Ipasvi: “No al superticket”
“Non è davvero grazie a lui – commenta Mangiacavalli – che le Regioni hanno ridotto di miliardi il deficit e non sarà certo grazia a lui che quelle in piano di rientro ancora con i bilanci in rosso riusciranno a far quadrare i conti. Bene ha fatto Cittadinanzattiva – aggiunge – a promuovere la petizione per la sua abolizione, alla quale, ovviamente, hanno risposto decine di migliaia di cittadini”.
Tra l’altro, la presidente Ipasvi spiega che il superticket ha avuto anche l’effetto perverso di far salire i costi delle prestazioni del Ssn sopra una soglia a cui spesso il privato non arriva e, quindi, di aprire le porte a una concorrenza non certo sana e leale tra strutture pubbliche, che devono coprire sempre e comunque il servizio e private, che possono invece scegliere i settori in cui operare.
“Gli infermieri – continua – sono sempre dalla parte dei cittadini e per questo siamo solidali con la richiesta di abolizione. Gli infermieri hanno nel loro Dna , la capacità di ascoltare i pazienti, li sanno capire e li aiutano oltre che dal punto di vista clinico anche da quello psicologico che in momenti di grave criticità rappresenta una componete essenziale dell’assistenza. Sono l’espressione del necessario, insostituibile e ineludibile lavoro in team all’interno delle strutture, con l’unico obiettivo da raggiungere ben identificato nel benessere del malato. Ma se il malato scappa dal Ssn per ragioni economiche tutto questo perde il suo significato.
E’ giusto quindi: il Governo scelga la via dell’abolizione del superticket – cpnclude Mangiacavalli – magari con regole e modalità di transizione diverse per chi ha deficit molto elevati, ma lo cancelli dalle tasche degli italiani”.
16 Maggio 2017
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