Infermieri nel 118. Se il problema sono i ‘dinosauri’

Infermieri nel 118. Se il problema sono i ‘dinosauri’

Infermieri nel 118. Se il problema sono i ‘dinosauri’

Gentile direttore,
in rappresentanza del Gruppo Infermieri Emergenza Territoriale Toscana abbiamo necessità di esprimere alcune considerazioni in merito alla “questione Bolognese”. Non possiamo iniziare se non porgendo la più sincera solidarietà ai colleghi Infermieri e Medici di quel contesto.
 
Dobbiamo anzi maggior avere maggior sensibilità verso i medici in generale e nello specifico “gli accusati” per esser sottoposti ad un tale provvedimento da parte di un Ordine che solo con gentilezza descriviamo #dinosauri Questa vicenda espone tutto il servizio di emergenza bolognese, e non solo, a un decadimento della fiducia da parte dei cittadini.
 
Fiducia che risulta esser condizione necessaria in ogni relazione terapeutica e ancor più particolare diviene quando le condizioni di questa relazione sono di emergenza e non si può scegliere chi ti soccorre. I colleghi rischiano di esser minati alle basi del loro agire. Colleghi appunto, come in più documenti e posizioni ci preme esser considerati, medici e infermieri.
 
Colleghi che quotidianamente collaborano nella stesura degli “incriminati” protocolli, nella loro revisione e ancor più nella loro applicazione sui pazienti, che, ci passi l’Ordine di Bologna siamo i primi a tutelare. Anzi proprio l’Ordine sembra essersi dimenticato chi è il fine ultimo del suo agire.
 
 Che un sindacato si spinga su posizioni scellerate è , per quanto poco condivisibile, legittimo. Ma l’Ordine è un ente di diritto Pubblico, il corporativismo “dovrebbe” restar fuori. Notoriamente la precedente affermazione è falsa e in questa vicenda del paleolitico lo è ancor di più. Non si tenti da parte dell’Ordine di mascherarsi verso la tutela dei pazienti invocando gli anni di studio, in molti casi regge appena o per niente, non di tentino strade di arrampicate su altri valori, l’infermieristica nasce dal gesto di carezzare, molto molto molto prima della medicina.
 
Non reggono neppure le questioni giuridiche, giacché la regione ER ha provveduto a fornire dettagliato parere legale sul tema. Seppur verso le prese di posizione dell’assessore regionale si dovrebbe eccepire che la Regione non prende posizione, si esprime in atti e norme. Hanno avuto tempo e non sono ancora addivenuti a chiarificare sul tema. Che le professioni siano normate a livello nazione è pur vero, ma se ci troviamo in questa situazione di regionalizzazione delle competenze è da ascrivere ai veti della FNOMCEO e non altro.
 
In questa “vicenda Bolognese” inoltre c’è un certo retrogusto di diatriba interna ad alcune specializzazioni mediche … dal sapore antico con rivendicazioni sindacali moderne. Non vorremmo esser tirati per la giacca per questioni che non ci riguardano affatto. Infine da parte nostra è anche l’ora di dire con chiarezza che non solo gli Infermieri devono legittimamente praticare la loro professione anche negli ambiti di emergenza, ma che nella maggior parte dei casi sono il professionista giusto. Le competenze che possono esser espresse sono ben lungi dalla diagnosi medica cosi come si addice a quel contesto ed i trattamenti che si applicano sono ben lungi da scelte di “arte medica” proprio per lo specifico contesto.
 
Questo è valido in buona parte del modo occidentale dove non risultano mortalità nel settore diverse dalle nostre. Noi non chiederemo di fornirci i dati clinici a supporto delle scelte di investire su tanti medici sul territorio perché siam consci che si tratta di scelte politiche e non tecniche.
 
L’Ordine quindi stia sereno nel valutare i propri medici e magari rincuori quei sindacati, legittimamente, smaniosi di posti di lavoro in emergenza dicendo che se qualcuno sta’ prendendo il posto di altri … si tratta di loro stessi.
 
Per concludere ci preme sottolineare che non ci appartengono battaglie di casta e corporazioni, ci sentiamo attori del sistema di emergenza perché buona parte l’abbiamo costruito e lo gestiamo, perché abbiamo, da sempre, mostrato che la nostra collaborazione non si compra e non si vende. E’ li, accanto alla nostra voglia di prendersi carico dei nostri pazienti. Per noi esser parte di un sistema multi professionale non è  strano, ma anzi, ci piace e lo ricerchiamo continuamente. Per questo non cadremo nella trappola di farci discutere contro i medici. Abbiamo capito e cercheremo di far capire alla gente che il problema è li, e si tratta questioni da #DINOSAURI
 
 
Andrea Mezzetti
Simone Baldanzi
Referenti GIETT (Gruppo Infermieri Emergenza Territoriale Toscana)

03 Marzo 2016

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