il 79% degli italiani teme la progressiva privatizzazione del Ssn. LA SURVEY

Il Ssn è una priorità assoluta per gli italiani. Il 52% ritiene che debba essere l’ambito principale su cui il Governo dovrebbe concentrare le risorse per la prossima legge di bilancio. L’esigenza è sottolineata soprattutto dal 70% degli over 64enni, ma la questione è centrale anche per tutte le altre fasce d’età, con la sola eccezione dei 45-54enni, che posizionano la sanità al secondo posto subito dopo alcuni interventi relativi al mondo della tassazione del lavoro. Sono alcuni dati dell’indagine “L’opinione pubblica e la sanità” commissionata dal Nursind a Swg, che mostra anche come negli ultimi tre anni cresce la paura degli italiani per la carenza di infermieri, con un balzo in avanti dal 52% al 56%. Rimane alto anche il timore della privatizzazione del nostro Servizio sanitario nazionale, che infatti spaventa il 79% dei cittadini.

A proposito di priorità, il Ssn arriva addirittura prima di fisco (40%) e carovita (35%), con le spese militari indicate solo dal 9% dei rispondenti.

“Un messaggio importante per il governo – commenta il segretario nazionale del Nursind, Andrea Bottega – anche perché accomuna tutte le fasce d’età, con gli over 64 addirittura al 70%. Dati che, tra l’altro, sono la diretta conseguenza del basso livello di compiacimento sui servizi offerti, dal momento che solo 2 rispondenti su 5 si dichiarano soddisfatti”.

Un grado di consapevolezza, quello dei cittadini, che in verità è molto alto anche riguardo le difficoltà che vivono gli infermieri: per più di 8 italiani su 10 (84%) non ci sono professionisti a sufficienza negli ospedali. Non solo, ma secondo il 79% del campione sono oberati da molto lavoro e sono sottopagati rispetto a competenze e responsabilità (72%).

“Di buono c’è che la categoria, nonostante le difficoltà in cui versa, gode dell’apprezzamento dei pazienti – conclude Bottega -, un giudizio che tra l’altro è migliorato dal 2023 a oggi”. Dalla survey emerge infatti come gli intervistati ne apprezzino competenze, rispetto dei pazienti, attenzione alle loro esigenze, insieme alla disponibilità a lavorare duramente e alla capacità di offrire supporto morale. “Tutte indicazioni che devono far riflettere, sono segno di una grande resilienza da parte degli infermieri che però – conclude il segretario – non va data per scontata. La corda è al limite, parliamo di professionisti che stanno dando il massimo al Ssn e ancora aspettano la giusta valorizzazione”.

27 Ottobre 2026

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