Screening oncologici. In Toscana cresce l’estensione, stabile l’adesione

Screening oncologici. In Toscana cresce l’estensione, stabile l’adesione

Screening oncologici. In Toscana cresce l’estensione, stabile l’adesione
Anticipati alcuni dei dati che saranno presentati domani al convegno dell'Ispo. Nel 2015 l’invito a sottoporsi allo screening del colon-retto ha raggiunto il 99,5% del target (contro l’88% del 2014), il 50% circa ha poi effettuato l'esame. L'invito allo screening mammografico ha raggiunto circa il 94% del target (il 74% la quota che si è sottoposta all’esame) e quello al collo dell’utero il 95% (poi effettuato dal 59%).

“Cresce l'estensione degli screening oncologici in Toscana, e resta stabile la risposta dei cittadini”. Così la Regione Toscana sintetizza i dati sull’andamento degli screening oncologici nel 2015 che, anticipati oggi in una nota della Regione, verranno presentati domani nel corso del convegno annuale dell'Ispo, l'Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica. Titolo del convegno, che verrà aperto dai saluti dell'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi e del direttore dell'Ispo e dell'Itt Gianni Amunni, "I programmi di screening oncologico della Regione Toscana: situazione attuale e prospettive future".

“Come Regione siamo molto impegnati sul fronte della prevenzione, sia primaria, che secondaria come nel caso degli screening – dice l'assessore Stefania Saccardi – E l'indicatore Lea (livelli essenziali di assistenza) dimostra la nostra determinazione nel perseguire l'obiettivo: nel 2015 i programmi di screening oncologico per il tumore della mammella, della cervice uterina e del colon-retto hanno raggiunto ben oltre il 90% dei cittadini aventi diritto. Uno sforzo riconosciuto dagli stessi cittadini, che rispondono in maniera consistente all'invito del sistema sanitario regionale, conferendo alla Toscana un ruolo preminente nel panorama nazionale. Voglio ricordare il riconoscimento del Ministero, che ha delegato a Ispo la gestione e il coordinamento dell'Osservatorio nazionale screening, affermando il ruolo e la competenza che questo istituto svolge a livello nazionale”.

Secondo i dati anticipati dalla Regione Toscana, per il 2015, l'elemento di maggior rilievo riguarda l'estensione (la quantità di persone raggiunte dall'invito a fare lo screening) per lo screening del colon-retto, che ha raggiunto il 99,5% dei cittadini (l'anno precedente era l'88%). Molto alta anche l'estensione per gli screening dei tumori femminili, con valori superiori al 90%: circa 94% per lo screening mammografico e 95% per lo screening al collo dell'utero.

“Ottimo”, per la Toscana, anche il dato di partecipazione (cioè ovvero le persone che rispondono all'invito e si presentano a fare lo screening) per gli screening dei tumori femminili: 74% per il tumore alla mammella e 59% per quello al collo dell'utero.

“Questi valori – sottolinea Paola Mantellini, dell'Ispo, direttore del Servizio prevenzione secondaria screening e responsabile del Centro di riferimento regionale per la prevenzione oncologica – collocano la Toscana tra le regioni con le migliori performance ed esprimono il grado di fiducia delle cittadine toscane in questi interventi di sanità pubblica”.

Più bassa invece la partecipazione allo screening per il tumore del colon-retto, attestata stabilmente attorno al 50%. Se analizzato per genere, questo risultato evidenzia una minor sensibilità degli uomini a questo invito rispetto alle donne. “L'impegno della Regione e di Ispo – dice ancora Paola Mantellini – è quello di capire in profondità le motivazioni di questa minore attenzione alla propria salute da parte degli uomini e studiare strategie mirate per aumentare l'adesione del sesso maschile a questo screening, dal momento che questo tumore è più frequente nei maschi”.

Nel corso del convegno di domani si farà il punto anche sull'introduzione del test Hpv per la prevenzione del tumore al collo dell'utero (in sostituzione del Pap test) in tre aziende (Firenze, Viareggio e Grosseto), per le donne di età compresa tra 34 e 64 anni. “Sembra che questa novità non abbia minato la fiducia delle donne, ma anzi, in alcune aziende pare aver migliorato la partecipazione”, afferma la Regione nella nota. Verranno poi affrontate le sfide che attendono il nostro servizio sanitario nei prossimi anni: “Il definitivo passaggio al test Hpv per le 34-64enni in tutta la regione, l'allargamento dello screening mammografico a tutta la fascia di età 45-74 anni e il definitivo consolidamento delle breast e delle prostate unit”.

15 Dicembre 2016

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