Convenzioni. Lettera aperta dello Smi: “Mettiamo da parte i piccoli orticelli. Uniti per una grande riforma delle cure primarie”

Convenzioni. Lettera aperta dello Smi: “Mettiamo da parte i piccoli orticelli. Uniti per una grande riforma delle cure primarie”

Convenzioni. Lettera aperta dello Smi: “Mettiamo da parte i piccoli orticelli. Uniti per una grande riforma delle cure primarie”
Pina Onotri prende carta e penna e scrive a tutti i suoi colleghi sindacalisti dell’area della medicina convenzionata per formare un fronte unitario per il rinnovo della convenzione ma anche per riscrivere la Balduzzi. E il Milleproroghe potrebbe essere l’occasione

Cari colleghi,
è giunto il momento di mettere da parte “i piccoli orticelli”, in questa mia Lettera Aperta non farò riferimento a nessuna delle polemiche che hanno animato, ed esacerbato, il confronto sindacale in tutti questi anni: è ora di metterci attorno a un tavolo e trovare su alcuni punti, se non è possibile su tutti, una posizione unitaria per costruire un percorso efficace di proposta con la controparte pubblica, ma anche di protesta per cambiare la legge Balduzzi e, così, avviare il processo di riforma dei servizi sanitari sul territorio per i cittadini. Se dovesse essere necessario fare uno sciopero che, però, sia condiviso, coeso e forte, con un chiaro messaggio ai naviganti: ecco i medici italiani, i difensori della sanità pubblica e universale!
 
È fuorviante, invece, continuare a insistere con lo scontro con un ente tecnico come la Sisac: è necessario piuttosto riaprire il dialogo con le Regioni e con il Governo.
 
I medici sono stanchi, oberati di inutili carichi burocratici, confusi dai diversi modelli messi in campo nelle regioni, sfiniti per i continui titoli dei giornali che li additano come ostacoli al cambiamento, impoveriti dal blocco delle convenzioni e dall’aumento dei costi per mantenere gli studi.
 
Il cittadino si scontra con la schizofrenia di una sanità mediatica e confusionaria che, poi, li costringe a lunghe ore di attesa nel Pronto Soccorso, se non addirittura a finire su una barella in un corridoio sol perché c’è un picco influenzale.  Allo stesso tempo, è stordito dal ricorrente ricorso a slogan strillati sull’h24 e sulle “virtù salvifiche” delle diverse strutture sanitarie messe in campo dalla fantasia di qualche assessore costretto a fare quadrare i conti senza risorse. 
 
Di fatto anche gli enti locali stanno confrontandosi con le difficoltà di una sanità regionalizzata e povera e non sono soddisfatti.
 
Il quadro è chiaro, le nostre responsabilità enormi, non perdiamo questa occasione, il primo strumento a nostra disposizione è il “Milleproroghe” prossimamente all’esame del Parlamento. Vediamoci entro fine mese a Roma, se volete anche nella nostra sede. Ma facciamolo, si può fare! 
 
Sarebbe la prova evidente della nostra maturità  in un momento importate e strategico per i medici, per i cittadini, per il Servizio Sanitario Nazionale, per il Paese.
 
Attendo un vostro cenno
Cordialmente
 
Pina Onotri
Segretaria Generale Sindacato dei Medici Italiani

Pina Onotri

13 Febbraio 2015

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