Lazio. Policlinico Umberto I. I sindacati chiedono chiarezza sul piano industriale

Lazio. Policlinico Umberto I. I sindacati chiedono chiarezza sul piano industriale

Lazio. Policlinico Umberto I. I sindacati chiedono chiarezza sul piano industriale
Le organizzazioni denunciano assenza di risposte, da parte dell'amministrazione centrale, "sulla grave carenza di personale dedicato all'assistenza, con il rischio reale di non poter garantire i Livelli essenziali di assistenza". Il 14 giugno assemblea generale.

“Disporre le necessarie agibilità per consentire il pieno esercizio del diritto di assemblea a tutto il personale e diminuire preventivamente i conseguenti disagi all’utenza”. E’ la richiesta che tutte le principali sigle sindacali rivolgono all’amministrazione del Policlinico Umberto I per il prossimo 14 giugno, giorno in cui è stata fissata un’assemblea.

"Sono passati oltre 30 giorni – denuncia una nota congiunta dei sindacati – da quando è stato indetto lo stato di agitazione di tutto il personale aziendale e richiamato concrete e corrette relazioni sindacali in merito a questioni che noi sindacati riteniamo primarie come le mancate risposte da parte dell'Amministrazione su tutte le questioni poste in merito negli ultimi otto mesi e  il mancato confronto sul nuovo piano industriale, sulla grave carenza di personale dedicato all'assistenza, con il reale rischio di non poter garantire i Livelli essenziali di assistenza, sulle strategie da intraprendere per stabilizzare il personale a tempo determinato e internalizzare i lavoratori della cooperativa OSA a cui scade il contatto il 31 Luglio e sulla necessità di andare a recuperare da sprechi, inefficienze, appalti e consulenze inutili le risorse da assegnare alla contrattazione integrativa”.

Le organizzazioni sindacali chiedono inoltre di “rilasciare le fasce economiche per tutti quei lavoratori che dal 2005 non le hanno percepite e di bloccare il tentativo, da parte della direzione generale, di annullare quanto ottenuto negli anni precedenti attraverso la contrattazione decentrata”. A rischio non ci sarebbe infatti soltanto l’accordo integrativo del 1997, “ma tutte le contrattazioni che da oltre 20 anni con pervicacia e soddisfazione, abbiamo portato a casa come risultato positivo”.  

05 Giugno 2013

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