Piani terapeutici, il rinnovo si potrà fare in televisita. Agenas pubblica il modello nazionale: controlli a distanza, meno accessi in ospedale e procedure uniformi

Piani terapeutici, il rinnovo si potrà fare in televisita. Agenas pubblica il modello nazionale: controlli a distanza, meno accessi in ospedale e procedure uniformi

Piani terapeutici, il rinnovo si potrà fare in televisita. Agenas pubblica il modello nazionale: controlli a distanza, meno accessi in ospedale e procedure uniformi

L’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali ha definito un modello operativo per consentire il rinnovo dei Piani terapeutici attraverso la telemedicina, quando le condizioni cliniche del paziente lo permettono. Previsti il monitoraggio delle scadenze con almeno 30 giorni di anticipo, la valutazione dello specialista a distanza e l’integrazione con i sistemi informativi sanitari. Il documento individua sei fasi operative e criteri organizzativi per Regioni e Aziende sanitarie. Analizzate anche le esperienze già avviate in Lazio, Lombardia e Toscana. IL DOCUMENTO

Rinnovare un Piano terapeutico senza doversi necessariamente recare in ospedale o in ambulatorio, evitando spostamenti e accessi non indispensabili, ma garantendo al tempo stesso la sicurezza delle cure e il controllo clinico da parte del medico. È questo l’obiettivo del nuovo “Modello operativo per il rinnovo dei Piani Terapeutici in televisita”, pubblicato da Agenas sulla Piattaforma nazionale di telemedicina (PNT).

Il documento, aggiornato al 22 ottobre 2026, mette a disposizione delle Regioni e delle Aziende sanitarie un quadro organizzativo di riferimento per integrare stabilmente la televisita nei percorsi di rinnovo delle prescrizioni farmacologiche soggette a Piano terapeutico.

Un intervento che riguarda soprattutto i pazienti cronici, spesso costretti a effettuare controlli periodici per continuare ad accedere alle terapie prescritte, anche quando le condizioni cliniche risultano sostanzialmente stabili.

La necessità di semplificare questi percorsi è destinata a crescere con l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle patologie croniche. Agenas ricorda che negli ultimi vent’anni gli over 65 sono aumentati di circa il 30% e che, secondo le proiezioni richiamate nel documento, nel 2050 potrebbero raggiungere i 19 milioni.

Come funzionerà il rinnovo a distanza

Il modello prevede sei fasi operative: monitoraggio della scadenza del Piano terapeutico, preparazione della televisita, esecuzione della prestazione, registrazione e comunicazione degli esiti, rinnovo del Piano e refertazione.

Il primo passaggio consiste nell’individuare per tempo i Piani in scadenza. Agenas suggerisce di avviare indicativamente il percorso almeno 30 giorni prima della scadenza, attraverso sistemi informatici, avvisi automatici o procedure organizzative interne alle strutture sanitarie.

In questa fase il medico valuta preliminarmente se il paziente possa essere seguito a distanza, verificando la disponibilità degli esami e della documentazione clinica necessari.

Una volta accertata l’eleggibilità, viene programmata la televisita, con la prenotazione della prestazione, l’arruolamento del paziente sulla piattaforma e l’invio del collegamento per accedere all’ambulatorio virtuale.

Il percorso può prevedere anche una fase preparatoria asincrona, durante la quale il paziente trasmette referti, analisi e questionari relativi all’andamento dei sintomi, all’efficacia del trattamento e all’eventuale comparsa di effetti indesiderati.

Durante la televisita il medico procede alla rivalutazione clinica, verifica l’aderenza terapeutica, l’efficacia e la sicurezza del trattamento e la permanenza dei criteri previsti per il Piano terapeutico.

Al termine può decidere di rinnovarlo, modificarlo, sospendere la terapia oppure non procedere al rinnovo. L’esito viene registrato nei sistemi informativi e il referto reso disponibile nel Fascicolo sanitario elettronico secondo le disposizioni vigenti.

La televisita non sostituisce sempre la visita in presenza

Uno degli aspetti centrali del documento riguarda l’appropriatezza clinica. Il nuovo modello non modifica le regole prescrittive stabilite dalla normativa vigente e da Aifa, né prevede che tutti i Piani terapeutici possano essere automaticamente rinnovati a distanza.

La scelta rimane affidata alla valutazione del medico, che deve stabilire se le informazioni disponibili consentano di assumere una decisione clinica adeguata.

Quando sono necessari ulteriori accertamenti, un esame obiettivo o altre valutazioni non effettuabili da remoto, il paziente deve essere indirizzato alla visita in presenza.

Agenas affronta anche l’eventualità di problemi tecnici durante il collegamento. Se il paziente ha già trasmesso tutta la documentazione necessaria e non è possibile effettuare la videochiamata, il medico può valutare, sotto la propria responsabilità e nei limiti della normativa applicabile, la possibilità di procedere comunque al rinnovo. In questo caso, tuttavia, la prestazione non viene classificata come rinnovo effettuato in televisita.

Il modello riguarda principalmente il rinnovo da parte dello specialista, ma le stesse fasi possono essere applicate anche ai medici di medicina generale per i Piani terapeutici che sono già autorizzati a rinnovare autonomamente, come quelli previsti dalla Nota Aifa 100.

