Gentile Direttore,
siamo stupefatti nel metodo e soprattutto nel merito per avere trovato sulla stampa una bozza di rinnovo dell’ACN "riservata". Nel metodo, è la prima volta che si verifica una circostanza del genere: prima la stampa poi i diretti interlocutori, i sindacati di categoria. Non si capisce come sia stato possibile fare filtrare attraverso la stampa l'intera bozza di un articolato prima di presentarlo ai sindacati, ma anche addirittura prima di discuterlo definitivamente con le Regioni.
Nel merito: se i contenuti della bozza diffusa dalla stampa corrispondessero alle vere proposte della SISAC, ci troveremmo di fronte a un complesso contrattuale che addirittura definire “irricevibile” è fin troppo poco.
Tutto cancellato delle pur minime aperture presenti nell'ultimo atto di indirizzo, a questa condizioni altro che rapida conclusione delle trattative.
Pertanto la Federazione CIPe-SISPe-SINSPe esprime una valutazione fortemente critica sia nel metodo che nel merito.
Crediamo che il tutto nasca da una forte divergenza interna da parte delle regioni e temiamo di ritrovarci a breve con la stessa Sisac degli ultimi anni, che recentemente sembrava dimostrare un atteggiamento più attento alla mediazione.
I contenuti della bozza rimandano il medico alla subordinazione truccata senza alcuna autonomia responsabile e soprattutto incentivata adeguatamente .
Su tali premesse sembrano quasi provocatorie le affermazioni di una rapida conclusione delle trattative. i miglioramenti assistenziali tanto attesi dai cittadini possono evidentemente aspettare e la firma del nuovo contratto, pare evidente, si allontana di molto.
Sappiamo bene che la bozza è quella per la Medicina Generale, ma come sempre purtroppo è successo in passato, non è difficile immaginare che quasi tutto il testo sarà abbondantemente, se non totalmente nelle parti essenziali, riportato nella bozza per la Pediatria di libera scelta.
Nel merito dei contenuti della bozza, oltre alla inaccettabile subordinazione velata, appare evidente la volontà della SISAC nel volere la funzione organizzativa ed erogativa della AFT non come entità funzionale, ma ingabbiata in una apicalità organizzativa in mano a ducetti preposti ad hoc, dove viene fortemente ridimensionato il rapporto fiduciario che, soprattutto in età pediatrica, è essenziale nel rispetto della nostra utenza.
Ne deriva una impostazione generale che, i pediatri di famiglia italiani non potranno accettare, allontanando da subito qualsiasi ipotesi di accordo.
Ci auguriamo, infine, che qualsiasi ipotesi di accordo, in ogni caso, prima della firma, venga sottoposto ad un "referendum confermativo " da parte della Base dei Pediatri di famiglia, nel rispetto degli iscritti e nel rispetto della base tutta che dovrà decidere direttamente il suo futuro, senza deleghe in bianco, ma con una democratica e consapevole scelta.
Giuseppe Gullotta
Presidente Federazione Nazionale CIPe-SISPe-SINSPe