Speciale ESC.Una mela al giorno toglie il medico di torno. Anche in Cina

Speciale ESC.Una mela al giorno toglie il medico di torno. Anche in Cina

Speciale ESC.Una mela al giorno toglie il medico di torno. Anche in Cina
Mangiare tutti i giorni la frutta, abbatte del 40% il rischio di malattie cardiovascolari, riduce sensibilmente la pressione e la mortalità; lo dimostra uno studio di follow-up durato 7 anni, condotto su mezzo milione di cinesi

Infarto e ictus le principali cause di morte in tutto il mondo possono essere combattute efficacemente anche con metodi naturali. Non a caso, le linee guida sulle malattie cardio e cerebro-vascolari raccomandano una dieta sana e una regolare attività fisica come pilastri delle misure di prevenzione.
 
La dottoressaHuaidong Du e colleghi dell’Università di Oxford, sono andati a vedere se questi ‘consigli’ di vita sana siano validi in assoluto per tutte le popolazioni, anche quelle orientali, e che tipo di impatto abbiano in una situazione di vita reale. Per farlo, sono andati a spulciare i dati di una poderosa banca dati, la China Kadoorie Biobank. La popolazione cinese presenta infatti un pattern diverso di malattie cardiovascolari; in questo Paese è l’ictus, e non la cardiopatia ischemica, come nei Paesi occidentali, a dominare le statistiche di morte. All’interno della ‘voce’ ictus, ricadono però sia quelli ischemici, che gli emorragici, condizioni dalla fisiologia e dai fattori di rischio estremamente diversi.
 
“Abbiamo condotto questo studio – spiega la Du – su oltre 451 mila persone, senza storia di malattie cardiovascolari e non in trattamento antipertensivo al momento della registrazione nella China Kadoorie Biobank , i cui dati sono relativi a 5 zone rurali e 5 urbane in Cina. E’ stato registrato il consumo di frutta di tutti i partecipanti, dividendolo in cinque categorie (mai, mensile, 1-3 giorni a settimana, 4-6 giorni a settimana, tutti i giorni). Il 18% dei partecipanti ha dichiarato di mangiare la frutta tutti i giorni (in media 1,5 porzioni, pari a 150 grammi), mentre il 6,3% non ne mangiava mai”.
 
Nei sette anni di follow-up, sono stati registrati 19.300 di eventi cardiaci ischemici, e 19.689 ictus (3.563 dei quali emorragici). I ricercatori hanno evidenziato che, rispetto alle persone che non mangiavano mai frutta, i consumatori quotidiani presentavano un rischio cardiovascolare ridotto del 25-40%; in particolare, il rischio di cardiopatia ischemica risultava diminuito del 15%, quello di stroke ischemico del 25% e quello di ictus emorragico del 40%.
 
“Questi risultati – commenta la Du – dimostrano chiaramente che il consumo di frutta fresca può ridurre il rischio di tutte le principali malattie cardiovascolari e in particolare dell’ictus emorragico. Più frutta si mangia inoltre, più il rischio si riduce. Il consumo regolare di frutta si associa anche a valori pressori più bassi, in media 3,4/4,1 mmHg rispettivamente per la sistolica e la diastolica, rispetto a chi non ne mangia”.
 
Un’ulteriore analisi ha analizzato la relazione tra consumo di frutta, mortalità totale e mortalità cardiovascolare in oltre 61 mila pazienti della Biobanca cinese, che presentavano malattie cardiovascolari o ipertensione di base. Rispetto ai non consumatori, chi mangia frutta ogni giorno presenta un rischio di mortalità ridotto del 32%; il rischio di decesso per cardiopatia ischemica risultava ridotto del 27% e quello per stroke del 40%.
 
“Questo dimostra – sostiene il Professor Zhengming Chen, ricercatore principale della China Kadoorie Biobank – che nei pazienti con cardiopatia ischemica e ipertensione va incoraggiato il consumo di frutta fresca. Lo stesso consiglio naturalmente va esteso anche alla popolazione generale. Il consumo di frutta emerge da questa ricerca come una maniera efficace e sicura per tagliare il rischio cardiovascolare. Andrebbero dunque adottate delle specifiche politiche per promuovere la disponibilità, sostenibilità e accettabilità del consumo di frutta fresca, attraverso misure regolatorie e progetti educativi”.
 
La China Kadoorie Biobank è uno studio di coorte prospettico condotto dalla Clinical Trial Service Unit  e dall’Epidemiological Studies Unit dell’Università di Oxford  insieme alla Chinese Academy of Medical Sciences. Le survey iniziali sono state condotte nel 2004 e nel 2008 ed hanno coinvolto circa mezzo milione di persone in 10 regioni della Cina.
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

01 Settembre 2014

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