Professioni sanitarie. Da Governo poca disponibilità a liberare il loro potenziale operativo

Professioni sanitarie. Da Governo poca disponibilità a liberare il loro potenziale operativo

Professioni sanitarie. Da Governo poca disponibilità a liberare il loro potenziale operativo

Gentile direttore,
Mi fa molto piacere che, finalmente anche i sindacati, o meglio, la FIALS prenda una posizione sulla qualificazione delle professioni sanitarie e sulle modalità di attuazione della legge 251/00. In particolare mi riferisco al caso Calabria dove il Governo è intervenuto con un atto che nega (giustificando che la regione è sottoposta a piano di rientro) l’istituzione dei Servizi delle Professioni Sanitarie.
 
L’ istituzione dei Servizi e Dirigenze delle Professioni Sanitarie sono condizionati da un enorme confusione originata anche dalle varie delibere regionali che non danno una chiara definizione e declinazione dei contenuti dell’art 8 del vigente CCNL della dirigenza SPTA tant’è che anche in Calabria la legge n.11 del 20 aprile 2016 (ora impugnata dal Governo) ha creato una spaccatura di pensiero tra infermieri e le altre professioni sanitarie.

Infatti non è concettualmente possibile individuare una struttura in assenza dell’istituzione delle Dirigenze di Area (Servizi) e avere tutti coordinatori con responsabilità di area e/o dirigenti di area infermieristica.
Non sarebbe più conforme al dettato delle legge chiarire che, per Servizi delle Professioni Sanitarie, si intendono solo quei servizi con più di una dirigenza di diversa area, al loro interno?

In caso contrario dovrebbero essere più correttamente definiti per quello che sono, così come li enuncia la legge 251/00 e cioè Servizi Infermieristici/ostetrici; o Riabilitativi; o Tecnico sanitari; o di Prevenzione.

Mai come negli ultimi anni si è imposta la necessità di un ripensamento complessivo del sistema di management della sanità dinanzi alla crescente esigenza del nostro sistema sanitario a fronte del contestuale aumento della domanda assistenziale , dell’incremento delle patologie croniche, dell’invecchiamento della popolazione e dell’innovazione tecnologica, per garantire attraverso l’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse impiegate e il mantenimento qualitativo dei servi sanitari erogati agli assisti nel nostro Paese.

La decisione di creare i Servizi delle Professioni Sanitarie è solo un elemento fondamentale per garantire una modernizzazione orientata verso un sistema integrato della complessità diagnostica assistenziale e della ricerca.

Analogamente a quanto dichiarato da Carbone (FIALS) anche la nostra Associazione professionale intravede nel Governo la poca disponibilità verso le professioni sanitarie ad interpretare e liberare il loro potenziale operativo nella forma più estesa possibile sulla base della vigente normativa, che in parte è ancora inattuata impedendo al sottosegretario Vito De Filippo una politica di governance innovativa, compatibile e competitiva nei confronti dell’UE.
 
In effetti c’è una crescente evidenza di:
– urgenza nei professionisti e nei pazienti perché si attuino miglioramenti nell’appropriatezza;
–  consapevolezza che il controllo di processo reso possibile dall’integrazione dei professionisti sanitari debba essere bidirezionale e non medico centrico;
– la proposizione e diffusione di sistemi di gestione del sistema sanitario basati su una governance clinica, che va ad esaminare i reali bisogni di salute e migliorare la qualità del sistema, superando l’efficienza economica, debba essere superata attraverso progetti di cambiamento attraverso il tema delle nuove competenze,
– ridare la speranza di futuro professionale nel nostro paese a migliaia di laureati che sono ancora in cerca di lavoro e debbono, non per scelta, intraprendere la strada dell’ emigrazione.

Ho sempre pensato nel miracolo della politica perché così c’è la possibilità di azionare l’intelligenza collettiva per trovare la forza di migliorare le cose.
E’ un percorso faticoso e non immediato ma la partecipazione, che è fonte primordiale di questo processo, è un bene troppo prezioso per la democrazia.
Per questo occorre lavorare e farlo con urgenza.

E’ ovvio che sosteniamo la proposta di Carbone a dare mandato forte al tavolo tecnico scientifico, anche se il nostro pensiero è rivolto a tutte le professioni sanitarie e non solo al mondo infermieristico.
La vicenda Calabria deve darci spunti di riflessione per aprire ad una rivoluzione del pensiero scientifico e culturale che si realizzi in un processo di cambiamento.

A questa sfida della nuova Sanità, alle professioni sanitarie è richiesta un impegno da vero coprotagonista rivestendo un ruolo importante che non ha precedenti nel recente passato.

Al raggiungimento di questi risultati, potrà offrire un enorme contributo anche il rinnovo del CCNL, strumento necessario perché diventino funzionali i processi di riorganizzazione in atto nel SSN favorendo la partecipazione, la condivisione, la compartecipazione ed il protagonismo soggettivo e propositivo dei professionisti della salute.

Saverio Stanziale
Vice Presidente FITeLaB Nazionale

Saverio Stanziale

16 Giugno 2016

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