Roma. Malato di Sla partecipa alla maratona. Lorenzin: “Un esempio per tutti noi”

Roma. Malato di Sla partecipa alla maratona. Lorenzin: “Un esempio per tutti noi”

Roma. Malato di Sla partecipa alla maratona. Lorenzin: “Un esempio per tutti noi”
Ci sarà anche Luigi, da due anni affetto da Sla, alla Stracittadina di Roma. "Un gesto che esprime forza e un significato profondo per tutti coloro che sono affetti da patologie croniche invalidanti", ha commentato Lorenzin.

"Luigi è un esempio per tutti noi". Ad affermarlo, in una nota, è il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in occasione della maratona Stracittadina che si svolge oggi a Roma e alla quale parteciperà per la prima volta un paziente affetto da Sla. “Sono grata particolarmente a Luigi che ha avuto l’idea di partecipare alla manifestazione, anche se da circa due anni è affetto da Sla", ha affermato Lorenzin nella nota. "La forza che questo gesto esprime e il significato profondo che assume anche per tutti coloro che sono affetti da patologie croniche invalidanti sono racchiusi nel bel messaggio 'dare vita ai giorni e non solo giorni alla vita', fatto proprio da Luigi e da Viva la vita Onlus, associazione di malati di Sla alla quale aderisce".

"Pur essendo un dovere dello Stato assistere i pazienti e garantirne quanto più possibile l’autosufficienza e l’inserimento sociale – ha proseguito il ministro -, cionondimeno l’impegno dei pazienti e di coloro che quotidianamente sono loro vicini è un elemento essenziale nella quotidiana sfida alla malattia. In tal senso, credo che la modalità scelta da Luigi per manifestare la sua tenacia sia la più intelligente per dimostrare questo impegno e la voglia di vivere. Lo ringrazio personalmente dell’esempio che dà oggi a tutti noi!", ha concluso Lorenzin.
 
"Potrà sembrare stano o quantomeno inopportuno che la nostra Associazione (Viva la Vita onlus, che riunisce familiari e malati di SLA, ndr) partecipi ad una corsa podistica. La strana idea è venuta a me", ha spiegato Luigi Brunori in una nota dell'Osservatorio Malattie Rare. "Il motivo che mi ha animato – ha aggiunto – è dare visibilità al nostro stato, senza vergognarci o nascondere le nostre difficoltà quotidiane". Luigi non si muove più, respira grazie ad un ventilatore e si alimenta con una pompa collegata direttamente al suo stomaco. Ha organizzato, spiega l'Osservatorio, la maratona dal suo letto grazie all'aiuto di un sofisticato comunicatore che scrive intercettando il movimento degli occhi. Ha coinvolto Viva la Vita onlus e ha raccolto il sostegno del suo ospedale di riferimento, il San Filippo Neri di Roma, della società Medicasa da cui è assistito e della Podistica Solidarietà di Roma.

"Corro per dare vita ai giorni e non soltanto giorni alla vita" è il motto che Luigi ha reso suo. "Forse qualcuno ci direbbe, con ragione, che significa vivere in queste condizioni. Ma perché dobbiamo rinunciare, fintantoché abbiamo la voglia e la forza di andare a un cinema, ad un teatro, fare una bella passeggiata a Villa Borghese, correre persino per la Maratona anche se siamo in carrozzina? – continua Luigi – Certamente non potremmo fare una sfilza lunghissima di cose come gli altri, ma quelle poche che possiamo e vogliamo realizzare spesso ci vengono negate dalle difficoltà poste da altri. Ma gli ostacoli possiamo cancellarli, non solo con la repressione ma anche con l'educazione civica".

23 Marzo 2014

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