Anteprima Hiv. Alla Stato Regioni un progetto per incrementare i test di sieropositività

Anteprima Hiv. Alla Stato Regioni un progetto per incrementare i test di sieropositività

Anteprima Hiv. Alla Stato Regioni un progetto per incrementare i test di sieropositività
In Italia si fanno pochi test. Un sieropositivo su tre non sa di esserlo. Per questo alla prossima Stato Regioni del 23 giugno arriva un documento per incrementare le politiche diagnostiche, uniformare le modalità di offerta e sperimentare nuove opzioni. Ecco il testo

Ribadire la necessità di effettuare il test Hiv e proporre modalità univoche di erogazione del test stesso e di consegna dei risultati sull’intero territorio nazionale. Aprire la possibilità di sperimentare modalità diverse di offerta del test per garantirne l’accesso e identificare programmi di intervento finalizzati a fare emergere il sommerso.
Sono questi gli obiettivi del “Documento di consenso sulle politiche di offerta e le modalità di esecuzione del test da Hiv” che approderà sul tavolo della Conferenza Stato Regione convocata il prossimo 23 giugno.
È, infatti, consistente il numero di persone con infezione da Hiv che non è a conoscenza del proprio stato di sieropositività: circa il 30% delle diagnosi da Hiv viene effettuato in persone già in stato di avanzata malattia. E quasi il 60% delle diagnosi da Aids viene fatta in persone con un tardivo riconoscimento dell’infezione. Non solo, i dati del “progetto di ricerca per l’individuazione e la sperimentazione di modelli di intervento atti a migliorare l’adesione al test di screening Hiv” hanno evidenziato una estrema disomogeneità dell’offerta del test e di presenza Centri dignostico-clinici dei nel nostro Paese. Nei Centri manca una comune modalità di esecuzione del test, in particolare per quanto riguarda la gratuità, l’anonimato e i colloqui di counselling pre e post test. Addirittura in molti casi il risultato del test non viene ritirato, in alcune realtà fino al 25% dei casi.
Da qui la necessità di mettere nero su bianco le coordinare per bloccare le conseguenze negative che possono verificarsi. Nel documento sono stati quindi indicati i principi generali da applicare, le indicazioni alle strutture dove gli interessati possono richiedere il test; come realizzare un’offerta attiva del test a gruppi di popolazione a più elevata prevalenza di infezioni che si rivolgono per altri motivi ai servizi sanitari e a quelli che non vengono raggiunti dai servizi sanitari.
Principi generali
Deve essere garantita la gratuità del test e la più ampia facilità di accesso ai cittadini. L’esecuzione del test è possibile solo con il consenso della persona interessata, con l’unica eccezione di “motivi di necessità clinica” nell’interesse del paziente stesso. Deve essere garantita la totale riservatezza e tutti i dati sensibili in ambito medico devono assicurare adeguati standard di sicurezza e il pieno rispetto della privacy. Deve essere garantita l’informazione, e l’effettuazione del test e la consegna del suo risultato, sia con esito negativo sia positivo, deve accompagnata da informazioni svolte da personale adeguatamente formato. Occorre infine favorire l’accesso dei minori al test Hiv evitando che il test venga fornito senza uno specifico colloquio che affronti sia il tema della prevenzione sia il problema dell’eventuale coinvolgimento dei genitori nonché la possibilità di coinvolgere il giudice minorile.
Strutture per l’accesso al test richiesto direttamente dagli interessati
Il Ssn deve rendere disponibili servizi ambulatoriali e/o punti di prelievo che garantiscano all’accesso alla diagnosi per Hiv. Senza la richiesta del medico di famiglia. Il ricorso ai centri trasfusionali per l’esecuzione del test non può essere considerata una modalità corretta di offerta. Deve essere garantito l’anonimato in caso di richiesta del paziente e ridotti i tempi di esecuzione e facilitato l’accesso per ritirare i referti (che saranno consegnati solo al diretto interessato) e ridurre la probabilità di mancato ritiro.
Offerta attiva del test a gruppi di popolazione a più elevata prevalenza di infezioni che si rivolgono per altri motivi ai servizi sanitari
Il test deve essere offerto in tutte le condizioni cliniche che possono essere riferite all’infezione da Hiv (ad esempio: linfomi, dermatite seborroica(esantemi di natura non determinata, trombocitopenia, ecc. oppure infezioni a trasmissione sessuale, da virus dell’epatite a trasmissione sessuale). Il test deve poi essere offerto in maniera sistematica nei servizi per tossicodipendenti e nelle carceri. Nonché alle donne in gravidanza.

13 Giugno 2011

© Riproduzione riservata

Screening pediatrico per diabete di tipo 1 e celiachia. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo
Screening pediatrico per diabete di tipo 1 e celiachia. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'8 ottobre il decreto del Ministro della Salute del 7 agosto 2026 che dà attuazione al programma pluriennale di screening su base nazionale nella...

Case della Comunità. Tanese (Agenas): “Ora la sfida è farle funzionare. Con i medici di famiglia dobbiamo costruire nuovi modelli organizzativi”
Case della Comunità. Tanese (Agenas): “Ora la sfida è farle funzionare. Con i medici di famiglia dobbiamo costruire nuovi modelli organizzativi”

Il tempo degli investimenti sta lasciando spazio a quello dell’organizzazione. E per le Case della Comunità, dopo la fase della realizzazione delle strutture finanziate dal PNRR, arriva la sfida più...

Farmaci. Dall’early access al tetto al payback fino agli innovativi. Il Ministero della Salute studia le contromisure al MFN degli Stati Uniti. Le proposte
Farmaci. Dall’early access al tetto al payback fino agli innovativi. Il Ministero della Salute studia le contromisure al MFN degli Stati Uniti. Le proposte

Evitare un aumento generalizzato dei prezzi dei farmaci, ma allo stesso tempo rendere il mercato italiano più attrattivo per l’industria, riducendo il peso del payback e accelerando l’accesso alle terapie...

Camerae Sanitatis. Intervista a Marina Sereni (Pd): “Senza il personale il Ssn non esiste. Manca un punto di Pil”
Camerae Sanitatis. Intervista a Marina Sereni (Pd): “Senza il personale il Ssn non esiste. Manca un punto di Pil”

Senza personale il Servizio sanitario nazionale non esiste. E senza un punto di Pil in più, quel personale non si trova e non si trattiene. È la linea tracciata da...