Perché in molte attività di radiologia complementare i tecnici vengono esclusi?

Perché in molte attività di radiologia complementare i tecnici vengono esclusi?

Perché in molte attività di radiologia complementare i tecnici vengono esclusi?

Gentile Direttore,
nulla d’eccepire sulla lettera del Dott. Capodieci se non fosse per l’ultimo paragrafo. “La seconda considerazione, su aspetti di carattere normativo, riguarda l’attività complementare. Se è pur vero che bisogna tutti agire per evitare che altre figure professionali utilizzino le apparecchiature radiogene, con grave rischio della sicurezza del paziente, occorre precisare che non si può costringere l’operatore medico, che per legge è autorizzato ad utilizzarle, a ricorrere ‘in ogni caso’ al supporto del TSRM”.

Fermo restando che non credo che sia una rappresentanza sindacale, per di più dell’area medica, che possa dichiarare quanto sopra citato, la criticatissima 187 del 2000 ribadisce che il medico specialista può demandare atti, a personale non medico, quindi Tsrm ed Infermieri, nel rispetto delle proprie prerogative professionali. Quindi essendo il Tsrm, per legge e non per accondiscendenza medica, demandato ad essere presente durante l’uso di radiazioni ionizzanti, il dott. Capodieci ci spieghi perché in molte attività di radiologia complementare il tecnico è escluso, al contrario poi, vi è la presenza di altri professionisti non medici.

Vorrei ricordare anche al dott. Capodieci, che i conosciutissimi casi di Marlia e Barga, dove erano inquisiti Tsrm e medici, nacque da una denuncia di una confederazione medica sindacale.

Termino ricordando che forse, invece di asserire quanto sopra, il dott. Capodieci dovrebbe pensare a cosa viene dichiarato e cosa poi è fatto nell’ambito lavorativo quotidiano, mi riferisco alla denuncia della percentuale assurda di esami inutili richiesti e poi fatta, denunciato dalla rappresentanza medica dell’area radiologica.

Giuseppe Squilla
Coordinatore T.S.R.M.
Radiologia diagnostica e interventistica
Milano

18 Agosto 2015

© Riproduzione riservata

IA in sanità: il paziente non è un’unità produttiva
IA in sanità: il paziente non è un’unità produttiva

Gentile Direttore,come sindacato Di.Co.Si. ContiamoCi! abbiamo letto con attenzione l’analisi del Centro Studi Anaao Assomed, pubblicata su Quotidiano Sanità, dedicata ai possibili risparmi che l’intelligenza artificiale potrebbe generare nel Servizio...

Ricerca sanitaria, manca ancora una dimensione: quella psicologica
Ricerca sanitaria, manca ancora una dimensione: quella psicologica

Gentile direttore,il nuovo Programma Nazionale della Ricerca Sanitaria 2026-2028 segna un’evoluzione interessante nell’impostazione della ricerca finanziata dal Servizio sanitario nazionale. Il testo, approvato a maggio dal Comitato tecnico sanitario e...

Non voglio mica la luna
Non voglio mica la luna

Gentile Direttore,non voglio mica la luna… per far funzionare un po’ meglio la medicina generale. Per iniziare basterebbe un numero limitato di interventi per liberare qualche ora da incombenze puramente...

L’Europa ha capito che va curato chi cura. Il nostro Paese, finora, no
L’Europa ha capito che va curato chi cura. Il nostro Paese, finora, no

Gentile Direttore, il Parlamento europeo interviene contro la crisi del personale sanitario lanciando non solo un piano per frenare la carenza (un milione di operatori in più entro il 2034)...