Epatite C. Nel Lazio nasce il primo osservatorio regionale

Epatite C. Nel Lazio nasce il primo osservatorio regionale

Epatite C. Nel Lazio nasce il primo osservatorio regionale
L’obiettivo dell’iniziativa è di curare tutte le persone affette da epatite C, infomare la popolazione e prevenire questa patologia tra le fasce più a rischio. L’osservatorio, che nascerà nel Lazio, è il primo esempio a livello nazionale.

Un osservatorio completamente dedicato all’Epatite C, tra informazione, prevenzione e cura. Nascerà nel Lazio, che sarà la prima regione italiana ad ospitare un centro di questo tipo. Tra le varie attività previste ci sarà quella di aggiornare il registro delle persone con HCV, così da tenere sotto controllo la diffusione dell’infezione. Questi dati permetteranno via via di studiare delle campagne di prevenzioni sempre più efficaci e di programmare screening in popolazioni maggiormente a rischio, come tra i tossicodipendenti e nelle carceri.
 
Tutte queste buone notizie arrivano dopo un’incontro tra il consigliere regionale Teresa Petrangolini, membro della Commissione Politiche sociali e salute e la rete ‘SENZA LA C’, composta da sei associazioni di pazienti e/o comunità colpite dall’infezione, ovvero Aned (Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto), Epac (Pazienti con epatite e malattie del fegato), FedEmo (Federazione Associazioni Emofilici), L'Isola di Arran (Associazione impegnata nella lotta all'emarginazione legata alla droga), Nadir (Persone con HIV/AIDS) e Plus (Persone LGBT Sieropositive).
 
La prima iniziativa, da mettere subito in atto, hanno fatto sapere i rappresentanti delle associazioni, sarà quella definire i protocolli per la realizzazione di tes salivari. Questo, come tutti gli altri progetti, ha il fine di perseguire un preciso obiettivo: eliminare le barriere di cura che impediscono a tutte le persone che ne hanno bisogno di accedere ai nuovi farmaci contro l’epatite C.

30 Novembre 2016

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