Medici in ambulanza, al primo posto la sicurezza del cittadino

Medici in ambulanza, al primo posto la sicurezza del cittadino

Medici in ambulanza, al primo posto la sicurezza del cittadino

Gentile direttore,
Alcuni contributi recentemente pubblicati su Quotidiano Sanità ci chiamano in causa e soprattutto ci impongono di chiarire alcuni aspetti importanti relativi al documento di Areu, Doc 100, “Soccorritori con qualifica di medico/infermiere a bordo dei MSB”, recentemente entrato in vigore.
Il documento è destinato agli operatori del sistema di emergenza urgenza extraospedaliero, ed è stato fortemente condiviso in fase di redazione da tutto il personale aziendale e dalle Associazioni di volontariato che fanno parte della Consulta del Soccorso, organismo che affianca Areu nell’organizzazione del servizio di soccorso di base.

Nel documento Areu dichiara che “I medici e gli infermieri che operano, in qualità di soccorritori, sui Msb del sistema sanitario extraospedaliero di emergenza urgenza in Regione Lombardia sono da considerarsi a tutti gli effetti soccorritori, anche se in possesso di qualifiche di tipo sanitario”.
Tale affermazione, declinata nei punti successivi del documento, non è stata correttamente interpretata; è quindi necessario chiarire i presupposti che ne hanno guidato l’elaborazione e i contenuti specifici.

1) Uno degli obiettivi di Areu è quello di garantire interventi di soccorso omogenei su tutta la realtà regionale e rispondenti ai livelli qualitativi fissati. Per effettuare tale attività, Areu utilizza tre diverse tipologie di mezzi di soccorso, la cui attività è strettamente integrata:
– i Msb (Mezzi di soccorso di base), con a bordo soccorritori messi a disposizione da enti/ associazioni/ cooperative del terzo settore convenzionati con il Sistema regionale di emergenza urgenza
* i Msi (Mezzi di soccorso intermedi), con a bordo un infermiere abilitato all’applicazione di algoritmi clinico – assistenziali e soccorritori
* i Msa (Mezzi di soccorso avanzati), con a bordo un medico, un infermiere e un autista – soccorritore.

I mezzi di soccorso sono distribuiti sul territorio in funzione della diversa tipologia di equipaggi e della distribuzione dei presidi ospedalieri e sono posizionati in luoghi strategici predefiniti con ambiti di competenza differenti tra loro. Sono coordinati dalle Soreu (Sale Operative Regionali dell’Emergenza Urgenza) che, una volta definito il grado di criticità e complessità dell’evento accaduto, attivano le risorse più idonee a disposizione. Va sottolineato che nelle Soreu è costantemente presente un medico che dirige le attività di soccorso.

2) Per tutto il personale che opera sui mezzi di soccorso (medici, infermieri, soccorritori) sono stati definiti puntualmente compiti e responsabilità e, soprattutto, per ogni qualifica e ruolo, specifici percorsi formativi e di addestramento. In particolare:
-Il percorso formativo dei soccorritori prevede nozioni riguardanti l’utilizzo dei presidi e delle attrezzature specifiche per il soccorso extraospedaliero di emergenza urgenza (es. sistema informativo e radio, presidi di mobilizzazione atraumatica), nonché l’insegnamento e l’addestramento relativo a specifiche manovre di soccorso, al ruolo e alla responsabilità delle diverse figure coinvolte nel sistema, alle tecniche di movimentazione in sicurezza sulla scena del soccorso, alle tecniche di gestione dei soccorsi nelle maxiemergenze, …… che non sono ricomprese nei percorsi accademici del personale medico e infermieristico.
-per gli infermieri sono stati previsti percorsi formativi differenziati in funzione della diversa tipologia di mezzi sui cui operano (Msa in collaborazione col medico o Msi),
-per i medici degli Msa sono stati previsti moduli obbligatori per tutti (anche per quelli in possesso della specialità di Anestesia e Rianimazione), altri moduli opzionali in funzione degli iter formativi e professionali dei singoli, ed ulteriori moduli complementari per rispondere ad eventuali esigenze specifiche.
Solamente i soccorritori, gli infermieri e i medici che hanno superato i percorsi formativi di cui sopra garantiscono che ogni mezzo di soccorso inviato sappia svolgere compiutamente la sua missione, a garanzia della qualità del servizio che il sistema ha il dovere di offrire ad ogni singolo cittadino.
Per un’efficace funzionamento del sistema sono stati altresì definiti protocolli e procedure che devono essere conosciuti e applicati da tutto il personale.
Qualsiasi Servizio (soprattutto se complesso e se rivolto alla Persona) può essere svolto in modo efficace se tutti i soggetti che concorrono a realizzarlo svolgono le funzioni e le attività a ciascuno attribuite dal Sistema a cui il Servizio stesso è affidato. Risulta oggettivamente difficile, infatti, dare al cittadino tutte le garanzie se a bordo del mezzo di base c’è personale sanitario di cui non è conosciuta la specifica preparazione nel campo del soccorso extraospedaliero.
Per quanto sopra esposto, sui mezzi di soccorso di Base ogni operatore, anche se in possesso di una qualifica sanitaria (medico, infermiere), deve saper svolgere l’attività secondo quanto previsto nell’ambito del percorso formativo definito per i soccorritori e nell’ambito delle funzioni previste per il Msb.

