Disturbi alimentari per 3mln di italiani. Trend in crescita tra i bambini

Disturbi alimentari per 3mln di italiani. Trend in crescita tra i bambini

Disturbi alimentari per 3mln di italiani. Trend in crescita tra i bambini
Allarme anoressia e bulimia in Italia. Disturbi sempre più diffusi ma spesso sottovalutati, nonostante siano altamente pericolosi se non curati tempestivamente. Sono 3 milioni gli italiani che soffrono di disturbi alimentari, 2 milioni sono ragazze tra i 13 e 35 anni. Ma il problema cresce anche tra gli uomini e nella fascia di età pediatrica e over 40 anni. I ministeri della Salute e delle Politiche Giovanili promuovono un sito con tutte le informazioni utili: www.disturbialimentarionline.it

I dati arrivano dall progetto “Le buone pratiche di cura nei disturbi del comportamento alimentare”, presentato stamani a Palazzo Chigi dal ministro delle Politiche giovanili, Giorgia Meloni, e dal sottosegretario alla Salute Francesca Martini, insieme a una mappa delle strutture di cura consultabile sul sito www.disturbialimentarionline.it


Il Progetto è articolato in tre obiettivi principali: la ricognizione dell'esistente in termini di rete assistenziale per la costruzione della mappa dei servizi sia pubblici che privati accreditati; la sorveglianza epidemiologica del fenomeno; l'analisi e lo studio delle evidenze scientifiche sui trattamenti dei DCA.


L'attività di sorveglianza epidemiologica del fenomeno ha coinvolto per un periodo di due anni cinque centri sentinella e ha condotto all'individuazione di 574 pazienti affetti da anoressia, bulimia e altri disturbi alimentari.


Tuttavia, anche per la salute alimentare l’Italia sembra viaggiare a due velocità. Si contano in totale 158 strutture, tra ambulatori, centri con posti letto salva vita, day hospital e strutture di riabilitazione. Ma se alcune Regioni vantano numeri a due cifre, con Lombardia (21), Lazio (17) ed Emilia Romagna (14) capofila, altre hanno un numero di strutture che si contano sulle dita di una mano. In Molise, Sardegna e Valle d'Aosta figura appena un centro per ciascuna, mentre Basilicata e Calabria ne segnalano due.
La mappa e tutte le informazioni messe a disposizione sul sito www.disturbialimentarionline.it vuole essere, come spiegato dai rappresentanti dei due dicasteri, un mezzo per aiutare pazienti e famiglie a orientarsi nel percorso tortuoso a cui queste malattie danno luogo.

Dal sottosegretario Martini arriva anche “un appello alla Conferenza Stato-Regioni affinché fissi un protocollo, che ci apprestiamo a presentare a breve, per facilitare lo scambio di pazienti tra diverse Regioni per fare in modo che la burocrazia non ricada sulla pelle di questi malati. Ci sembra una forma dovuta di federalismo solidale”.
 
Riguardo alla diffusione dei disturbi alimentari, anche nella forma più grave di anoressia e bulimia, la rilevazione dei ministeri ha dimostrato come il fenomeno stia aumentando in maniera preoccupante anche in età pediatrica, tra i 10 e 14 anni, e tra gli over 40.
Deleterie in tal senso sono le influenze ambientali, come sottolineato anche da Alberto Ugazio, presidente della Società italiana di pediatria (Sip). “Se è vero che vi è una componente genetica che predispone alla malattia e che non tutti quelli che sono a rischio poi si ammalano – ha spiegato Ugazio – è anche vero che i modelli proposti dai media e dalla moda del magro fanno molto male”. Il presidente della Sip ha poi confermato il preoccupante trend di crescita tra i giovanissimi. “Da una nostra indagine condotta tra gli adolescenti tra gli 11 e 17 anni abbiamo rilevato che nel 2009 a presentare sintomi di allarme e dunque un forte rischio di sviluppare anoressia e bulimia sono il 21% delle femmine e il 15% tra i maschi”.
Per questo, ha spiegato il sottosegretario Martini, “stanno nascendo le prime strutture dedicate a bambini con disturbi del comportamento alimentare. La prima comunità pediatrica del genere che sta per partire si trova a Varese e avrà 10 posti letto”.
 

09 Giugno 2010

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