Nuove competenze. Senza laurea magistrale di tipo “clinico” serviranno a poco

Nuove competenze. Senza laurea magistrale di tipo “clinico” serviranno a poco

Nuove competenze. Senza laurea magistrale di tipo “clinico” serviranno a poco

Gentile direttore,
in un momento storico in cui si discute di nuove competenze per le professioni sanitarie, già anche della riabilitazione, da acquisire attraverso percorsi post-lauream a totale carico dei discenti (cd. master specialistici), la recente sentenza del Consiglio di Stato dovrebbe indurci a riflettere su quale sia il reale punto di partenza per la predetta implementazione.
 
A detta del cennato giudice amministrativo, infatti, che si pronunciava sul ricorso avverso ad una sentenza del Tar Basilicata su una delibera regionale, l’operatore sanitario fisioterapista può erogare da solo le prestazioni nel proprio studio ma pur sempre in presenza di una prescrizione del medico specialista, ancorché l’Agenzia delle Entrate, su parere del Ministero della Salute, avesse autorizzato il contrario due anni orsono.
 
Al di là delle implicazioni giuridiche che il predetto pronunciamento può ingenerare nella vita quotidiana degli esercenti la professione de qua – si legge infatti che sono stati avviati diversi procedimenti penali a carico di titolari di studi professionali – l’impressione che viene dalla lettura della sentenza è che per il giudice amministrativo la durata legale del percorso formativo per il conseguimento dell’abilitazione de qua sia troppo “stringato” in raffronto a quello del medico e ciò sarebbe bastevole a giustificare la mancanza di una compiuta autonomia e titolarità nell’erogazione delle prestazioni al paziente, la cui incolumità altrimenti potrebbe essere conculcata.
 
Inutile poi per l’associazione soccombente significare l’inquadramento giuridico e formativo del fisioterapista nel resto d’Europa: senza l’istituzione in Italia di una laurea magistrale di tipo clinico in Fisioterapia (al posto di quella di area e a carattere gestionale che abbiamo ora) e la congiunta revisione del profilo professionale, quella delle “nuove competenze” da acquisire attraverso meri percorsi post-lauream rischia di essere solo una riforma di bandiera, capace di ingenerare false speranze nei discenti e di gravare ulteriormente sulle finanze loro e delle relative famiglie.
 
Anna Grieco
Insegnante tecnico pratica

18 Febbraio 2015

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