Piemonte. Al Regina Margherita impiantato per prima volta al mondo cuore artificiale con tecnica innovativa a bimba di 6 anni

Piemonte. Al Regina Margherita impiantato per prima volta al mondo cuore artificiale con tecnica innovativa a bimba di 6 anni

Piemonte. Al Regina Margherita impiantato per prima volta al mondo cuore artificiale con tecnica innovativa a bimba di 6 anni
Dal 2002 al 2015 sono stati effettuati in Italia 2089 trapianti di organo in età pediatrica, 312 di cuore, 37 dei quali presso la Cardiochirurgia Pediatrica del Regina Margherita. Il tempo di attesa medio in lista è stato di 7 mesi ed attualmente 69 di loro stanno ancora aspettando un cuore. Lo scorso anno sono deceduti prima del trapianto 76 dei 1059 pazienti, adulti e bambini, che erano in lista di attesa per un trapianto di cuore.

Per la prima volta al mondo impiantato un cuore artificiale con tecnica innovativa ad una bimba di 6 anni nata con il cuore con un solo ventricolo, poi trapiantata con successo, presso l'ospedale Regina Margherita di Torino. La piccola N., nata nel 2010 nella provincia di Torino, era affetta da una grave e rara forma di cardiopatia congenita, il ventricolo unico, dove metà del suo cuore non si era sviluppata correttamente. L'iter terapeutico, svolto presso la Cardiologia e la Cardiochirurgia Pediatrica del Regina Margherita della Città della Salute di Torino (diretti da Gabriella Agnoletti e da Carlo Pace Napoleone), è consistito in 3 interventi chirurgici: uno in epoca neonatale, uno a 6 mesi e l'ultimo a 4 anni di vita. Purtroppo questi interventi non sono stati sufficienti a garantire un corretto funzionamento del suo cuore che progressivamente è andato incontro a numerosi e progressivi episodi di scompenso cardiaco.
 
Per questo motivo, lo scorso ottobre la piccola N. è stata inserita nella lista di attesa per essere sottoposta a trapianto di cuore. Durante uno dei ricoveri necessari per il suo precario stato di compenso si è verificato un arresto cardiaco che ha richiesto una rianimazione di circa 2 ore. Non essendoci stato recupero, è stata impiantata una assistenza cardiocircolatoria con una pompa esterna che ne ha consentito la sopravvivenza. Questi dispositivi sono in grado di assistere i pazienti per circa 2-3 settimane, dopo di che devono essere sostituiti con sistemi di più lunga durata, il cosiddetto cuore artificiale. La complessa anatomia del cuore di N. però rendeva questo passaggio estremamente difficile e pericoloso, avendo lei un solo ventricolo cardiaco invece di due.
 
I casi simili descritti nella letteratura mondiale sono pochissimi e con pessimi risultati. Per N. è stata utilizzata una strategia mai tentata prima al mondo, costituita da numerosi passaggi intermedi che hanno richiesto circa 2 settimane per sostituire gradualmente la prima forma di assistenza cardiocircolatoria con il cuore artificiale. In queste 2 settimane il cuore di N. si è potuto adattare all'impianto del cuore artificiale, che è stato eseguito con successo lo scorso marzo. Questo le ha garantito la sopravvivenza fino al trapianto di cuore, che è stato eseguito con successo a metà luglio dall'equipe del dottor Pace. La piccola N. è stata dimessa il 18 agosto e sarà seguita ambulatorialmente. 
 
Questo approccio sequenziale alla sostituzione dell'assistenza cardiocircolatoria con il cuore artificiale rappresenta una novità interessante che è stata già presentata al panorama scientifico internazionale, resa possibile dalla perfetta integrazione delle equipe di Cardiochirurgia, Cardioanestesia e Cardiologia Pediatrica, afferenti al Dipartimento di Pediatria e Scienze Pediatriche, diretto da Franca Fagioli.
 
Nel 2015 i donatori in Italia sono stati 1388, 22.7 per milione di abitanti. Donare gli organi è un gesto d'amore, un gesto di civiltà, un dovere, perché è l'unico modo per salvare la vita a chi non ha altre possibilità.

25 Agosto 2016

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