Umanizzazione in sanità, avanti con il progetto di Regione e Agenas. Parte un’indagine tra le strutture

Umanizzazione in sanità, avanti con il progetto di Regione e Agenas. Parte un’indagine tra le strutture

Umanizzazione in sanità, avanti con il progetto di Regione e Agenas. Parte un’indagine tra le strutture
Nei prossimi mesi operatori delle otto equipe aziendali (istituzionali e volontari) somministreranno nelle strutture un questionario redatto da Agenas. “Una volta terminato, il progetto ci riconsegnerà una fotografia chiara di pregi e difetti del nostro servizio sanitario molisano. Un quadro che sarà un’utile base per migliorare”, ha detto il governatore Paolo Frattura.

“Valutazione partecipata e miglioramento del grado di umanizzazione delle strutture di ricovero”. Questo il titolo della giornata formativa svolta ieri in Molise e legata al progetto portato avanti dalla Regione e dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), in collaborazione con CittadinanzAttiva e altre associazioni di volontariato.

Il programma, che s’innesta a supporto della più ampia ristrutturazione del servizio sanitario regionale, si propone di misurare analiticamente quanto sia “umanizzato” il sistema ospedaliero, nello specifico quello molisano, coinvolgendo direttamente i cittadini, le comunità locali e gli attori principali dell’ospedalità regionale.

“C’è una forte relazione tra i luoghi di cura, le pratiche medico-assistenziali e la soddisfazione degli assistiti: da questo assioma siamo partiti per sviluppare con Agenas il nostro progetto”, così il presidente della Regione, Paolo di Laura Frattura, commissario ad acta per la sanità, sottolinea la valenza dell’iniziativa.

“La nostra idea – spiega –, rappresenta un piccolo esempio, replicabile su più larga scala, di come lavorare insieme in un’unica direzione: la salute dei cittadini molisani e cure di qualità. Nella nuova riorganizzazione della rete dei servizi sanitari che abbiamo predisposto tutto questo è possibile grazie al ruolo centrale destinato ai cittadini che dovranno svolgere, attraverso l’empowerment, una funzione sempre più attiva e costruttiva, in collaborazione con le amministrazioni, per incidere con efficacia sul miglioramento generale e favorire un innalzamento della qualità complessiva dei servizi per la salute”.

All’evento formativo, che si è svolto a Palazzo Vitale, hanno partecipato rappresentanti delle associazioni di volontariato e delle strutture sanitarie pubbliche e private individuate: per l’Asrem il Cardarelli di Campobasso, il Veneziale di Isernia e il San Timoteo di Termoli, l’Ircss Neuromed, la Fondazione Giovanni Paolo II, le Cliniche di Villa Maria, Villa Ester e Gea Medica.

I lavori sono stati aperti dal direttore generale della Salute, Lolita Gallo, che ha evidenziato come la Regione abbia fatto una scelta precisa, puntare anche sull’umanizzazione delle cure con l’obiettivo di costruire i percorsi assistenziali intorno alla persona.

Nello specifico le attività progettuali, coordinate da Paola Sabatini e Stefania Pizzi della Direzione generale per la salute, si intensificheranno nei prossimi mesi e vedranno gli operatori delle otto equipe aziendali (istituzionali e volontari) cooperare nella somministrazione nelle strutture del questionario redatto da Agenas.

L’indagine sarà quindi svolta dalle equipe aziendali attraverso la checklist, strumento standardizzato e di valenza scientifica, che darà risposte su quattro grandi macroaree: processi assistenziali e organizzativi orientati al rispetto e alla specificità della persona; accessibilità fisica, vivibilità e comfort dei luoghi di cura; accesso alle informazioni, semplificazione e trasparenza; qualità della relazione con il paziente-cittadino.

A queste poi si aggiungeranno i dati dei sei focus specifici sul pronto soccorso, sulla rianimazione, sull’ostetricia, sulla pediatria, sulla multiculturalità e sull’ospedale senza dolore.

“Una volta terminato, il progetto ci riconsegnerà una fotografia chiara di pregi e difetti del nostro servizio sanitario molisano. Un quadro che sarà un’utile base di dati per consentire alle otto strutture pubbliche e private e alla Regione di costruire percorsi che mirino al superamento delle criticità individuate dalla mappatura realizzata”, conclude il presidente Paolo Frattura.

23 Maggio 2017

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