Cervelli in fuga. Non bastano semplici palliativi

Cervelli in fuga. Non bastano semplici palliativi

Cervelli in fuga. Non bastano semplici palliativi

Gentile Direttore,
leggiamo in cronaca che la Cina festeggia l’aumento del numero dei cervelli rientrati in patria grazie a politiche sociali di grande impatto. Gli Haigui, le tartarughe di mare, ovvero come sono definiti i laureati all’estero rientrati in Cina, ammontano oramai a circa 2 milioni e 200.000 e rappresentano un incredibile, oltre che pregiatissimo, patrimonio per l’economia in espansione del gigante orientale.

Lo stesso presidente Xi Jin Ping considera tale fatto di una tale portata ed importanza da ritenerlo uno dei maggiori e più riusciti investimenti della sua gestione. Essere in grado di poter contare sulla formazione e sull’esperienza di cervelli – avvenuto in paesi stranieri e con impulsi di conoscenza sicuramente superiori al contesto ancora fondamentalmente operaio del mondo cinese – ha apportato e continuerà ad apportare un’ infinita serie di benefici in termini economici e addirittura culturali.

Qualche settimana fa fummo ospitati cortesemente tra le pagine del Suo giornale – a proposito della triste storia della valente collega Luana Ricca – trattando la problematica, ancora non risolta, delle difficoltà lavorative dei laureati e persistenti anche tra chi aveva deciso di tornare in Italia dopo esperienze lavorative all’estero.

Intendiamo pertanto sottolineare l’impegno del fratello Francesco, capace attraverso i social network di creare in ricordo della sorella un gruppo denominato “Con e per Luana”, diventato via via più numeroso ed arricchito di giovani che raccontano le difficoltà di crescita professionale per le lobby e i nepotismi radicati e protratti nel tempo in Italia.

Tali forze di resistenza spingono gli specializzandi e i giovani laureati i a fughe lontano dal proprio paese e alla nascita di comunità virtuali per lo scambio di consigli e il supporto morale, come http://www.airicerca.org/attivita/opportunita-lavoro/, fondata dal medico Lorenzo Agoni con l’intento di creare network tra i soci che vivono in Italia, Nord Europa, Stati Uniti ed Australia oppure di siti web e di internet come Eures.

Dal 2010 al 2020,secondo dati recenti, l’Italia perderà circa 30mila ricercatori, costati agli italiani una cifra pari a 5 miliardi, che all’estero andranno a contribuire allo sviluppo economico dei paesi che li ospiteranno.

Perciò, ben altro che non siano semplici palliativi, necessitano i giovani cervelli in fuga ed i giovani laureati in perenne attesa di opportunità lavorative.
“Tutta una generazione di giovani è senza lavoro", diceva Papa Francesco dall'Aula del Sinodo, già quasi due anni fa ricordando che nei Paesi sviluppati si parla di 75 milioni di giovani dai 25 anni senza lavoro e dove si stava operando – de facto – lo scarto occupazionale di una intera generazione.


 


In sanità, questo problema risulta ancora più sentito, dovendosi confrontare – oltre che con logiche economiche particolarmente astringenti – anche con il persistere di familismi e di lobby baronali.

Perciò ci chiediamo, ancora una volta e con più forza, cosa intende fare il nostro Governo per permettere alle nostre “tartarughe di mare” di tornare, nuovamente e con serenità, sulle nostre spiagge lavorative per cogliere il frutto di tanto studio e tanto impegno? Possono mai essere solo misure di decontribuzione fiscale a far tornare le eccellenze o va rivisto il sistema “meritocratico” in Italia, inserendo ad esempio norme ad hoc, in grado di garantire percorsi lavorativi e carriere professionali?

Dott.ssa Maria Ludovica Genna
Dott Domenico Crea
Osservatorio Sanitario di Napoli 

Maria Ludovica Genna e Domenico Crea

10 Aprile 2016

© Riproduzione riservata

La responsabilità professionale del medico imprigionata nel sistema della colpa
La responsabilità professionale del medico imprigionata nel sistema della colpa

Gentile Direttore, la responsabilità professionale del medico rappresenta uno dei temi più delicati del diritto sanitario. Nasce dall’incontro tra due dimensioni che dovrebbero dialogare armoniosamente: da un lato il principio...

Il farmacista clinico esce dall’ombra, ma ora deve trovare spazio nel Ssn
Il farmacista clinico esce dall’ombra, ma ora deve trovare spazio nel Ssn

Gentile Direttore,in questi tempi la figura del Farmacista Clinico sta uscendo dalla “zona protetta” della professione del farmacista ospedaliero per diventare una figura conosciuta, considerata e richiesta anche nel nostro...

L’Italia di fronte alla sfida del Parkinson
L’Italia di fronte alla sfida del Parkinson

Gentile Direttore,la Giornata Mondiale del Parkinson quest’anno segna un passaggio importante non solo sul piano simbolico, ma soprattutto su quello istituzionale. Per la prima volta, infatti, l’Istituto Superiore di Sanità...

Se il Ssn non basta più: quando la salute dipende dal reddito (e dalla famiglia)
Se il Ssn non basta più: quando la salute dipende dal reddito (e dalla famiglia)

Gentile Direttore, c’è un paradosso che riguarda oggi il Ssn: mentre continuiamo a definirlo universalistico, l’accesso reale alle cure sta diventando sempre più diseguale. Non si tratta di una rottura...