La comunicazione come strumento di cura, leva strategica per rafforzare la fiducia dei cittadini e componente essenziale dell’innovazione del Servizio sanitario nazionale. È stato questo il filo conduttore della quarta edizione degli Stati Generali della Comunicazione per la Salute, promossi da Federsanità e ospitati a Roma, negli spazi del WE GIL, con il tema “Ogni voce conta”.
L’iniziativa ha riunito istituzioni, direttori generali, professionisti sanitari, responsabili della comunicazione, giornalisti, esperti di innovazione digitale e rappresentanti dei territori per riflettere sul ruolo della comunicazione nella trasformazione dei servizi sanitari e nella relazione con cittadini e comunità.
Il tema dell’edizione 2026 ha richiamato la metafora dell’orchestra: come in un sistema musicale ogni strumento contribuisce al risultato collettivo, così nel sistema salute ogni voce – dalle istituzioni ai professionisti, dai comunicatori ai cittadini – concorre a costruire una comunicazione più chiara, coordinata, accessibile e capace di generare fiducia e partecipazione.
Ad aprire i lavori è stato Gennaro Sosto, vicepresidente vicario di Federsanità, che ha sottolineato il significato strategico della comunicazione in sanità, non più da considerare una funzione accessoria o un’attività limitata alla diffusione delle informazioni, ma una componente strutturale della governance delle organizzazioni sanitarie. Comunicare significa rendere comprensibili le scelte, accompagnare i cambiamenti organizzativi, valorizzare il lavoro dei professionisti e costruire un rapporto continuativo con le comunità. Una comunicazione efficace contribuisce, inoltre, a migliorare l’accessibilità dei servizi e a rendere i cittadini protagonisti consapevoli dei propri percorsi di salute.
Pella: “Comuni e sanità devono parlare con una voce comune”
Il rapporto tra amministrazioni locali e aziende sanitarie è stato uno dei temi centrali della giornata. Roberto Pella, per Anci, ha richiamato il ruolo dei Comuni come interlocutori fondamentali nella costruzione delle politiche di salute e nella relazione quotidiana con le persone.
“I Comuni sono il primo presidio istituzionale di prossimità e rappresentano un punto di riferimento essenziale per intercettare i bisogni delle comunità. Per questo è fondamentale rafforzare il dialogo tra amministratori locali e aziende sanitarie, costruendo una comunicazione condivisa che renda più comprensibili i servizi, favorisca l’accesso alle opportunità di cura e contribuisca a integrare le politiche sanitarie e sociali. La salute si costruisce nei territori, attraverso la collaborazione tra istituzioni e la capacità di ascoltare le persone”.
Regione Lazio: comunicazione strategica per informare e coinvolgere i cittadini
La Regione Lazio, che ha ospitato l’iniziativa, ha rappresentato un interlocutore istituzionale centrale nel confronto sul valore della comunicazione pubblica in ambito sanitario e sulla necessità di rafforzare la relazione tra istituzioni, servizi e cittadini.
Andrea Urbani, Direttore della Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, ha evidenziato come una comunicazione efficace costituisca una condizione essenziale per favorire la partecipazione e avvicinare i cittadini alle opportunità offerte dal sistema sanitario: “La comunicazione in sanità deve essere riconosciuta come una leva strategica delle politiche pubbliche. Informare in modo chiaro, tempestivo e accessibile significa mettere le persone nelle condizioni di conoscere i servizi, orientarsi tra le opportunità di prevenzione e cura e partecipare con maggiore consapevolezza. Per questo è necessario investire in strumenti e linguaggi capaci di raggiungere pubblici diversi, valorizzando il dialogo con i territori e costruendo una relazione di fiducia tra istituzioni sanitarie e cittadini”.
Il tema della giornata è stato introdotto da un intervento di One Orchestra diretta da Michael Amadi, con il suo keynote esperienziale, che ha offerto una prospettiva originale sul valore dell’ascolto, della collaborazione e dell’armonia all’interno delle organizzazioni. Attraverso il linguaggio della musica, è emerso come competenze e sensibilità diverse possano integrarsi per raggiungere un obiettivo comune. Una metafora efficace anche per la sanità, dove comunicazione e lavoro di squadra sono essenziali per migliorare i servizi e rispondere ai bisogni delle persone.
Premio Contronarrazione: premiate le esperienze che innovano il racconto della salute
Momento centrale della giornata è stata la prima edizione dell’Award Contronarrazione, il premio promosso da Federsanità per valorizzare i progetti di comunicazione delle aziende sanitarie e degli enti associati capaci di rafforzare il coinvolgimento dei cittadini, innovare i linguaggi, rendere più accessibili i servizi e promuovere una cultura della salute.
Il riconoscimento ha dato visibilità a esperienze differenti, accomunate dalla volontà di mettere al centro le persone, le comunità e il valore pubblico della comunicazione.
Questi i vincitori delle diverse categorie:
- Miglior progetto di Partecipazione e Coinvolgimento dei Cittadini: ASL Sulcis, con “La risposta è giusta”.
- Miglior progetto di Comunicazione pubblica: Regione Lazio, con “Casa della Comunità – Un indirizzo per la tua salute”.
- Miglior progetto Digital e Social: ASP Giovanni Chiabà di Udine, con “SOCIALità – Un’altra storia di RSA. Anziani, famiglie, operatori e territorio in una comunità digitale”.
- Miglior progetto Innovazione dei linguaggi: AOM Liguria, con “Comunicare oltre le barriere – Ospedale luogo di inclusione sociale”.
- Miglior progetto di Comunicazione territoriale: ARES 118, con la campagna Giubileo 2025.
