E-R. Farmaci antiblastici, accordo interaziendale per una nuova UFA provinciale a Baggiovara

E-R. Farmaci antiblastici, accordo interaziendale per una nuova UFA provinciale a Baggiovara

E-R. Farmaci antiblastici, accordo interaziendale per una nuova UFA provinciale a Baggiovara

Le aziende sanitarie modenesi hanno individuato nell’Ospedale Civile di Baggiovara la sede della nuova Unità Farmaci Antiblastici provinciale. Fabi: “L’obiettivo è garantire sicurezza, qualità ed efficienza”. FdI chiede chiarimenti sulle ragioni del trasferimento dal Ramazzini di Carpi e sul futuro del personale.

Nascerà una Unità Farmaci Antiblastici provinciale, con sede presso l’Ospedale Civile di Baggiovara, come stabilito da un accordo tra l’Azienda USL di Modena e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena.

La questione l’ha spiegata l’assessore alla Salute, Massimo Fabi, rispondendo una interpellanza dei consiglieri di Fratelli d’Italia, Annalisa Arletti e Ferdinando Pulitanò. Per i due consiglieri “l’Unità Farmaci Antiblastici (UFA) dell’Ospedale Ramazzini di Carpi rappresenta una struttura altamente qualificata per la preparazione dei farmaci antiblastici destinati alle terapie oncologiche”, spiegano i due consiglieri per i quali “secondo quanto riportato ai consiglieri, sarebbe allo studio un progetto di trasferimento dell’attività dell’UFA del Ramazzini di Carpi presso l’Ospedale Civile di Baggiovara: appare necessario comprendere quali siano i motivi che renderebbero opportuno trasferire l’UFA presso una struttura nella quale non è presente una struttura autonoma e principale di degenza oncologica”.

L’assessore Massimo Fabi ha spiegato che “le due aziende modenesi hanno costituito un gruppo di lavoro interaziendale multiprofessionale e hanno individuato presso l’ospedale civile di Baggiovara la sede per una nuova UFA di valenza provinciale e il progetto risulta, pertanto, in fase avanzata di definizione. Il percorso è stato determinato sia dalle criticità strutturali rilevate nel 2023 presso l’unità farmaci antiblastici del Policlinico di Modena sia dell’esigenza di realizzare una struttura provinciale in grado di garantire elevati standard di sicurezza, qualità, capacità produttiva ed efficienza”.

La nota del consiglio che sintetizza la risposta di Fabi riferisce come siano emersi dei vantaggi dal trasferimento “la disponibilità di spazi, la posizione baricentrica rispetto agli ospedali della Provincia, la vicinanza alla farmacia ospedaliera che consente di condividere personale e spazi di deposito, le aree logistiche facilmente accessibili ai mezzi che trasportano materie prime e terapie prodotte. La centralizzazione dovrà essere accompagnata da un’organizzazione logistica idonea a garantire sicurezza tempestività e continuità dei percorsi assistenziali”.

Parole alla luce delle quali Annalisa Arletti si è detta insoddisfatta perché “sono stati fatti degli investimenti per portarcela, inoltre, c’è una tutela, oltre che ovviamente dei pazienti, anche degli operatori. Bisogna capire che cosa ne sarà del personale oggi attivo all’interno del Ramazzini”.

04 Novembre 2026

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