Lazio. Nel 2013 accessi a prima emergenza in calo rispetto a 2012

Lazio. Nel 2013 accessi a prima emergenza in calo rispetto a 2012

Lazio. Nel 2013 accessi a prima emergenza in calo rispetto a 2012
E' quanto emerge dai dati ufficiali del Sistema informativo emergenza sanitaria in relazione ai primi sei mesi dell'anno. Si è passati da  986.795 casi a 968.673. E per ridurre il tempo di attesa la Regione ha emanato una circolare con le 9 misure da rendere operative entro il 31 dicembre.

Nei primi sei mesi del 2013 gli accessi ai pronto soccorso del Lazio sono stati 968.673mila: di questi 19.028 (1.9%) codici rossi, e 216.426mila ( 21,9%) codici gialli, il restante 75% invece è costituito da codici verdi e bianchi, cioè quelli meno gravi, casi che con lo sviluppo della sanità territoriale dovrebbero approdare alle Case della salute. I numeri sono inferiori a quelli registrati dal sistema  nel corso degli stessi mesi del 2012, quando gli accesi sono stati 986.795. E’ quanto emerge dai dati ufficiali del Sies, il Sistema informativo emergenza sanitaria.

Sulla scorta di questi dati, la Regione ha emanato una circolare in cui indica le nove misure da rendere operative entro il 31 dicembre per evitare sovraffollamenti e disfunzioni all’interno delle strutture fissando e riducendo di conseguenza il tempo massimo di attesa dei paziente.

1) istituire un facilitatore (bad manager) dei processi di ricovero e dismissione e realizzare una stanza di attesa per pazienti in dimissione; 2)  definire la quantità di posti letto di riserva necessari in caso d’emergenza e stabilire accordi con le case di cura accreditate; 3) monitoraggio della degenza media con particolare riguardo a quella preoperatoria; 4) realizzare una “holding area” cioè un sorta di reparto dove far stazionare i pazienti  in attesa che si liberi il posto letto; 5) realizzare un sistema di allarme sovraffollamento che scatterà quando il numero delle persone in attesa di ricovero supera del 10% quelle presenti nel pronto soccorso. In questo caso la responsabilità di individuare soluzioni passa nelle mani del direttore sanitario; 6) completamento del percorso clinico e chiusura della cartella clinica di pronto soccorso entro le 12 ore; 7) realizzazione di un sistema informativo sull’occupazione dei posti letto; 8) emanazione di un  protocollo operativo che garantisca l’ordinario livello di funzionalità del pronto soccorso nei fine settimana e festivi; 9) attivare dimissioni dai pronto soccorso in sicurezza attraverso programmazione di percorsi preferenziali per visite specialistiche e diagnostica.
 

09 Dicembre 2013

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