3) Per ogni diversa tipologia di mezzo di soccorso e in funzione della qualifica degli operatori abilitati dal sistema che vi sono a bordo, sono previste specifiche dotazioni standard di materiali, presidi e apparecchiature. Non possono essere portati a bordo dei mezzi altri presidi, apparecchiature e farmaci anche per poter garantire corrette modalità di gestione degli stessi (si pensi, ad esempio, alle modalità di conservazione e alle scadenze dei farmaci e alle periodiche verifiche previste per i presidi e le apparecchiature elettromedicali).

4) Il medico o infermiere che volesse svolgere un turno di servizio a bordo di un Msb non deve qualificarsi nei confronti della Soreu poiché la più elevata qualificazione professionale di un componente dell’équipe del Msb (definito “soccorritore qualificato” nel documento Areu) ma non in possesso della formazione e delle competenze previste dal sistema 118 per operare su Msa e Msi, non modifica la tipologia di mezzo di soccorso, ne varia i criteri di attivazione dello stesso da parte della Soreu. Ciò non significa che il “soccorritore qualificato” a bordo di un Msb (medico o infermiere non abilitato dal Servizio di Emergenza Territoriale 118) non possa impiegare la professionalità di cui dispone qualora reputi che l’attesa dell’intervento di personale sanitario del Servizio di Emergenza 118 sia destinato a compromettere le condizioni cliniche del paziente: significa solo che in tale caso egli opera al di fuori del sistema in cui è inserito e che si assume personalmente la responsabilità delle scelte compiute e degli interventi posti in essere nei confronti del paziente.

5) In relazione ai medici e agli infermieri abilitati da Areu ad operare sui Msa e sui Msi (e quindi appartenenti al Sistema di Emergenza Territoriale 118), si precisa che a tali operatori Areu non intende precludere la possibilità di continuare a svolgere attività di volontariato presso Enti e Associazioni, anche perché tale attività molto probabilmente ha favorevolmente condizionato scelte, percorsi e valori che non possono e non devono essere cancellati. Areu invita gli Operatori formati per Msa e Msi e iscritti ad Associazioni di volontariato a svolgere presso tali Enti/Associazioni attività che richiedono una specifica competenza sanitaria (Direttore Sanitario, Medico Competente, Istruttore …). Inoltre, nel caso in cui questi professionisti desiderino effettuare attività di volontariato sui mezzi di soccorso, è sufficiente che questa intenzione venga manifestata ad Areu, che accoglierà tale disponibilità impiegandoli su Msa e Msi, coerentemente con la loro formazione.

Peraltro il provvedimento emanato da Areu non incide ovviamente sulla possibilità da parte di qualsiasi medico/infermiere di offrire le proprie prestazioni professionali nell’ambito del volontariato nei settori correlati alla assistenza sanitaria; le attività delle diverse associazioni sono assorbite infatti solo in parte dal sistema 118, e offrono anche opportunità di volontariato non convenzionato con il 118, dove medici e infermieri possono offrire le loro prestazioni professionali qualificate e gratuite.
 
Alberto Zoli (direttore generale Areu)
Marco Salmoiraghi (direttore sanitario Areu)

Zoli, Salmoiraghi

10 Settembre 2014

© Riproduzione riservata

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