Contraccezione d’emergenza. Sic: “Occorre più informazione, i ginecologi facciano rete”

Contraccezione d’emergenza. Sic: “Occorre più informazione, i ginecologi facciano rete”

Contraccezione d’emergenza. Sic: “Occorre più informazione, i ginecologi facciano rete”
Appello dalla Società Italiana della Contraccezione per una maggiore informazione sulla pillola del giorno dopo e “per chiarire alcune accortezze ancora non del tutto messe in pratica”. La pillola non protegge in rapporti successivi all’assunzione, e il rischio di gravidanze è di tre volte superiore. 

I ginecologi facciano rete e spieghino meglio alle pazienti opportunità e rischi della pillola del giorno dopo. A chiederlo, dopo poco più di sei mesi dalla decisione dell’Aifa di comprendere anche il levonorgestrel, oltre all’ulipristal acetato, nella famiglia dei contraccettivi, è Annibale Volpe, past president della Sic.
“Non tutte le pazienti hanno ben chiaro che il farmaco non è in grado di proteggere da eventuali rapporti sessuali non protetti avvenuti dopo l’assunzione – spiega Volpe – Anzi: secondo alcuni studi le donne che hanno rapporti non protetti dopo l'assunzione del contraccettivo d'emergenza, sono esposte a un rischio di gravidanza indesiderata 3 volte superiore”.

“La pillola del giorno dopo sposta infatti più avanti nel tempo l’ovulazione – prosegue Volpe – che comunque avrà regolarmente luogo: è un punto essenziale che i colleghi ginecologi devono spiegare con chiarezza alla paziente”.
“Si può quindi – suggerisce – prescrivere subito una pillola contraccettiva da assumere dopo quella d’emergenza e ricordare che questa è in grado di mettere del tutto a riposo le ovaie dopo due settimane”.

Il meccanismo, secondo le indicazioni della Sic, è identico per entrambe i contraccettivi di emergenza attualmente presenti sul mercato, quello a base di levonorgestrel, che agisce fino a 72 ore dopo il rapporto, e quello a base di upistral acetato, fino a 120 ore dopo il rapporto.
“Un’altra importante avvertenza – sottolinea il past president – è che sebbene non esista ancora un’ufficializzazione da parte dell’European medicines agency, recenti e autorevoli studi internazionali hanno messo in luce come il levonorgestrel possa non essere efficace sia nelle donne obese, come nel caso dell’ulipristal acetato, sia nelle pazienti con indice di massa corporea superiore a 25”.

E se alle pazienti va spiegato che “il contraccettivo di emergenza deve essere prescritto dal ginecologo e che nel caso di ulipristal acetato la prescrizione può avvenire solo in seguito a un test obbligatorio per escludere una gravidanza già in atto”, il counselling “è essenziale per trovare insieme alla coppia la soluzione contraccettiva più adatta e meno invasiva, come alcuni contraccettivi orali molto ben tollerati, anche a base di estradiolo naturale”.
Infine è bene ricordare che oltre al pronto soccorso, dove ci si reca di solito, la pillola del giorno dopo è disponibile anche in altre strutture in grado di valutare le eventuali controindicazioni, come i consultori, gli ambulatori di medicina generale e, ovviamente, gli studi dei ginecologi. 

14 Settembre 2014

© Riproduzione riservata

Tragedia in Bosnia. Fnomceo: “Il cordoglio dei medici e degli odontoiatri italiani. Vicini alle famiglie e ai feriti”
Tragedia in Bosnia. Fnomceo: “Il cordoglio dei medici e degli odontoiatri italiani. Vicini alle famiglie e ai feriti”

La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri manifesta cordoglio per la morte di Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci, appartenenti al Corpo Militare Volontario della Croce...

Influenza. Riparte la campagna di prevenzione Sip “Copriamoli bene”
Influenza. Riparte la campagna di prevenzione Sip “Copriamoli bene”

Ogni anno in Italia circa 15 milioni di persone si ammalano di influenza. I bambini in età prescolare e scolare sono tra i più colpiti, con un rischio di contrarre...

Farmaci illegali e trattamenti estetici abusivi: scoperto falso medico, nel mirino oltre cento interventi
Farmaci illegali e trattamenti estetici abusivi: scoperto falso medico, nel mirino oltre cento interventi

La scoperta di venti fiale di un farmaco, dichiarate “cosmetici” per eludere i controlli doganali, hanno portato al sequestro di uno studio abusivo per trattamenti estetici nella provincia di Verona...

Hiv. In Italia 15mila persone convivono con il virus senza saperlo. Sei diagnosi su dieci arrivano troppo tardi. Il costo sfiora un miliardo l’anno
Hiv. In Italia 15mila persone convivono con il virus senza saperlo. Sei diagnosi su dieci arrivano troppo tardi. Il costo sfiora un miliardo l’anno

In Italia circa 15mila persone vivono con l’Hiv senza saperlo, sei nuove diagnosi su dieci arrivano quando il sistema immunitario è già compromesso e il costo complessivo dell’infezione per il...