Competenze infermieristiche. Sono solo scontri di classe politica

Competenze infermieristiche. Sono solo scontri di classe politica

Competenze infermieristiche. Sono solo scontri di classe politica

Gentile Direttore,
ormai da molto tempo si susseguono lettere e soprattutto incontri a vari livelli istituzionali in cui si cercano di affrontare e possibilmente risolvere le problematiche connesse sia alla eventuale implementazione delle competenze delle Professioni Sanitarie, in particolare di quelle Infermieristiche, che quelle relative all'armonizzazione di tale processo con le competenze della Professione Medica. Spesso si determina da una parte l'accusa di non voler riconoscere tale processo di implementazione di competenze per un presunto arroccamento di casta e dall'altra si evidenziano tentativi di ingerenza in campi di attività prettamente spettanti a chi è in possesso di una laurea in Medicina e Chirurgia (e magari relativa Specializzazione!).

In tutto questo tempo mi sembra che siano venuti a mancare quelli che sono i criteri fondanti di qualunque sistema democratico: il rispetto delle regole, la conoscenza dei propri doveri da cui scaturiscono i diritti, il principio di responsabilità che non può che essere personale e quindi non demandabile a nessuno, il cosa sapere e poter fare ufficialmente certificato dal percorso di studi seguito. Per dirla con un termine solo: il buon senso. Lo scontro, invece, avviene con l'implicito avvallo di una classe politica che, nonostante i proclami, sembra non aver alcun interesse a promuovere veri processi di avanzamento culturale tra i cittadini e quindi tra i professionisti, di cui una legge di reale armonizzazione di competenze in primis tra medici e infermieri, basata sul rispetto reciproco dei campi di intervento e relative responsabilità, sarebbe indubbiamente un ottimo esempio.

D'altronde, e qui rientra il buon senso, oggi basterebbe chiedere ad un comune cittadino medio quali sono le pratiche sanitarie che naturalmente pretende che vengano espletate da un buon medico e quali da un buon infermiere per capire, se di questo si avesse ancora bisogno, i relativi ambiti di intervento e competenza entrambi strategici ai fini del benessere dell'utenza.

I tanti riferimenti a competenze stabilite in altri Paesi dell'Unione Europea, Inghilterra in primis, esulano dal considerare il raffronto tra il percorso formativo di quei Paesi e il nostro.

Se poi, per confondere le acque in merito a ciò che sono competenze ben chiare in base sia all'attuale legislazione che ai percorsi formativi universitari di questo Paese, si vogliono inserire da parte di chi ci governa criteri indicibili di tipo economicistico, per cui si vuole tentare ad esempio di risolvere il problema dell'assistenza sanitaria e della carenza di organici ricorrendo a sistemi di implementazione incongrua e di sovrapposizione di competenze professionali magari lasciandone anche la responsabilità a chi non ne è esecutore o decisore questo é inaccettabile per la sua strumentalità e lo dovrebbe essere per tutti gli attori del processo. Se poi si dovesse, come é normale giuridicamente che sia, anche spostare tale responsabilità sull'effettivo esecutore/decisore che si informi di ciò i tantissimi infermieri (magari non dirigenti) e si chieda il loro reale parere in merito all'acquisizione di tali competenze, senza naturalmente dimenticare di considerare il parere in merito dell'utenza. Se poi l'implementazione in questione riguardasse solo i Dirigenti Infermieristici, anche tale chiarimento andrebbe dato a tutti.

In definitiva ritengo che una seria armonizzazione tra le due Professioni debba essere ricercata partendo da quelli che sono i rispettivi ineludibili campi di azione: diagnosi e terapia per i Medici e assistenza sanitaria per gli Infermieri, senza con ciò voler sottostimare l'importanza di nessuno dei due campi e ricordando, infine, che i processi di vera crescita culturale e, in questo caso, di progresso sanitario si realizzano solo con il reciproco avanzamento e rispetto professionale, mai con tentativi di prevaricazione di una Professione sull'altra.

Dott. Antonio Amendola
Consigliere Ordine dei Medici Bari

Antonio Amendola

04 Febbraio 2014

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