Due milioni di prestazioni sanitarie in più nei primi nove mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e un miglioramento del rispetto dei tempi di garanzia per le liste d’attesa. È uno dei risultati rivendicati dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel videomessaggio inviato oggi alla giornata conclusiva della quinta edizione del Festival delle Regioni e delle Province autonome, in corso a Firenze.
Un intervento nel quale la premier ha posto l’accento soprattutto sui risultati della collaborazione istituzionale tra Stato e Regioni, con particolare riferimento all’attuazione del Pnrr e agli investimenti nella sanità territoriale, nelle tecnologie e nell’ammodernamento degli ospedali.
Liste d’attesa: 2 milioni di prestazioni in più nel 2026
Uno dei passaggi centrali del discorso ha riguardato le misure per la riduzione delle liste d’attesa.
“Parallelamente al Pnrr abbiamo costruito misure specifiche per ridurre le liste d’attesa, come la piattaforma nazionale per il monitoraggio, l’integrazione dei sistemi Cup e una più stretta cooperazione con le Regioni”, ha affermato Meloni.
Una strategia che, secondo la presidente del Consiglio, starebbe cominciando a produrre risultati concreti.
“Una strategia che sta dando i suoi frutti, come dimostrano i dati dei primi nove mesi del 2026. Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, infatti, sono state erogate circa 2 milioni di prestazioni in più ed è migliorato il rispetto dei tempi di garanzia”.
Un risultato che la premier ha definito incoraggiante, pur riconoscendo che il problema delle liste d’attesa è ancora lontano dall’essere definitivamente risolto.
“Indicatori incoraggianti in un cammino che è ancora lungo, ma che intendiamo seguire con determinazione”, ha sottolineato.
Pnrr sanità: 1.600 strutture territoriali, 3.100 apparecchiature e 6mila posti letto
Ampio spazio è stato dedicato anche agli investimenti previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, che Meloni ha indicato come uno degli esempi più significativi della collaborazione tra Governo e autonomie territoriali.
“Insieme abbiamo messo a disposizione degli italiani circa 1.600 nuove strutture tra Case e Ospedali di comunità, abbiamo portato negli ospedali più di 3.100 grandi apparecchiature all’avanguardia, come mammografi, Tac e risonanze magnetiche. Abbiamo attivato 6.000 nuovi posti letto in più in terapia intensiva e semi-intensiva”.
La presidente del Consiglio ha richiamato anche i progressi compiuti sul fronte della digitalizzazione del sistema sanitario.
“Abbiamo accelerato sull’innovazione con il Fascicolo sanitario elettronico, che ha raggiunto livelli di diffusione e utilizzo senza precedenti”.
Numeri e risultati che, nella ricostruzione della premier, testimoniano l’efficacia del lavoro condiviso tra le istituzioni nell’attuazione del Pnrr.
“Con Stato e Regioni insieme abbiamo superato sfide considerate impossibili”
La presidente del Consiglio ha quindi richiamato il ruolo della collaborazione istituzionale, sottolineando come la Costituzione valorizzi le autonomie e richieda una piena cooperazione tra i diversi livelli di governo nelle materie che incidono maggiormente sulla vita dei cittadini.
“Non è una scelta formale, è una necessità concreta. I risultati raggiunti in questi anni testimoniano che quando lo Stato, le Regioni e le Province autonome lavorano fianco a fianco, allora l’Italia può raggiungere traguardi ambiziosi”.
Tra gli esempi citati dalla premier, proprio la revisione e l’attuazione del Pnrr, una sfida che, ha ricordato, molti consideravano particolarmente difficile.
“In questi anni siamo riusciti ad attestare costantemente l’Italia come la prima nazione in Europa per avanzamento finanziario e obiettivi raggiunti. Un grande lavoro di squadra che sta dispiegando i suoi effetti concreti in tanti ambiti, a partire da quello fondamentale della sanità”.
Politiche di coesione: attivati 60 miliardi di investimenti
Nel videomessaggio Meloni ha affrontato anche il tema delle politiche di coesione, sottolineando il contributo della collaborazione tra Governo e Regioni.
“Il Governo ha profondamente riformato questo ambito e questo ci ha permesso di lasciarci alle spalle un vecchio e triste primato dell’Italia, quello di non saper spendere bene le risorse che arrivavano dall’Europa”.
Secondo quanto riferito dalla premier, anche grazie agli accordi di coesione sono stati attivati circa 60 miliardi di euro di investimenti destinati a infrastrutture e progetti strategici per i territori.
“Traguardi che ci consegnano un insegnamento semplice ma fondamentale: quando Stato e autonomie condividono obiettivi e responsabilità, allora le risorse diventano opportunità e gli investimenti migliorano davvero la vita delle persone e delle imprese”.
Da qui l’impegno a proseguire lungo la strada della cooperazione istituzionale per costruire, ha concluso Meloni, “una nazione più forte, più unita e più coesa”.