Lombardia. Fp Cgil: “Assunzioni sono primo passo. Restano gravi criticità, avanti con il confronto”

Lombardia. Fp Cgil: “Assunzioni sono primo passo. Restano gravi criticità, avanti con il confronto”

Lombardia. Fp Cgil: “Assunzioni sono primo passo. Restano gravi criticità, avanti con il confronto”
Il sindacato interviene dopo l’approvazione del Piano risorse umane per il 2016. Per la segretaria Manuela Vanoli restano aperte questioni come “la stabilizzazione dei lavoratori precari del numero unico di emergenza 112" o come "la ricollocazione degli esuberi della Croce Rossa". Oltre "al gravissimo fenomeno del precariato degli Irccs, dove sono tutti precari”.

“Le aziende sanitarie potranno finalmente assumere. Ma quello di Regione Lombardia, con i budget assegnati a tal fine, è per la Fp Cgil Lombardia solo un primo passo”. Ad affermarlo, in una nota, la Fp Cgil Medici Lombardia, che all’indomani dell’approvazione, da parte della Giunta, del Piano risorse umane per il 2016, osserva come “le assunzioni restano nell’ambito dell’85% del personale cessato, come stabilito dal governo, con la possibilità, in alcuni casi (vedi gli operatori socio sanitari), di una copertura del 100%. Sarà possibile procedere all’assunzione di personale a tempo determinato, per supplire a maternità, malattia e lunghe aspettative. In deroga alla percentuale dell’85%, sono previste assunzioni nelle categorie protette e di ulteriore personale medico, tecnico, professionale e infermieristico se valutato come necessario dai piani di fabbisogno di personale”.

Per Manuela Vanoli, segretaria Fp Cgil Lombardia “questo provvedimento è un primo utile passo in una regione che ha gravi carenze d’organico e che si accinge, in questo periodo estivo, a chiudere posti letto. Restano aperte questioni come la stabilizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori precari del Nue (il numero unico di emergenza 112), cui scade il contratto a fine 2016. O come la ricollocazione degli esuberi della Croce Rossa. Oltre al gravissimo fenomeno del precariato degli Irccs, dove sono tutti precari”.

Per questo, evidenzia Vanoli, “il confronto con la Regione va tenuto aperto, tanto più per le difficoltà che stanno incontrando le lavoratrici e i lavoratori in questa prima fase di attuazione della riforma del welfare lombardo, con la nascita delle aziende socio sanitarie territoriali e delle agenzie di tutela della salute”.

27 Luglio 2016

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