Marche. Pronto il riordino delle “reti cliniche”. Si lavorerà per équipe

Marche. Pronto il riordino delle “reti cliniche”. Si lavorerà per équipe

Marche. Pronto il riordino delle “reti cliniche”. Si lavorerà per équipe
Manca solo il parere dell'Assemblea regionale e poi la riorganizzazione delle reti cliniche marchigiane sara operativa. Punti di forza: qualità e sicurezza, equità di accesso alle cure, sostenibilità economica e appropriatezza nell'uso delle risorse. Perché, dice l'assessore Mezzolani, "non tutti possoino fare tutto". 

Garantire omogeneità e qualità delle cure e migliorare l’efficienza del sistema sono gli obiettivi del “Riordino delle reti cliniche in applicazione della Dgr 1696/2012” il cui schema di deliberazione è stato trasmesso dalla Giunta all’Assemblea legislativa per il parere della competente commissione.
Il documento prevede la riorganizzazione dell’offerta sanitaria regionale attraverso il riordino delle reti cliniche e stabilisce che tale riorganizzazione venga conclusa nell’ambito del periodo di vigenza del Piano Socio Sanitario 2012-2014. Incarica poi il Coordinamento degli Enti del SSR ad effettuare, con cadenza annuale, il monitoraggio sullo stato di applicazione della deliberazione.
 
“L’organizzazione in reti cliniche – specifica l’assessore alla Sanità, Almerino Mezzolani – rappresenta un’innovazione organizzativa che mira a consolidare e migliorare la sicurezza e qualità delle cure, l’equità dell’accesso alle cure e la sostenibilità economica delle scelte, appropriatezza ed etica nell’uso delle risorse”.
 
Il requisito di sicurezza e qualità è condizionato dal personale, la cui competenza professionale è legata, oltre che alla formazione, anche alla casistica trattata; dalla tecnologia, in particolare alcune pesanti non possono essere distribuite su ogni struttura ospedaliera ma centralizzate per esigenze di efficienza ed economicità; e dall’organizzazione che deve permettere la valutazione multidisciplinare delle patologie.       
 
L’equità dell’accesso alle cure deve tener conto dei punti di erogazione sulla base del bacino di utenza e delle caratteristiche oro-geografiche, della distribuzione delle specialità in base ai dati epidemiologici di salute della popolazione e dell’organizzazione della rete dell’emergenza.
Sostenibilità economica delle scelte, appropriatezza ed etica nell’uso delle risorse deve essere perseguita attraverso la realizzazione di reti clinico assistenziali “che effettivamente servono ai cittadini – rimarca Mezzolani – evitando di creare servizi o punti della rete che sono diseconomici per numeri trattati e pericolosi per mancata expertise dei professionisti ed utilizzare strumenti di comprovata evidenza scientifica”.
 
Alla base della organizzazione in rete, tiene a specificare l’assessore “c’è non solo l’individuazione ma anche la tutela delle realtà d’eccellenza. In un’ottica di sistema, e non solo regionale, ogni sforzo deve essere fatto dal SSR affinché queste realtà, che rappresentano un vero patrimonio di competenze e professionalità, non vengano disperse, fornendo loro tutti i mezzi di sussistenza e crescita necessari”. Va salvaguardato, inoltre, il ruolo delle diverse Aziende del SSR e le varie sperimentazioni gestionali di modelli innovativi.    
 
Il principio fondante alla base di molte reti è che “non tutti possono fare tutto. In questo documento – conclude Mezzolani – vi sono i criteri di carattere tecnico utilizzati per la costruzione e gestione delle reti cliniche, poiché di ogni rete vanno identificate le linee di attività/produzione più significative così da distribuirle nel modo più logico tra i vari punti della rete. Per molte prestazioni esistono volumi minimi di attività indispensabili per garantire efficienza e qualità clinica”.
Nella predisposizione del documento si è provveduto alla possibilità di realizzare équipes integrate intra-area vasta, inter-area vasta ed inter-aziendale, non limitando le singole professionalità ma trasferendo e concentrando in opportune sedi le attività e le competenze. Nella distribuzione delle attività si è tenuto conto dell’integrazione tra le reti e, in particolare, con quella della urgenza/emergenza.     

03 Settembre 2013

© Riproduzione riservata

Caso Monaldi. Fico in Aula: “Non è singolo caso finito in tragedia, ma la storia di un sistema che su più livelli ha visto reiterare errori o omissioni”
Caso Monaldi. Fico in Aula: “Non è singolo caso finito in tragedia, ma la storia di un sistema che su più livelli ha visto reiterare errori o omissioni”

La sequenza dei fatti che hanno caratterizzato la vicenda del piccolo Domenico Caliendo “non è soltanto la storia di un trapianto pediatrico finito in tragedia, è la storia di un...

Autonomia differenziata. Via libera della Conferenza Unificata alle pre-intese con quattro Regioni del Nord. “No” compatto dalle sei Regioni guidate dal Centrosinistra
Autonomia differenziata. Via libera della Conferenza Unificata alle pre-intese con quattro Regioni del Nord. “No” compatto dalle sei Regioni guidate dal Centrosinistra

La Conferenza Unificata ha espresso oggi parere favorevole sugli schemi di intesa preliminare tra il Governo e le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto in materia di "tutela della salute...

Case di Comunità. Fimmg Campania: “Non siano considerati mini Pronto soccorso”
Case di Comunità. Fimmg Campania: “Non siano considerati mini Pronto soccorso”

“Abbiamo fortemente voluto che la medicina generale fosse coinvolta nel funzionamento delle Case di Comunità, oggi si inizia a realizzare quanto concordato con l’Accordo Integrativo Regionale 2025”. Lo dice Luigi...

Autonomia differenziata. Campania e Puglia contro le intese: “Senza Lep e perequazione si rompe l’unità del Paese”
Autonomia differenziata. Campania e Puglia contro le intese: “Senza Lep e perequazione si rompe l’unità del Paese”

Una presa di posizione politica che mette in discussione l'intero impianto dell'autonomia differenziata, chiamando in causa i principi fondamentali dello Stato e la tenuta del Servizio sanitario nazionale. Questo, in...