La realtà medica è ancora radicalmente omofoba

La realtà medica è ancora radicalmente omofoba

La realtà medica è ancora radicalmente omofoba

Gentile Direttore,
un articolo scritto da una psicologa sulla depatologizzazione dell'omosessualità mentre la realtà medica è radicalmente omofoba o ci ignora (come pazienti e come colleghi) mi sembra molto gentile ma ipocrita.

Spetta al SSN, alla Fnomceo, ai 104 Omceo, alle Associazioni e Sindacati Medici, alle ASL e alle Società scientifiche produrre, ognuna di loro, documenti sulla depatologizzazione e per conseguenza sui diritti sanitari delle persone e del personale Lgbt.

Allo stesso modo occorre un'allerta per un contrasto attivo all'omofobia sanitaria, l'ultimo collega, Mario Moretti, di Brescia, gradirebbe riempirci di Gas Nervino, e stabilire se è dignitoso, decorso e onorevole che un medico assuma in privato e in pubblico simili posizioni violente.

Manlio Converti
Psichiatra

18 Maggio 2017

© Riproduzione riservata

I nuovi ospedali più pazzi del mondo: le mie due candidature marchigiane
I nuovi ospedali più pazzi del mondo: le mie due candidature marchigiane

Gentile Direttore, è stato dato di recente un ampio spazio dai media alla Classifica degli ospedali specializzati migliori del mondo. Si tratta di una classifica realizzata dal settimanale statunitense Newsweek...

Salute mentale, curare significa riconoscere la persona
Salute mentale, curare significa riconoscere la persona

Gentile Direttore,i dieci giorni di RO.MENS - Festival della Salute Mentale di Roma, promosso dalla ASL Roma 2 nel mese di ottobre, rappresentano un’occasione per riflettere non soltanto sui servizi...

Due gambe per un solo Servizio sanitario nazionale
Due gambe per un solo Servizio sanitario nazionale

Gentile Direttore,è notte profonda nel reparto di riabilitazione di una struttura accreditata convenzionata. Vicino alla finestra dorme un uomo colpito da ictus: domani, con il fisioterapista, proverà a stare in...

Suicidio assistito, chi tutela l’autonomia clinica?
Suicidio assistito, chi tutela l’autonomia clinica?

Gentile Direttore, il caso di Sibilla Barbieri apre un nuovo e delicato capitolo nel dibattito sul fine vita. Al centro vi sono i medici chiamati a verificare la sussistenza dei...