Belle e magre. La politica le vuole così. Ma il problema è solo questo?

Belle e magre. La politica le vuole così. Ma il problema è solo questo?

Belle e magre. La politica le vuole così. Ma il problema è solo questo?

Gentile Direttore,
nel 2014 Maggie de Block, medico 52enne e ministra belga della Sanità, venne criticata a causa del peso eccessivo, ma con arguzia rispose ai suoi detrattori affermando che i pazienti guardavano la qualità delle sue cure, non differentemente i suoi elettori la giudicavano essenzialmente per la competenza dimostrata nell’elaborazione dei suoi dossier.
 
La storia si ripete simile anche in Italia, nello scorso mese di marzo con Patrizia Bedori, casalinga e candidata a sindaco a Milano, tra le accuse mossele vi sono il sovrappeso, una bellezza non riconducibile a quella delle veline e la specifica mancanza di un’attività lavorativa.
 
La signora Bedori si difende dalle pagine del social network Facebook :” Ci sono milioni di casalinghe in Italia e grazie a loro, le vostre madri, sorelle, mogli e compagne che ogni giorno dedicano il loro tempo con dedizione alla famiglia, ai figli, ai mariti e si fanno carico di tutta una serie di compiti per cui lo stato è inadempiente come la cura degli anziani, e che l’Italia sta in piedi. Si il famoso welfare è soprattutto sorretto da loro”
 
Eppure, in un passato non molto lontano, in Italia accadeva che dirigenti del vecchio partito comunista fossero soliti affermare che in politica le donne dovevano essere grasse, caste e con molti figli, così come riportato dal giornalista  Filippo Maria Battaglia in un recente saggio.
 
Circa sette giorni fa Guido Bertolaso, candidato a sindaco di Roma nella trasmissione Fuori onda, alla domanda se Giorgia Meloni potesse svolgere un ruolo politico e amministrativo per il comune di Roma, rispose secco che avrebbe fatto meglio a dedicarsi al suo ruolo di mamma, riferendosi alla sua annunciata gravidanza. Si, perché è da sempre esistente in Italia lo stereotipo che la gravidanza interrompa, almeno temporaneamente le carriere, mentre ancora insussistente appare nella mentalità comune la responsabilizzazione al lavoro di attenzione e cura familiare per la parte maschile
 
Tali episodi diversi rilevano – come dato incontrovertibile – che il binomio donna e politica in Italia finisca difficilmente con il coniugarsi. Dai dati presenti nel dossier di “Openpolis”, riportato dal giornale Panorama, viene evidenziato ancora un forte ritardo politico del sesso femminile nel nostro Paese, dove le donne sono poche in posizione apicale con due soli Presidenti di Regione, con giunte regionali composte per il 65% da uomini (solo la Campania inverte la situazione) e con un'incidenza di un semplice e solo 14% di donne sindaco.
 
E allora – c'è da chiedersi – se sia realmente l'aspetto fisico, o come in alcuni casi l’obesità, il vero problema oppure il discorso sia ben più ampio ed insito in una realtà politica nazionale, che necessita non solo di correttivi urgenti per una maggiore inclusione femminile, ma che preveda un cambio di mentalità radicale per una reale democrazia partecipata e paritetica.
 
Dott. Maria Ludovica Genna
Dott. Domenico Crea
Osservatorio Sanitario di Napoli

22 Marzo 2016

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