- Miglior campagna di Comunicazione interna: AORN “A. Cardarelli” di Napoli, con “Cardarellinews e Videonewsletter”.
Il Premio Speciale Contronarrazione è stato assegnato ad AUSL Piacenza per il progetto “Raccontami che ti ascolto”, riconoscendo il valore di un’esperienza che mette al centro l’ascolto e la relazione come elementi fondamentali della comunicazione sanitaria.
Il premio ha inteso valorizzare non soltanto la qualità delle singole campagne, ma anche la capacità delle organizzazioni di costruire relazioni più solide con i cittadini, promuovere partecipazione e inclusione e trasformare la comunicazione in uno strumento concreto di miglioramento dei servizi.
Il riconoscimento al giornalismo che contribuisce alla contronarrazione
Nel corso della premiazione, Federsanità ha conferito anche il Premio Contronarrazione al giornalismo a Viviana Verbaro, di Radio Rai 1, per il progetto “Benessere”, e a Livia Parisi, di Ansa Salute.
Il riconoscimento ha voluto sottolineare il contributo del giornalismo che racconta la salute con attenzione alla qualità dell’informazione, alla divulgazione e alle persone, offrendo strumenti di conoscenza e comprensione e dando spazio alle esperienze e alle competenze che contribuiscono al funzionamento del sistema sanitario.
Il dialogo tra professionisti dell’informazione e organizzazioni sanitarie è stato così ricondotto a una responsabilità condivisa: garantire un’informazione accurata e accessibile, capace di aiutare i cittadini a orientarsi e di alimentare una relazione consapevole con il Servizio sanitario nazionale.
A premiare Marco Mattei, Capo di gabinetto del Ministero della Salute che ha dichiarato: “La trasparenza dell’informazione e la qualità della comunicazione sono elementi fondamentali per migliorare i servizi sanitari e rafforzare il rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini. Comunicare in modo chiaro, tempestivo e accessibile significa consentire alle persone di conoscere le opportunità di prevenzione e cura, orientarsi tra i servizi e compiere scelte più consapevoli. Allo stesso tempo, una comunicazione trasparente favorisce il confronto, permette di valorizzare i risultati raggiunti e aiuta a individuare le criticità sulle quali intervenire. La comunicazione, dunque, non è soltanto uno strumento per informare, ma una componente strategica del miglioramento continuo del Servizio sanitario nazionale, perché contribuisce a rendere i servizi più vicini ai bisogni delle persone e più rispondenti alle aspettative delle comunità”.
Il Presidente di Federsanità Fabrizio d’Alba: “La contronarrazione restituisce valore alla sanità pubblica e alle persone che la fanno vivere”
Uno dei temi qualificanti degli Stati Generali è stato quello della contronarrazione del Servizio sanitario nazionale, percorso promosso da Federsanità per valorizzare le esperienze positive, le competenze e l’impegno quotidiano che attraversano le organizzazioni sanitarie, contribuendo a una rappresentazione più completa e consapevole della sanità pubblica.
“La contronarrazione non significa nascondere le criticità del Servizio sanitario nazionale, ma superare una rappresentazione che troppo spesso si ferma alle sole difficoltà, restituendo spazio anche alle soluzioni, alle innovazioni e alle persone che ogni giorno fanno funzionare la sanità pubblica – ha dichiarato, concludendo i lavori, Fabrizio d’Alba, presidente di Federsanità – abbiamo bisogno di un racconto fondato sui fatti, capace di dare visibilità alle buone pratiche, ai risultati raggiunti, alla professionalità degli operatori e alla capacità delle aziende sanitarie di innovare. La comunicazione può contribuire a ricostruire fiducia, contrastare semplificazioni e rappresentazioni parziali e rendere i cittadini più consapevoli del valore del servizio sanitario pubblico. Con il Premio Contro-narrazione vogliamo riconoscere e diffondere proprio queste esperienze: perché ogni voce conta e ogni progetto può contribuire a migliorare il rapporto tra sanità e comunità”.
Dalla riflessione alle esperienze: comunicazione, organizzazione e comunità
Il programma degli Stati Generali ha alternato confronto istituzionale, approfondimento e condivisione di buone pratiche. Nel corso della giornata si è discusso di nuove forme di narrazione del Servizio sanitario nazionale, innovazione digitale, partecipazione, comunicazione interna e collaborazione tra direzioni generali ed enti locali.
La metafora dell’armonia ha guidato anche il laboratorio formativo curato da One Orchestra, dedicato al valore dell’ascolto e del coordinamento all’interno delle organizzazioni: un’occasione per riflettere su come competenze, ruoli e linguaggi differenti possano contribuire a un obiettivo comune.
Nel pomeriggio, le esperienze della rete dei comunicatori delle aziende associate a Federsanità hanno offerto un quadro concreto delle progettualità sviluppate sui territori, mentre il confronto tra direzioni generali e amministrazioni locali ha approfondito il contributo della comunicazione alla costruzione di comunità e all’integrazione tra servizi.
Gli Stati Generali hanno confermato così la necessità di riconoscere alla comunicazione un ruolo strutturale nelle strategie delle aziende sanitarie e delle istituzioni. Non soltanto uno strumento per informare, ma una leva per accompagnare le trasformazioni, rendere i servizi più comprensibili, valorizzare le professionalità e consolidare la fiducia dei cittadini.
Per Federsanità, investire nella comunicazione significa investire nella qualità della sanità pubblica: dare voce alle esperienze, mettere in rete le competenze e riconoscere il valore delle persone che ogni giorno contribuiscono alla salute delle comunità.
Perché, come ha ricordato il tema dell’edizione 2026, ogni voce conta.