Bersani, il perché di tanta solidarietà

Bersani, il perché di tanta solidarietà

Bersani, il perché di tanta solidarietà

Gentile direttore,
la malattia di Bersani ha suscitato una emozione tanto forte da essere inattesa. Una preoccupazione per la salute dell’ultimo  leader odierno proveniente dal PCI  che ha coinvolto persone tra loro distanti sideralmente e tra questi molti che  non credono più nella politica e, delusi,  si sentono ormai esiliati senza patria.
 
C’è da chiedersi il perché di questa partecipazione che fa aspettare con apprensione  i bollettini medici  nella speranza che tutto vada per il meglio.
Le qualità umane dell’uomo sono evidenti,  almeno  per quello che noi semplici spettatori possiamo  osservare. Il garbo, la gentilezza,  il rispetto per sé e per gli  altri sono una cifra rara, un aspetto che rende Bersani singolare. Un modo  inclusivo di affrontare la battaglia politica che non mira all’annientamento dell’avversario,   alla  sopraffazione del concorrente (come ha fatto Renzi con Fassina) e che non chiude le porte nemmeno dopo essere stato respinto (come nel corso della fallita trattativa con i 5 stelle)
 
Certo la simpatia umana è anche frutto del tradimento subito da Bersani nel corso della elezione del presidente della repubblica: quei 105 giuda che hanno messo all’angolo Marini e poi Prodi e che sono una ulteriore dimostrazione della degenerazione della politica , hanno reso ancora più umano questo personaggio politico. Lo hanno rappresentato nella figura del vecchio combattente che soccombe non per la forza dell’avversario  ma per l’infidia machiavellica dei propri alleati che lo pugnalano alle spalle.
 
Ma c’è anche dell’altro.  In fondo le lenzuolate di liberalizzazioni fatte da Bersani Ministro sono stati atti importanti: quei provvedimenti non sono ancora stati eguagliati  e restano tra gli unici  che hanno spuntato le unghie  alle lobbies e resa un po’ più facile la vita di noi soliti tartassati.
 
Certo non è stata la rivoluzione d’ottobre, non è stata la palingenesi e la mitica fine della storia , ma è pur sempre stato qualcosa che è andato nel verso giusto. I nostri auguri per Bersani sono sinceri perché è un uomo che merita rispetto ed affetto e che nella sua semplicità e autenticità ha reso meno cinica la politica.
 
Roberto Polillo

07 Gennaio 2014

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