Le esperienze regionali: Lazio, Lombardia e Toscana

Il documento analizza anche alcune esperienze organizzative già sviluppate sul territorio, evidenziando differenti modalità di utilizzo della telemedicina.

Nel Lazio, alcune Aziende sanitarie hanno avviato il rinnovo dei Piani terapeutici attraverso televisita già dopo l’emergenza Covid. Il modello utilizza agende dedicate del ReCUP, differenziate per tipologia di trattamento, e una fase preparatoria che prende avvio una settimana prima dell’appuntamento. I pazienti possono inviare gli esami e compilare questionari specifici, mentre un servizio di supporto supervisiona le attività attraverso una dashboard.

In Lombardia, invece, il modello si basa su una piattaforma regionale centralizzata per la gestione dei Piani terapeutici, integrata con l’infrastruttura di telemedicina. Il sistema permette di conoscere anticipatamente le scadenze e di programmare le visite di controllo attraverso slot dedicati nelle agende CUP. Durante la televisita lo specialista può accedere direttamente alle informazioni relative al Piano da rinnovare.

Particolarmente interessanti anche le esperienze della Toscana, dove non risulta ancora implementato un percorso regionale strutturato specificamente dedicato al rinnovo dei Piani terapeutici, ma sono attivi diversi modelli aziendali.

In particolare, presso l’Azienda ospedaliero-universitaria Senese, nell’ambito cardiologico, nel 2025 sono state effettuate 720 televisite per il rinnovo dei Piani terapeutici, a fronte di 351 visite in presenza per la stessa finalità. Nel 2026, inoltre, l’86% delle televisite di controllo cardiologico considerate nell’esperienza analizzata (266 su 309) è stato dedicato al rinnovo dei Piani terapeutici.

Secondo quanto riportato da Agenas, questa organizzazione ha contribuito a ridurre gli accessi non programmati in ambulatorio e la lista d’attesa associata al percorso.

Diverso il modello dell’Azienda ospedaliero-universitaria Careggi, dove, nell’ambito diabetologico, il rinnovo viene effettuato all’interno delle televisite di follow-up clinico, rappresentando meno del 20% dell’attività complessiva.

Più in generale, in Toscana il numero complessivo delle televisite di controllo è passato da 93.848 nel 2020 a 105.197 nel 2025, con un picco di 108.824 prestazioni nel 2024. Si tratta, in questo caso, di tutte le televisite di controllo considerate dal monitoraggio regionale, non soltanto di quelle destinate al rinnovo dei Piani terapeutici.

Il nodo organizzativo: servono agende dedicate e sistemi interoperabili

Agenas sottolinea come la possibilità di rinnovare i Piani terapeutici a distanza dipenda non soltanto dalla disponibilità delle piattaforme tecnologiche, ma anche dalla capacità delle strutture di organizzare adeguatamente il servizio.

Tra le principali criticità individuate figurano la carenza di sistemi informativi integrati, l’assenza di procedure condivise, la difficoltà di programmare anticipatamente le prestazioni e la mancanza di agende dedicate.

Le raccomandazioni prevedono quindi l’individuazione di una funzione aziendale di coordinamento, anche attraverso strutture già esistenti come le Centrali operative territoriali, l’utilizzo di sistemi per monitorare le scadenze e una maggiore integrazione tra piattaforme regionali, CUP, Fascicolo sanitario elettronico e sistemi Aifa.

Particolare attenzione è riservata anche alla formazione degli operatori sanitari, tecnici e amministrativi e alla verifica delle competenze digitali dei pazienti, prevedendo, quando necessario, il supporto dei caregiver.

Il documento mette inoltre a disposizione tre checklist operative per verificare le dotazioni delle strutture, l’idoneità del paziente all’utilizzo della televisita e i requisiti preliminari per l’erogazione della prestazione.

Sette indicatori per misurare i risultati

Per accompagnare l’implementazione del modello, Agenas propone anche un sistema di monitoraggio articolato in sette indicatori.

Tra questi figurano la percentuale dei rinnovi effettuati entro la scadenza, la quota di pazienti avviati al percorso di televisita, il numero delle prestazioni completate, i tempi medi di attesa tra prenotazione ed erogazione, la percentuale di rinnovi tardivi e la diffusione del servizio nelle strutture sanitarie.

L’obiettivo è verificare se il ricorso alla telemedicina riesca effettivamente a migliorare l’accessibilità e la continuità terapeutica, evitando interruzioni dei trattamenti e riducendo gli spostamenti non necessari.

Resta tuttavia un limite conoscitivo importante: attualmente non è disponibile un dato nazionale consolidato sul numero dei Piani terapeutici attivi e dei relativi rinnovi, una carenza informativa che rende più difficile programmare l’offerta e quantificare il fabbisogno assistenziale.

Il nuovo modello punta dunque a fornire alle Regioni una base organizzativa comune, adattabile alle differenti realtà territoriali, per rendere il rinnovo dei Piani terapeutici più tempestivo e accessibile, senza rinunciare alla valutazione clinica e alla sicurezza del paziente.

06 Novembre 2026

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