L’editoriale. Un’Italia che si fa strada. Draghi e Rasi ai vertici della Bce e dell’Ema

L’editoriale. Un’Italia che si fa strada. Draghi e Rasi ai vertici della Bce e dell’Ema

L’editoriale. Un’Italia che si fa strada. Draghi e Rasi ai vertici della Bce e dell’Ema
Per la prima volta a capo di due delle più importanti istituzioni europee, la Banca centrale e l'Agenzia per i medicinali, siederanno due italiani. Un successo indiscutibile per il nostro Paese e soprattutto per le sue professionalità. Perché ai decisori europei poco importa del segno politico o di consorteria locale di questo o quel candidato, conta la sostanza delle conoscenze, dell’esperienza e delle capacità necessarie per fare bene quel lavoro.

Non conosciamo nel dettaglio i retroscena della diplomazia internazionale che hanno certamente accompagnato la nomina del governatore della Banca d’Italia Mario Draghi ai vertici della Banca centrale europea e del direttore dell’Aifa Guido Rasi a quelli dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema). Ma è certo che queste due nomine, avvenute a poca distanza una dall’altra in due campi strategici per l’economia europea e mondiale, testimoniano un’attenzione all’Italia e alle sue professionalità che forse può stupire molti, vista la percezione che noi stessi abbiamo del nostro ruolo nel Mondo.
Una percezione indiscutibilmente negativa come si evince dalla lettura della stragrande maggioranza dei commenti, anche molto autorevoli, dei nostri maÎtre à penser apparsi a più riprese in questi ultimi tempi sui più grandi organi di informazione del Paese.
Evidentemente, fuori dai nostri confini, chi deve decidere su questioni delicatissime, come quelle delle due nomine in oggetto, mantiene intatta una sua capacità di giudizio e valutazione che va ben al di là delle nostre piccole, continue e ripetitive autoflaggelazioni.
 
Le due poltrone alla Bce e all’Ema non sono infatti ascrivibili a quel genere di lottizzazione nostrana cui siamo ormai assuefatti, caratterizzate dalla mera spartizione politica o lobbistica di posti, in spregio alla professionalità dei singoli chiamati ad occuparli.
Ai decisori europei poco importa del segno politico o dell'appartenza a qualche consorteria locale di questo o quel candidato, conta la sostanza delle conoscenze, dell’esperienza e delle capacità necessarie per fare bene quel lavoro. E questo non per ragioni di puritanesimo politico ma perché, fortunatamente, in queste grandi assise internazionali a vincere è ancora il merito, quale unico parametro in grado di garantire che chi si siederà su quella poltrona farà il bene della collettività.
Questa volta il bene pubblico delle due istituzioni europee è stato affidato a due professionisti di indubbia competenza nelle loro materie. Poi registriamo con piacere che si tratta di due italiani e questo certamente ci inorgoglisce. Ma sappiamo che da oggi in poi Draghi e Rasi lavoreranno per un paese molto diverso e più grande di quello di provenienza. Un paese di 495 milioni di abitanti, governati da 27 esecutivi nazionali ma uniti da interessi economici e sociali comuni. Dove la nazionalità dei governanti tende inevitabilmente a perdere di peso e caratterizzazione, pena l’immediata dissolvenza di autorevolezza e credibilità.
Nelle poche occasioni in cui un italiano ha occupato posti di quel peso (per le due istituzioni che oggi ci riguardano è la prima volta per un italiano) abbiamo dimostrato di saperlo fare. Pensiamo a Mario Monti ed Emma Bonino, per citare solo due nomi più recenti e ancora ricordati con stima all’estero.
Ora tocca a Draghi e Rasi, a fare da testimonial di un’Italia che ha ancora qualcosa da dire e da fare.
 
Cesare Fassari
 

09 Giugno 2011

© Riproduzione riservata

Tragedia in Bosnia. Fnomceo: “Il cordoglio dei medici e degli odontoiatri italiani. Vicini alle famiglie e ai feriti”
Tragedia in Bosnia. Fnomceo: “Il cordoglio dei medici e degli odontoiatri italiani. Vicini alle famiglie e ai feriti”

La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri manifesta cordoglio per la morte di Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci, appartenenti al Corpo Militare Volontario della Croce...

Influenza. Riparte la campagna di prevenzione Sip “Copriamoli bene”
Influenza. Riparte la campagna di prevenzione Sip “Copriamoli bene”

Ogni anno in Italia circa 15 milioni di persone si ammalano di influenza. I bambini in età prescolare e scolare sono tra i più colpiti, con un rischio di contrarre...

Farmaci illegali e trattamenti estetici abusivi: scoperto falso medico, nel mirino oltre cento interventi
Farmaci illegali e trattamenti estetici abusivi: scoperto falso medico, nel mirino oltre cento interventi

La scoperta di venti fiale di un farmaco, dichiarate “cosmetici” per eludere i controlli doganali, hanno portato al sequestro di uno studio abusivo per trattamenti estetici nella provincia di Verona...

Hiv. In Italia 15mila persone convivono con il virus senza saperlo. Sei diagnosi su dieci arrivano troppo tardi. Il costo sfiora un miliardo l’anno
Hiv. In Italia 15mila persone convivono con il virus senza saperlo. Sei diagnosi su dieci arrivano troppo tardi. Il costo sfiora un miliardo l’anno

In Italia circa 15mila persone vivono con l’Hiv senza saperlo, sei nuove diagnosi su dieci arrivano quando il sistema immunitario è già compromesso e il costo complessivo dell’infezione per il...