Obesità infantile: studio su Lancet assolve antibiotici

Obesità infantile: studio su Lancet assolve antibiotici

Obesità infantile: studio su Lancet assolve antibiotici
Uno studio pubblicato su 'Lancet Diabetes & Endocrinology' ha seguito oltre 260.000 bambini, evidenziando come i piccoli che hanno avuto infezioni non trattate con antibiotici siano stati esposti in modo significativo a un rischio di obesità maggiore durante l'infanzia, rispetto a chi non ha avuto infezioni o ha fatto uso di antibiotici 

(Reuters Health) – L’infezione durante l’infanzia, e non l’uso di antibiotici, è associata a un più alto rischio di obesità infantile, secondo quanto emerge da un nuovo studio pubblicato da Lancet. “Sulla base dei risultati del lavoro, i medici non dovrebbero essere preoccupati che il trattamento di infezioni nei neonati con antibiotici possa aumentare il loro futuro rischio di obesità”, spiega De-Kun Li, della Kaiser Permanente Northern California (KPNC) di Oakland, uno degli autori del lavoro. “In realtà, il rischio di obesità infantile aumenta se non si trattano le infezioni con gli antibiotici”, precisa lo studioso.
Una ricerca emergente suggerisce che alterazioni nel microbioma potrebbero contribuire all’obesità infantile, spiegano Li e colleghi. Alcuni studi hanno collegato l’uso di antibiotici nella prima infanzia – che possono colpire il microbioma – a un maggiore rischio di obesità infantile, ma questi trial non sono stati in grado di scindere gli effetti dell’uso di antibiotici dall’infezione in sé, che può anche contribuire alla disbiosi.
 
Lo studio
Per approfondire questo argomento, i ricercatori hanno seguito dalla nascita fino ai 18 anni più di 260.000 bambini coperti dalla KPNC e nati tra il 1997 e il 2013.
Dopo aver controllato l’età materna, l’etnia, l’indice pre-gravidanza di massa corporea, un eventuale pregresso parto pre-termine, il basso peso alla nascita, l’uso di antibiotici della madre e le infezioni durante la gravidanza, il team di Kun Li ha evidenziato come i bambini che hanno avuto infezioni non trattate con antibiotici siano stati esposti in modo significativo a un rischio di obesità maggiore durante l’infanzia, rispetto ai piccoli senza infezioni o a quelli che hanno fatto uso di antibiotici (odds ratio aggiustato, 1.25). È stata anche evidenziata una significativa relazione dose-risposta tra gli episodi di infezione e l’obesità. Il trattamento antibiotico delle infezioni non è tuttavia stato associato a un rischio maggiore di obesità rispetto alle infezioni non trattate (AOR, 1.01). Un’analisi twin set ha confermato i risultati complessivi.
 
Le conclusioni
“L’infezione in realtà può avere un impatto anche sul microbioma, aspetto che è stato trascurato – osserva Li – Questo è uno dei motivi per cui gli studi precedenti non ci hanno nemmeno pensato. Anche le infezioni al di fuori del tratto intestinale, come quelle dell’orecchio e delle vie respiratorie, possono influenzare il microbioma, direttamente oppure causando cambiamenti nel sistema immunitario”.
“Anche se i nostri risultati non necessariamente escludono che gli antibiotici, se utilizzati in assenza di infezione, potrebbero aumentare il rischio di obesità – continua Li – gli sforzi precoci per prevenire l’obesità infantile dovrebbero concentrarsi sulla riduzione delle infezioni durante l’infanzia. L’uso di antibiotici dovrebbe sempre essere giudizioso, ma il trattamento delle infezioni comuni con antibiotici nella prima infanzia è improbabile che sia una delle principali cause per l’obesità infantile”.
 
 
Fonte: Lancet Diab Endocrinol 2016
 
Anne Harding
 
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Anne Harding

16 Novembre 2016

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