Malagestione al Cpo di Ostia. Infermieri allo stremo

Malagestione al Cpo di Ostia. Infermieri allo stremo

Malagestione al Cpo di Ostia. Infermieri allo stremo

Gentile direttore,
con la chiusura di un piano di degenza del Centro paraplegici Ostia-CPO (Asl Roma D) questa estate si sono riversati nove infermieri nei restanti due piani di degenza. Quindi il problema grave non è la carenza di personale, ma il non aumento del personale in turno secondo i parametri di legge. Questa carenza è accentuata soprattutto nel turno di pomeriggio, infatti secondo il decreto della Regione Lazio 90/2010, nel pomeriggio sui due piani di degenza ci dovrebbero essere 7 infermieri mentre si lavora con 4 persone(quasi il 50%) in meno.

Oltretutto la maggior parte dei pomeriggi è assente il personale ausiliario e questo va a gravare la già difficile situazione del personale infermieristico in quanto si devono sobbarcare di compiti impropri sfociando in un vero e proprio demansionamento della professione.

Ci sono anche episodi di malagestione del personale. Infatti nel reparto ci sono 3 minor aggravi (cioè che non possono sollevare carichi) e non sono adatti alla tipologia di paziente assistito, cioè pazienti paralizzati. Nel contempo troviamo persone idonee alla movimentazione manuale dei carichi negli ambulatori là dove non è necessaria la mobilizzazione del paziente.

Ma non finisce qui. Prossimamente è previsto l'aumento di altri 4 posti letto, e il timore del personale è che si vada a gravare ancor di più sui carichi di lavoro , quindi accentuando il sotto organico.

Ad oggi la direzione aziendale non ha mai risposto alle nostre istanze. Come mai nonostante il personale in più proveniente da un piano di degenza chiuso il personale non viene aumentato negli altri piani?

Ricordiamo che i pazienti mielolesi hanno bisogno di una alta intensità e complessità assistenziale , sono presenti anche molti pazienti tetraplegici,molti giovani, completamente paralizzati.

Facciamo un appello per aumentare il personale in turno per prestare un eccellente assistenza , che comunque viene già garantita, lavorando con maggior tranquillità e in sicurezza.

Lucio Di Camillo
Dirigente Uil Fpl

21 Novembre 2013

© Riproduzione riservata

Misurare i bisogni sì, ma anche il valore di chi cura
Misurare i bisogni sì, ma anche il valore di chi cura

Gentile Direttore,abbiamo letto con attenzione la lettera del Presidente della Commissione Sanità del Senato, Francesco Zaffini, e raccogliamo volentieri la sfida che lancia: smettere di litigare sui decimali del Pil...

Smettere di fumare non può essere una questione di fortuna: garantiamo a tutti il diritto alle cure
Smettere di fumare non può essere una questione di fortuna: garantiamo a tutti il diritto alle cure

Gentile Direttore, ogni anno il tabagismo provoca circa 90mila morti in Italia, ma l’accesso ai trattamenti resta disomogeneo. La nostra survey nazionale dimostra che servizi e competenze esistono, soprattutto nei...

Chemsex, riduzione del danno e consumo controllato
Chemsex, riduzione del danno e consumo controllato

Gentile Direttore,già a luglio l’ECDC e l’OMS avevano rilasciato una guida sui rischi sanitari legati anche al Chemsex, che in Italia è ancora sottovalutato e poco gestito dai servizi delle...

Fuga dal sistema, disincanto e burnout
Fuga dal sistema, disincanto e burnout

Gentile Direttore,pur condividendo l'analisi di fondo sul progressivo e inevitabile venir meno del senso di appartenenza della dirigenza medica — a fronte di una voce sistematicamente inascoltata dalla politica e...